Risarcimento errore medico

L'errore medico consiste in una serie di fattori che possono accadere durante il processo sanitario di diagnosi o di cura che porta a un concreto danno alla salute del paziente, impedendo o ritardando la guarigione o migliori condizioni di salute.

Il medico e le strutture sanitarie hanno l'obbligo di curare il paziente per ottenere il risultato sperato, e cioè la guarigione o quantomeno un miglioramento del suo stato di salute. Il comportamento dei sanitari deve sempre essere professionalmente adeguato alla delicatezza del bene materiale e giuridico più prezioso: la salute. Le norme sono state recentemente modificate con la Legge n. 24/2017.


Studio legale Avv. Ezio Bonanni: assistenza legale online gratuita

L'Avv. Ezio Bonanni offre il servizio di assistenza legale gratuita con il suo team di avvocati online gratis per le vittime di errore medico e malasanità sia presso la sede fisica dello studio(Dove siamo) che online attraverso il form: 

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Errore medico: risarcimento dei danni

In tema di obbligazione medica, vige l'obbligo della diligenza, prudenza e perizia, secondo i parametri di cui all'art. 1176 II comma c.c., al fine di perseguire il miglior risultato per il paziente. 

L'obbligazione del medico è però di mezzi e di risultato.Per approfondire sugli aspetti giuridici e legislativi della responsabilità medica

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni ti assiste per la tutela dei tuoi diritti in ambito di errore medico nei casi di: 


Risarcimento per errore medico

L'errore medico dà diritto al risarcimento di tutti i danni:

  • Danno non patrimoniale
    • Danno biologico (lesione all'integrità psicofisica)
    • Danno morale (sofferenza fisica e interiore)
    • Danno esistenziale (per il peggioramento qualità della vita)
  • Danno patrimoniale 
    • Danno emergente
    • Danno per lucro cessante

Nel caso di risarcimento danni per negligenza medica, la quantificazione dei danni subiti dalla vittima malasanità e dai suoi famigliari, come riportato anche dal Giornale dell'Amianto (Danni amianto, le nuove Tabelle per la liquidazione del danno biologico - malasanità risarcimento danni). Le ultime tabelle inerenti l'aggiornamento dei valori di liquidazione del danno non patrimoniale alla persona, emesse il 14 marzo 2018, fanno particolare riferimento alle “Tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale derivante da lesione alla integrità psico-fisica e dalla perdita-grave lesione del rapporto parentale”, e ai relativi criteri applicativi nella versione aggiornata 2018.

Dipartimento Malasanità ONA

L'Avv. Ezio Bonanni  è anche presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, associazione Onlus per le vittime amianto e di errore medico e responsabilità medica, con la quale ha istituito il Dipartimento Malasanità per offrire assistenza legale gratuita per risarcimento danno malasanità, responsabilità medica risarcimento danni e assistenza medica gratuita.


Malasanità ed errore medico per malattie da amianto

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni ha denunciato molti casi di errore medico e ritardi diagnostici anche per quanto riguarda le vittime di malattie amianto, che si possono manifestare anche dopo decenni, in particolare il mesotelioma. Per approfondire:


Giurisprudenza in materia di errore medico e prova della colpa grave

Per ottenere il risarcimento danni malasanità, la vittima deve dimostrare la condotta inadempiente e scorretta del sanitario e legame tra la sua condotta e il danno subito (il cosiddetto "nesso di causalità") (malasanità risarcimento danni). La vittima deve dimostrare che il medico ha agito con dolo o colpa grave e, quindi, con consapevolezza e volontà di arrecare un danno ovvero per errore, negligenza, imperizia o colpa (art. 2236 c.c.: “Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà, il prestatore d’opera (nel nostro caso il medico) non risponde dei danni, se non nel caso di dolo o di colpa grave”). 

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni ti assiste per errore medico in tema di colpa grave in tutti i casi anche sulla base della giurisprudenza:  

  • Somministrazione di anestetico locale che ha provocato la morte del paziente con mancata verifica preventiva delle sue condizioni (Cass. n. 2141/1988); 
  • Medico specializzato in ortopedia intervenuto in caso di neoplasia (Cass. 2428/1990);
  • Medico che ha violato l'obbligo di informare la donna sul possibile esito negativo dell’intervento abortivo (Cass. n. 6464/1994);
  • Medico che ha omesso di diagnosticare la frattura del femore (Cass. n. 8845/1995);
  •  Medico primario che, essendo in ferie, ha ritardato un intervento indifferibile, causando danno al paziente (Corte dei Conti, n. 100/A 1996);
  • Medico che, chiamato ad intervenire chirurgicamente sul trasferimento del seno, decide di esportare intera ghiandola mammaria senza preventivamente seguire un esame istologico (Cass. n. 1233/1998); 
  • Medico che non ha controllato la completezza e l’esattezza del contenuto della cartella clinica redatta dai colleghi di pronto soccorso (Cass. 12273/2004);
  •  Medico che ha affidato ad un assistente sociale inesperto un malato di mente grave cui è seguito il suicidio del paziente (Cass. n. 10435/2004);
  • Medico che ha dimenticato la garza nello stomaco del paziente operato di pancreatite.

Errore medico e colpa grave nelle strutture sanitarie

Il medico e le strutture sanitarie sono responsabili anche per altri casi meno eclatanti di quelli che abbiamo prima illustrato. In precedenza, si tendeva a chiedere l'applicazione delle norme di cui all'art. 2236 c.c., che prevedevano la responsabilità del medico solo in caso di dolo o colpa grave. In questo modo, sarebbe stato molto difficile ottenere giustizia/risarcimento dei danni. Questa risalente giurisprudenza è ormai superata poiché il sanitario e la casa di cura rispondono anche in caso di colpa lieve, tanto più dopo la recente riforma di cui alla Legge 24/2017. 


Malasanità e tutela vittime

Non esiste nessuna norma di legge che contenga una distinzione tra obbligazione di mezzi e di risultato in caso di errore sanitario. 

L’obbligazione del medico è, quindi, una obbligazione sia di mezzi che di risultato, il cui contenuto è dato sia dall’obbligo di diligenza che dall’obbligo di informazione del paziente.

Il risultato non consiste esclusivamente nella guarigione del paziente, ma anche nel fornire al paziente tutte le cure richieste dalla specifica patologia che lo interessa tenendo conto del livello della scienza e della tecnica in un determinato settore, dell’età del paziente e della specifica difficoltà dell’intervento. (Sezioni Unite Corte di Cassazione, n. 577/2008).

Il sanitario è altresì obbligato ad una diligenza professionale qualificata dalla specifica attività esercitata, maggiore e più ampia di quella richiesta per l’uomo medio e non ad una semplice diligenza che si può pretendere da una persona mediamente avveduta e prudente (la c.d. diligenza del buon padre di famiglia).

Infatti, l’art. 1176, comma 2, c.c., recita: “Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata”. 

La Corte di Cassazione, con una sentenza n. 17143/2012, ha precisato che con riferimento al medico, occorre distinguere tra una diligenza professionale generica ed una diligenza professionale specifica.

La diligenza professionale generica è quella richiesta al medico di base o medico generale mentre la diligenza professionale specifica è quella richiesta al medico specializzato in un determinato settore. Ne consegue, dunque, che se un paziente riporti una frattura e venga sottoposto alle cure di un medico di base, da quest’ultimo si pretenderà una diligenza sicuramente minore rispetto a quella richiesta ad un ortopedico.


Errore medico negli interventi di routine e negli interventi difficili

La dottrina e la giurisprudenza hanno distinto tra interventi difficili ed interventi facili o di routine.

In caso di errore sanitario in intervento facile o di routine, il medico risponde anche a titolo di colpa generica e di colpa lieve, mentre in caso di intervento difficile (con ampi margini di rischio, che richiede notevole abilità oppure che riguarda malattie estremamente rare o per le quali non è stata ancora sperimentata una terapia che porti alla guarigione), il medico incorre in responsabilità solo in caso di dolo o colpa grave.

Errore medico e chirurgia estetica

In caso di errore in intervento di chirurgia estetica, il medico è gravato di un obbligo di risultato puro e semplice. Di seguito vengono riportati diversi casi con relativa giurisprudenza: 

  • Trattamento di chirurgia estetica (Cass. Civ., Sez. III, n. 10014/94);
  • Trapianto di capelli (Tribunale di Roma, sentenza del 23.12.1996);
  • Sterilizzazione (Cass. civ. Sez. III, n. 9617/1999);
  • Cure odontoiatriche (Tribunale di Genova, sentenza del 15.04.1993).

Errore medico / malasanità e responsabilità medica contrattuale

La vittima di malasanità, priva di cognizioni mediche, per provare la negligenza e/o imperizia del medico deve limitarsi a provare che è stato preso in cura da quel determinato medico e che ha subito un danno alla propria salute.

Per danno alla salute si intende anche solo il peggioramento o mancato miglioramento del proprio stato di salute, specie negli interventi estetici.

Spetterà poi al medico dimostrare che ha agito bene secondo la diligenza professionale richiesta dal caso concreto e che il peggioramento dello stato di salute del paziente è dovuto ad un fattore eccezionale non imputabile alla sua condotta.

Il contratto "non scritto" tra medico e paziente

Il rapporto che intercorre tra medico e paziente è a tutti gli effetti un contratto e va quindi applicata la disciplina sul rapporto contrattuale anche in assenza di un contratto scritto (art. 1218 c.c.: "Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”).

Anche in assenza di un contratto scritto tra paziente  e il medico, nel momento in cui gli viene affidato in cura il paziente, il medico è obbligato a tenere una condotta attiva oltre che ad adempiere un dovere generico di non arrecargli alcun danno, in virtù di un c.d. contatto sociale qualificato, che genera doveri di protezione del medico verso il paziente senza che sia necessario un contratto.

Tale ipotesi, peraltro, è assai diffusa nella prassi, dal momento che il paziente generalmente stipula un contratto di assistenza con una struttura sanitaria presso cui lavora il medico che lo prenderà in cura. In questo modo la struttura sanitaria si obbliga formalmente a garantire alloggio, servizi di ristorazione, servizi infermieristici e la custodia del paziente stesso. 

Malasanità e risarcimento danni

Conseguentemente, la vittima di malasanità potrà agire per il risarcimento danni sia nei confronti della struttura sanitaria (pubblica o privata) alla quale si è rivolta, sia nei confronti del medico che lo ha preso in cura all’interno della stessa. 

Va precisato che non potrà essere risarcito due volte per lo stesso fatto poiché il risarcimento danni ottenuto da uno dei due debitori (medico o struttura sanitaria) esaurisce la sua pretesa risarcitoria nei confronti dell’altro.

Ne consegue, quindi, che anche nel caso di interventi particolarmente difficili, il paziente non dovrà provare la colpa grave o il dolo del medico, ma li dovrà semplicemente allegare.

Ciò significa, quindi, che non dovrà enunciare gli aspetti tecnici della responsabilità professionale del medico, ma sarà sufficiente la contestazione dell’aspetto colposo dell’attività medica e sarà onere del medico provare l’assenza di colpa, la diligenza professionale nell’attività espletata, la non riconducibilità e l’eventuale causa eccezionale, o comunque non imputabile al medico, che abbia eventualmente determinato il danno a carico del paziente.


Prescrizione del diritto al risarcimento dei danni

Il diritto al risarcimento dei danni si prescrive in 10 anni (art. 2946 c.c.), che decorrono da quando che il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.).

Il termine di prescrizione decennale inizia a decorrere da quando che la vittima è o può essere a conoscenza dell'evento (lesione alla sua salute) e del nesso causale, e cioè la riconducibilità di tale lesione all'inadempimento degli obblighi contrattuali, ovvero di non provocare un danno ingiusto (artt. 2043 e 2059 c.c. - responsabilità extracontrattuale), così come precisato dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con molte sue decisioni, tra le quali SS.UU. 576 e 581 del 2008.

Legge Gelli in materia di errore medico

La materia del risarcimento danni malasanità è regolata dalla Legge 24/2017 (c.d. Legge Gelli, lavente ad oggetto “Nuove norme in materia di responsabilità medica”), sulla responsabilità medica civile (contrattuale della struttura sanitaria ed extracontrattuale del medico) contrattuale (artt. 1218, 1223 e 1453 c.c.) ed extracontrattuale (artt. 2043 e 2059 c.c.). In caso di colpa lieve, ove siano rispettate le linee guida e le buone pratiche clinico-assistenziali, non è configurabile la responsabilità penale.

La Legge Gelli prevede il preventivo tentativo di conciliazione obbligatoria attraverso: 

  • l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile;
  • azione diretta del danneggiato;
  • istituzione di un fondo di garanzia ad hoc, nei casi di eccesso rispetto al massimale, ovvero in caso di insolvenza;

Fondo di garanzia per errore medico

Il Fondo di garanzia è istituito per la tutela dei diritti delle vittime errore medico per responsabilità sanitaria e per il risarcimento danni, anche nel caso in cui ci sia un maggior importo rispetto al limite del massimale assicurativo o nel caso in cui la struttura sanitaria e il medico erano assicurati presso un'impresa in stato di insolvenza o di liquidazione coatta amministrativa o, peggio ancora, non siano assicurati. Il Fondo sarà alimentato attraverso il versamento, da parte delle imprese assicuratrici, di un contributo annuale.

È necessario il regolamento di avvio che il Ministero della salute è chiamato ad adottare con decreto entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della Legge Gelli, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e le rappresentanze delle imprese di assicurazione.

In questo modo, sarà definita la misura del contributo che le imprese autorizzate all'esercizio delle assicurazioni dovranno versare, sia le modalità di tale versamento, sia i principi che dovranno ispirare la convenzione tra il Ministero della salute e la CONSAP Spa, sia infine le modalità di intervento, il funzionamento e il regresso del Fondo di garanzia nei confronti del responsabile del sinistro.

Fondo di garanzia per errore medico e tutela vittime

Con la Legge Gelli sono state introdotte maggiori tutele per i pazienti vittime di malasanità con il c.d. doppio binario. sSi tratta di un’integrale riforma della responsabilità professionale in ambito sanitario, sia penale che civile, sia per il personale medico e paramedico che per le strutture sanitarie. È una misura richiesta essenzialmente dai medici per evitare il rischio di condanne penali, in seguito a complicanze avvenute in sala operatoria. Salvo un alleggerimento dei principi della responsabilità penale che si potrà configurare solo in caso di inescusabile negligenza, imprudenza e imperizia, con gravi danni al paziente. Infatti, costoro invocheranno la colpa lieve, ovvero di essersi attenuti ai protocolli medici, e chiederanno di essere assolti.

Garante del Fondo di garanzia per errore medico

La prima novità riguarda la nascita del Garante per il diritto alla salute, una figura a cui i cittadini potranno rivolgersi per segnalare casi di malasanità. Ciò è importante per avere un quadro della situazione. Inoltre, per ogni regione verrà istituito il Centro per la gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente. In questo modo verranno raccolti i dati sui rischi ed eventi negativi non solo sulle cause ma anche sulla frequenza e sui costi del contenzioso. studio legale studio legale studio legale

Questi dati poi saranno inviati all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, organo che avrà il monitoraggio costante delle pratiche e degli eventuali errori nel SSN.

Legge Gelli e responsabilità penale per errore medico

Intanto la nuova legge prevede che il medico che per imperizia provoca un danno a un paziente non è punibile penalmente nel caso in cui abbia rispettato le linee guida o le buone pratiche assistenziali. Quindi l’errore del medico causato dalla sua mancanza di abilità o di preparazione specifica verrà punito penalmente solo in caso di colpa grave. 

L’articolo 6 della Legge Gelli stabilisce che la “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” specifica questo aspetto: “È esclusa la colpa grave quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge”. Con questa norma ci sarà un alleggerimento della responsabilità professionale dei medici, anche se rimane il principio di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria ai fini del risarcimento del danno. Permane la responsabilità penale solo in caso di colpa grave. Sarà sufficiente dimostrare di aver rispettato le linee guida per evitare la condanna penale del medico. 

Legge Gelli e responsabilità medica civile

La legge Gelli cambia la responsabilità del medico, che da responsabilità medica contrattuale diviene extracontrattuale. Il paziente avrà quindi l’onere della prova di dover dimostrare il danno e la colpa, mentre invece, in precedenza, era il medico a dover dimostrare di aver adempiuto in modo esatto a tutte le sue obbligazioni. Per la struttura ospedaliera, invece, la responsabilità civile resta di tipo contrattuale e permane l'obbligo di dimostrare l'esatto adempimento, con onere probatorio a suo carico. In questo modo il paziente che vuole ottenere un risarcimento danno malasanità è incentivato a rifarsi prima sul soggetto economicamente più solido, ovvero la struttura pubblica.

Per il medico privato, invece, la responsabilità resta di tipo contrattuale, e non potrebbe essere altrimenti visto che questo instaura con il paziente un tipo di contratto differente.

Il termine per la prescrizione è di 10 anni per i profili di responsabilità medica contrattuale e inizia a decorrere dal momento in cui il paziente è venuto a conoscenza della riferibilità del danno subito al comportamento colposo del medico. Il risarcimento danni malasanità del paziente viene stabilito in base alle tabelle sul danno biologico del Tribunale di Milano o delle nuove tabelle di cui al DDL Concorrenza.

Con la Legge Gelli viene anche  rafforzato l’obbligo del tentativo di conciliazione, al quale sono chiamate a partecipare entrambe le parti, unitamente alle compagnie di assicurazioni, oppure dovrà essere istituito un accertamento tecnico preventivo.

Sussiste l’obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale prima di andare in tribunale in modo da ottenere il risarcimento danni malasanità in tempi più rapidi e da obbligare tutte le strutture sanitarie ad assicurarsi.

Nel caso di mancato raggiungimento della conciliazione stragiudiziale, si potrà procedere in sede giudiziaria citando il sanitario, la casa di cura e la compagnia assicurativa (mentre in precedenza erano il medico e/o la casa di cura a dover chiamare in causa le compagnie assicuratrici, allungando i tempi del giudizio).

La nuova legge ribadisce l’obbligo assicurativo per tutti i medici, compresi i liberi professionisti, oltre all'introduzione del fondo di garanzia per tutti quei pazienti che non possono essere rimborsati perché devono rifarsi su una società assicurativa fallita.


Errore medico e obbligo di informazione / consenso informato

L'obbligo di informativa è a carico del medico nei confronti del paziente e discende dalla natura contrattuale della responsabilità medica (anche senza formale contratto con il paziente). Questi obbligo caratterizza tutta la fase del rapporto con il paziente, sia quella preventiva che quella esecutiva della somministrazione della cura nonché, da ultimo, quella successiva all’intervento medico. Di conseguenza, il medico è tenuto ad informare il paziente sia nella fase della diagnosi, sia in quella successiva, nella quale deve indicare non solo la terapia da seguire, ma anche prospettare gli effetti, svantaggiosi e vantaggiosi, che ne possono scaturire, compresi quelli collaterali, le probabilità di successo e la prospettazione di eventuali cure alternative. 

L'obbligo di informazione è finalizzato al soddisfacimento del diritto al consenso informato del paziente nei confronti del medico, che consiste nel far acquisire al paziente tutte le informazioni necessarie al fine di scegliere in modo consapevole e libero se sottoporsi o meno ed in quali termini ad un determinato trattamento terapeutico e di autodeterminarsi in completa autonomia nella decisione riguardante la propria salute.

In passato, la violazione dell’obbligo di informazione da parte del medico costituiva causa di risarcimento danno malasanità solo nel caso in cui si fossero verificati danni alla salute del paziente in seguito a errore medico, ma in questo modo il paziente non veniva tutelato adeguatamente. La più recente giurisprudenza ha chiarito definitivamente che la violazione dell’obbligo di informazione costituisce autonoma fonte di responsabilità in tutti i casi in cui dall’intervento scaturiscano effetti lesivi per il paziente, indipendentemente dal fatto che l’intervento sia stato eseguito correttamente e diligentemente: è sufficiente che il paziente non abbia usufruito delle informazioni necessarie per valutare consapevolmente ciò a cui doveva andare incontro. 

 

In base a questo principio, ad esempio, è sicuramente responsabile il medico che abbia somministrato un antidepressivo al paziente senza averlo preventivamente informato delle conseguenze cui quest’ultimo sarebbe andato incontro in termini di aumento di peso o di aumento del tasso di sonnolenza.

Quanto alla prova che deve fornire il paziente in un giudizio civile in cui contesti al medico responsabilità per violazione del consenso informato, non sarà il paziente a dover dimostrare che non è stato preventivamente informato, ma è il medico che deve fornire la prova di aver informato il paziente, attraverso l’esibizione di moduli prestampati di consensi informati debitamente sottoscritti. Detta sottoscrizione non esonera però il medico dal fornire al paziente le informazioni adeguate verbali, che tengano conto del livello culturale ed intellettuale del paziente destinatario.