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Incontri e assemblee - Studio Legale


In questa pagina potrete seguire gli incontri e le assemblee presiedute dall'Avv. Ezio Bonanni.


Presentazione dossier: rischio amianto nel petrolchimico

Appello dell'ONA al Vice premier e Ministro del Lavoro, On.le Luigi Di Maio. 

Le imprese di Stato siano chiamate alla bonifica dei materiali di amianto e il Ministero del Lavoro emetta gli atti di indirizzo per il prepensionamento immediato per i lavoratori esposti ad amianto nel Polo Petrolchimico di Gela.

Interverranno, tra gli altri:

- l'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'ONA;

- l'On.le Dott. Pippo Gianni, sindaco di Priolo e componente del Comitato tecnico scientifico dell'ONA;

- l'Avv. Lucio Greco, ONA Gela;

- il Sig. Salvatore Granvillano, coordinatore ONA Gela;

- il Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia



Convegno amianto marittimi

Il 20 ottobre 2018  presso Villa Fondi in Piano di Sorrento, si è svolto il convegno / incontro di studi che l'ONA ha organizzato sul tema "Amianto in navigazione".

L'amianto, detto anche asbesto, fu utilizzato per la costruzione di unità navali civili e militari fino agli anni '90, con esposizioni di tutto il personale, compreso quello di macchina. 

L'Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, ha istituito uno specifico dipartimento di tutela dei marittimi esposti ad amianto, di cui è coordinatore per la Campania il Comandante Pasquale Napolitano.

L'ONA chiede l'istituzione di una procedura più lineare e snella per il riconoscimento dei benefici contributivi per i marittimi, sia ai fini del prepensionamento che delle prestazioni previdenziali. L'ONA, di cui l'avv. Ezio Bonanni è il Presidente, chiede l'istituzione di una procedura più lineare e snella per il riconoscimento dei benefici contributivi per i marittimi, sia ai fini del prepensionamento che delle prestazioni previdenziali. 


L' Avv. Ezio Bonanni interviene alla Fiera del Levante di Bari


I mesoteliomi ufficialmente registrati in Puglia sono stati 935, nel periodo tra il 1993 e il

2012 (dal 2010 al 2012 i dati sono parziali). Un numero che corrisponde al 4,4% del casi registrati nel Paese. Nel 65,5% di questi, la patologia è stata causata da esposizione all’amianto di tipo professionale.

Nello specifico, i decessi nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale. 121 morti, di cui 99 uomini e 22 donne. Nella sola città di Taranto si registrano 20 casi di mesotelioma all’anno, con un’incidenza 5 volte superiore all’attesa.

L’insorgenza della malattia è solo la punta dell’iceberg: l’amianto infatti è in grado di determinare patologie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici, complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatori, e diverse patologie neoplastiche. Sono infatti circa quattromila i decessi causati o concausati dall’esposizione all’amianto in Puglia, nel periodo 1993-2012, almeno 400 nella sola città di Bari, a causa della Fibronit.

Gli incontri del tour della prevenzione, proseguiti alle ore 16, presso la Fiera della Sicurezza, con un mio intervento dal titolo “Rischio amianto: prevenzione primaria, secondaria e risarcimento danni”. Uno degli obiettivi fondamentali dell’ONA è quello della prevenzione, che si distingue in: primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione). Si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, un killer silenzioso che non lascia scampo; secondaria (diagnosi precoce, assistenza medica, ricerca scientifica, etc.) e terziaria (epidemiologia, riconoscimento delle prestazioni previdenziali e del risarcimento dei danni e punizione dei responsabili). 


Presentazione della pubblicazione "Guida per le vittime dell'amianto e del mesotelioma"


Un grazie a tutti coloro che sono stati presenti alla conferenza stampa di presentazione che si è tenuta giovedì 7 settembre, alle ore 15, presso la Regione Lazio.

Durante l’incontro sono state illustrate le linee guida per la terapia e cura del mesotelioma e le note esplicative per ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento danni e presentato.

Molto spazio è stato anche dedicato alle testimonianze dei presenti, familiari di vittime ma anche vittime stesse.

Inoltre, durante l’incontro è stato presentato un manuale con l’intenzione di predisporre uno strumento con il quale le vittime ed i loro familiari possano districarsi in quella che è vera e propria giungla sanitaria e giudiziaria all’interno della quale si vengono a trovare coloro che sono colpiti da mesotelioma.

Per saperne di più ascoltate i video della conferenza.



Incontri: Regione Toscana e Regione Lombardia


Lo scorso 29.01.2017, nel corso dell’assemblea pubblica di Rosignano, sono tornato ad insistere sui temi della bonifica, su quelli della diagnosi precoce, e della ricerca scientifica e per un volto più umano della sanità italiana per le vittime dell’amianto, in particolare per i malati di mesotelioma. Mi onoro di essere il Presidente dell’ONA, associazione rappresentativa delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi e mi sto impegnando, ormai da anni, con altre migliaia di Cittadini perché si affermi il concetto, prima di tutto etico-morale e poi scientifico e giuridico, del c.d. ‘rischio zero’, per evitare ogni forma di esposizione a tali sostanze ed evitare quindi nuove malattie, e dunque nuovi decessi, per porre fine a quello che è un vero e proprio genocidio, silenzioso e dimenticato. Intanto sostengo l’impegno di tanti attivisti e militanti dell’ONA. Ricordo, tra i tanti, la Sig.ra Antonella Franchi, ormai da anni purtroppo colpita dal killer amianto presente nella scuola dell’infanzia Finestra sul mondo” di Rosignano Marittima, e da allora impegnata su tutto il territorio nazionale. L’impegno della Sig.ra Antonella Franchi prosegue. E’ recente il deposito di un ulteriore esposto con richiesta di bonifica, per la situazione dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Firenze, per la presenza di materiali contenenti amianto, con il rischio di esposizione per il personale docente e non docente, oltre che per gli alunni.


Sono anni ormai che vado ripetendo che è necessario rimuovere l’amianto ancora presente in circa 2.400 scuole in Italia e ho contestato le misure tampone, che si fondano soltanto sul tentativo di rendere minimo il rischio. Misure inadeguate, come dimostra il tragico, continuo, bollettino di guerra, con la continua segnalazione di nuovi casi di patologie asbesto correlate (mesoteliomi, tumori polmonari, tumori delle ovaie, tumori delle vie aeree e gastrointestinali, e patologie fibrotiche, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari), tra cui 63 casi solo di mesotelioma e solo tra personale docente e non docente; e non sono stati fatti i controlli sui tutto il personale e sugli alunni. Ciò è inaccettabile.


incontri e Assemblee ONA

La situazione non è migliore in Lomellina. Si registrano nuovi casi di patologie asbesto correlate e decessi, e si vorrebbe realizzare una delle più grandi discariche di amianto nella città di Ferrera Erbognone, in un terreno contiguo alla Raffineria ENI (dove si sono verificati recenti gravi incendi) e alle popolazioni già martoriate da questo flagello.



Ho già fatto il punto della situazione con l’intervento all’assemblea pubblica dello scorso 29.01.2017 in Rosignano, nel corso della quale ha nuovamente denunciato la condizione di insicurezza dei luoghi lavorativi e di vita per presenza di amianto (40.000.000 di tonnellate di materiali che lo contengono; tra cui ancora in 2.400 scuole) con il triste bilancio di circa 6000 decessi l’anno e purtroppo con migliaia di nuovi casi di malattie professionali.


incontri ONA

E’ sufficiente infatti consultare il lavoro di mappatura finora prodotto dall’Arpat – oltre 2 milioni le tonnellate d’amianto censite in Toscana, fino al 2007 – per notare come molti dei 1.145 siti da bonificare siano dislocati lungo la costa. 


Poi c’è l’amianto che incrociamo tutti i giorni, spesso senza averne coscienza: nelle scuole (2.400 in Italia), per capire come il problema sia di dimensioni difficilmente risolvibili, se non vengono adottate le necessarie e doverose iniziative, che ho da tempo richiesto.


I cittadini sono stati informati delle ultime modifiche legislative: il pensionamento anticipato dei lavoratori vittime dell’amianto, ma ciò non è sufficiente: pur esprimendo apprezzamenti nei confronti delle forze governative e anche di quelle di opposizione, che poi hanno permesso l’approvazione delle nuove norme all’unanimità, che abbiamo fortemente voluto e per cui ho ringraziato e ringrazio tutte le forze politiche e i Parlamentari che all’unanimità hanno deciso di approvare le nuove norme.

Torno quindi ad insistere affinché vengano messe in atto concrete misure per la bonifica, oltre che per la diagnosi precoce e per un risarcimento dei danni che sia riconosciuto in via amministrativa con un fondo a carico dello Stato.

“La battaglia è prima di tutto culturale e poi è sociale: solo con il diretto impegno nei territori, nei luoghi di lavoro, fabbriche, uffici pubblici, etc., oltre che nelle aule dei Tribunali, si può affrontare e sconfiggere questo killer.


Il silenzio e l’inerzia di tutte le forze politiche è ormai inaccettabile, ed è per questo che sono previste delle iniziative gandhiane e non violente di protesta e di disapprovazione che deve esprimersi prima di tutto nell’urna con un licenziamento dei politici incapaci che per questo debbono essere non rieletti. 

Incontri e assemblee

Va affermato il concetto del licenziamento politico per giusta causa. E’ inammissibile che un lavoratore debba morire per l’amianto presente e i politici incapaci non possano essere licenziati se non fanno il loro dovere, se tradiscono il mandato dei cittadini che peraltro li retribuiscono con stipendi che sfiorano i 20.000 euro e che spesso corrispondono allo stipendio di 20/30 operai, se non di 40/50 lavoratori con i voucher”, come ho spiegato nel corso dell’assemblea pubblica che si è tenuta a Rosignano.



L’Ona denuncia da tempo il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell’area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell’amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008. La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto. Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sui Quaderni della Salute del Ministero nel 2012. Ancora più che inquietante la situazione nella zona di Rosignano: 25 i casi riscontrati di mesotelioma dal 1993 al 2008 su una popolazione di circa 30mila abitanti. Anche i questo caso la media è molto più alta di quella nazionale e di quella regionale, con 5 casi ogni 100mila abitanti.A questi numeri si aggiungono quelli di Piombino, tra i primi posti nella classifica nazionale per numero di mesoteliomi. Nella sola città di Piombino sono 22, rispetto ad una popolazione residente di 33.925 persone, con un tasso pari al 4,05. Un dato altissimo.


 Ho chiesto al Sindaco di Rosignano di istituire una sorveglianza sanitaria per la diagnosi precoce e per verificare il tasso di incidenza del numero dei tumori e delle malattie degenerative e il tasso di mortalità. “Nei prossimi giorni invierò una lettera al sindaco con le nostre richieste, in caso di mancato riscontro inizieremo una protesta non violenta”.

Intanto l’attività di mobilitazione prosegue anche in Lomellina, dopo la recente assemblea del 14.01.2017, con la richiesta a tutte le Autorità Regionali e Governative di disporre la revoca delle autorizzazioni alla realizzazione della discarica di amianto di Ferrera Erbognone.

Sono previsti incontri, iniziative giudiziarie e un intervento nella procedura di ricorso al TAR a suo tempo presentata da alcuni Comuni per ottenere un provvedimento di dichiarazione di illegittimità delle autorizzazioni alla edificazione della discarica.


Regione Campania


 Lo scorso 25.02.2017, sono intervenuto alla Conferenza dell’ONA “Il cuore di amianto della Campania”, di cui pubblichiamo in video i lavori Sono intervenuti scienziati, professionisti, cittadini, vittime dell’amianto e loro familiari, che hanno confermato quello che da anni ho sostenuto. Alla conferenza ha partecipato attivamente l’Assessore all’ambiente e Vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice.


Sono state confermate una serie di criticità, che vanno dall’Isochimica di Avellino fino al Porto di Napoli, dalla Sacelit di Volla a Bagnoli, dal Porto di Salerno fino ai Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, passando per il sito B-Ticino, l’ex SOFER, e ancora nelle scuole e negli edifici pubblici, nelle Forze Armate (Marina, Esercito, Aviazione e Carabinieri) e nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Polizia, fino ai Vigili del Fuoco). All’incontro ha partecipato anche Costantino Saporito, portavoce dell’Usb nazionale dei vigili del fuoco che ha puntato l’attenzione sull’assenza totale del monitoraggio. «Operiamo laddove tutti fuggono, ha detto, e non sappiamo mai a cosa andiamo incontro. Abbiamo respirato la diossina della terra dei fuochi, i veleni delle discariche abusive, spesso senza dispositivi di protezione, quasi sempre senza neanche sapere cosa stiamo respirando». Significativo e lungamente applaudito è stato l’intervento dell’Assessore all’Ambiente e Vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, il quale ha lanciato una serie di proposte, oltre all’interlocuzione su quelle già poste sul tappeto dall’associazione: Costituzione di parte civile del Comune in tutti i procedimenti penali per disastro ambientale e per i morti per amianto;


Una interlocuzione con l’Autorità Regionale e il Governo Nazionale per la creazione di un Fondo nazionale per il risarcimento delle vittime dell’amianto (ben oltre quello già costituito dall’INAIL che si traduce in poche decine di euro di più al mese); Legge di iniziativa popolare per la bonifica, la ricerca, le migliori terapie alle vittime, l’assistenza psicologica estesa anche ai familiari, e la punizione effettiva dei responsabili. Rispetto a queste iniziative programmatiche, Raffaele Del Giudice, parlando anche a nome del Sindaco De Magistris, non solo ha dichiarato la vicinanza dell’Amministrazione comunale alle vittime e ai loro familiari, ma si è fatto portatore di una serie di proposte: Un’agenzia pubblica per la bonifica, per provvedere alla decontaminazione dei luoghi pubblici con presenza di amianto (scuole, ospedali, etc.), ma anche per la rimozione e lo smaltimento di quell’amianto presente nelle civili abitazioni. Il tutto affidato al pubblico.


Non solo, Del Giudice ha sottolineato che oggi le uniche ditte ad avere la liquidità necessaria per poter affrontare smaltimento sistematico dell’amianto sono quelle private e colluse con la camorra: «Bisogna assolutamente creare un sistema pubblico di smaltimento. Altrimenti accadrà che affideremo i lavori ad aziende colluse che faranno quello che hanno fatto negli anni passati con i rifiuti tossici provenienti dal nord sotterrandoli sotto quella che conosciamo come terra dei fuochi”. Ho condiviso questa proposta programmatica e ho proposto il vicesindaco come socio onorario dell’Ona Napoli auspicando una «collaborazione con l’istituzione che tanto può per le bonifiche e per il monitoraggio sanitario e del patrimonio edilizio che contiene amianto». Toccanti le testimonianze della coordinatrice Ona Campania, Dott.ssa Carla Zorzetti, vedova di un vigile del fuoco e di altre vittime presenti in sala, tra lavoratori delle Poste e parenti di personale di ditte di manutenzione degli aerei Alitalia, ora deceduti.


Programma dell’ONA in Campania: Presentazione della legge di iniziativa popolare per la tutela (preventiva, sanitaria e previdenziale/risarcitoria) delle popolazioni e dei lavoratori dai cancerogeni e agenti tossico-nocivi. Organizzazione capillare degli ambulatori con medici volontari per gli screening sanitari e l’assistenza medica; Intensificazione della interlocuzione con la Magistratura inquirente per la prevenzione e la repressione dei reati, la punizione dei colpevoli e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime; Organizzazione di una Conferenza Euromediterranea per la risoluzione del problema amianto con il coinvolgimento delle vittime e delle associazioni di tutti i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, che faccia da ponte con tutte le emergenze, non solo di quelle ambientali.


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