Mesotelioma: rendita INAIL  e Fondo vittime amianto

Il Fondo per le Vittime dell’Amianto.

Con l’art. 1, commi 241/246 della Legge 244/2007, è stato istituito il Fondo per le Vittime dell’Amianto, che è stato finanziato con risorse per i tre quarti da risorse dello Stato e per un quarto da risorse delle imprese.

Con successivo Decreto interministeriale n. 30 del 12 gennaio 2011 è stato stabilito che costituisce una prestazione aggiuntiva a favore di coloro che sono titolari di una rendita INAIL, per malattia asbesto correlata, ovvero derivante dalla fibra 'fiberfrax' e la cui inabilità o menomazione abbia concorso al raggiungimento del grado minimo indennizzabile in rendita pari o superiore al 16%.

L’atto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali è stato ritenuto illegittimo dall’Osservatorio Nazionale Amianto, il quale lo ha impugnato innanzi il TAR del Lazio e, successivamente, le prestazioni sono state estese anche a coloro che hanno contratto il mesotelioma per esposizione ambientale (per effetto dell’art. 1, comma 116, della Legge 190/2014, come era nell’originaria formulazione normativa, che faceva espresso riferimento a “tutte le vittime di patologie asbesto correlate”).

Infatti, la prestazione del Fondo per le Vittime dell’Amianto (FVA) per l’importo di € 5.600,00 è stata erogata ai malati di mesotelioma per esposizione non professionale per il 2014 e tale prestazione è stata poi estesa a tutti coloro che hanno contratto la patologia nel periodo 2015-2017, per “esposizione familiare a lavoratori impiegati in Italia nella lavorazione dell’amianto, ovvero per esposizione ambientale comprovata” avvenuta sul territorio nazionale.

Questo importo è certamente esiguo e non corrisponde all’effettivo pregiudizio sofferto da coloro che hanno contratto il mesotelioma e parametrata a una stima di coloro che ne avrebbero diritto (che si è rivelata errata, tant’è vero che ad oggi c’è un considerevole disavanzo proprio perché non si aveva l’effettiva cognizione di quale sarebbe stato il numero di coloro che ne avrebbero richiesto l’erogazione).

L’INAIL ha quindi redatto un opuscolo informativo, anche con modalità in PDF, che può essere consultato sul sito INAIL.

La prestazione dal FVA è partita con un incremento del 20% dell’indennità INAIL nel 2008 e nel 2009. Poi si è andata riducendo fino al 13,8% del 2015.

Questa riduzione si giustifica per il fatto che le erogazioni dal FVA rimangono costanti per l’importo di 22 milioni di euro a carico dello Stato e 7,3 milioni a carico delle imprese che hanno utilizzato amianto.

Infatti, il numero di coloro che ne hanno diritto a questa prestazione aggiuntiva è in aumento perché ci sono sempre nuovi casi e perché, anche per coloro che vengono a mancare, le prestazioni debbono essere erogate agli eredi.

Per tali motivi, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sollecitato un adeguamento degli importi di cui al finanziamento del FVA, che tenga conto dell’aumentato numero dei prossimi malati di patologie asbesto correlate e loro congiunti (titolari di prestazioni di reversibilità) al fine di evitare una eccessiva riduzione degli importi erogati.

Nel caso in cui l’avente diritto contesti l’entità, ovvero ritenga che ci sia un errore di calcolo, potrà impugnare il provvedimento prima in sede amministrativa e poi giudiziaria.

Il termine decennale di prescrizione decorre dall’entrata in vigore del regolamento, mentre per le rendite successive dalla data della loro costituzione, mentre invece il diritto ad eventuali differenze sugli importi erogati si prescrive in 5 anni dalla data in cui l’INAIL ha informato l’interessato del provvedimento che decreta il pagamento.

La denuncia di malattia professionale

Il semplice sospetto dell'origine professionale della patologia costituisce obbligo di redazione della certificazione a fronte della quale, o il datore, o il lavoratore, debbono presentare la denuncia all’INAIL, telematicamente, ovvero con accesso diretto presso la sede INAIL competente, con riferimento al domicilio dell’assicurato.

L'INAIL quindi avvia l’iter per l’accertamento dell’eventuale origine professionale della patologia.

Non è sempre semplice ottenere dall’ente il riconoscimento dell’origine professionale della patologia. 


Obblighi per il medico. Nel caso sospetti o accerti che la malattia da cui è affetto il lavoratore sia stata causata dall'attività lavorativa svolta ovvero che si tratti di malattia professionale, il medico deve redigere e consegnare al lavoratore il primo certificato di malattia professionale, ovvero inoltrarlo telematicamente all’INAIL e allo stesso tempo presentare denuncia alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, ai Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, all'INAIL per l'iscrizione nel Registro Nazionale delle Malattie Causate dal Lavoro o a esso correlate, e alla rete regionale dei Centri Operativi Regionali che raccolgono le segnalazioni di tumori dovuti a cause professionali.

Inoltre il medico ha l’obbligo di referto che deve inoltrare alla competente Procura della Repubblica, e quindi nel caso in cui il medico non provveda alla presentazione della denuncia, ovvero all’inoltro del referto, è penalmente sanzionato.

Adempimento del lavoratore. Colui che ha contratto il mesotelioma, per ottenere il riconoscimento della sua origine professionale, deve inviare la denuncia corredata dal certificato medico al datore

di lavoro, a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, e in ogni caso in modo

tale da poter dimostrare la data della ricezione, entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia, pena la perdita dell’indennizzo per il periodo antecedente alla denuncia.

Se al momento in cui si manifesta la malattia il lavoratore non è più in servizio, può presentare la domanda di riconoscimento della malattia professionale direttamente all'INAIL.

Obblighi per il datore di lavoro.

Il datore di lavoro, non appena riceve la denuncia, ha 5 giorni di tempo per presentare la denuncia di malattia professionale.

Nel caso di mesotelioma è molto raro che il lavoratore sia ancora in attività, attesi i lunghi tempi di latenza della patologia, e ancora più raro che sia sempre lo stesso datore di lavoro responsabile dell’esposizione.

Nel caso in cui l’assicurato non sia ancora in pensione, l’ultimo datore di lavoro ha un termine di 5 giorni per presentare la denuncia di malattia professionale direttamente sul sito dell'INAIL. Con l’invio telematico la pratica viene trasmessa direttamente alla sede INAIL territorialmente competente (domicilio dell'assicurato).

In caso di inadempimento, il datore di lavoro è assoggettato ad una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sono abilitati a presentare tale denuncia di malattia professionale on-line le aziende in possesso della 'posizione assicurativa' e i cosiddetti 'grandi utenti' (consulenti del lavoro, dottori commercialisti e associazioni di categoria). La denuncia per via telematica è attiva per i lavoratori dei settori:

  • industria, artigianato, terziario e altro;
  • pubbliche amministrazioni
  • titolari di specifico rapporto assicurativo con l'Istituto

mentre non lo è ancora per:

  • lavoratori subordinati a tempo indeterminato dell'agricoltura;
  • dipendenti delle pubbliche amministrazioni alle quali si applica la 'gestione per conto' e, pertanto, non intestatarie di alcuna 'posizione assicurativa territoriale’;
  • per gli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.

In questi ultimi casi il datore di lavoro deve presentare la denuncia in formato cartaceo alla sede INAIL competente, allegando anche il primo certificato medico.

Al contrario, se la denuncia è presentata per via telematica, il certificato deve essere inviato solo su espressa richiesta dell'INAIL nell'ipotesi in cui non sia stato inviato direttamente dal lavoratore o dal medico certificatone.

L’accertamento del danno biologico permanente

L’INAIL sottopone l’assicurato che ha contratto mesotelioma a visita medico legale, e con il riconoscimento di una inabilità quantomeno pari al 16%, a questo punto anche il danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro, attraverso la rendita sotto-forma di importo mensile, composta da due voci, una per il danno biologico (calcolata in base a sesso, età e percentuale del danno) e l'altra per il danno patrimoniale causato dalla malattia (calcolata in base alla retribuzione percepita).

In caso di mesotelioma, nonostante il carattere totalmente invalidante della patologia, raramente l’INAIL riconosce il 100%.

Nel caso in cui il titolare di rendita ha il coniuge e/o i figli a carico, ha diritto ad una integrazione del 5% per ciascuno dei familiari.

Naturalmente, l’avente diritto potrà sempre impugnare le determinazioni INAIL, anche nel caso in cui ricevesse una quantificazione inferiore al 16%, in modo da far valere l’effettivo grado invalidante e anche quegli aggravamenti, conseguenti al processo neoplastico, e ciò anche nel caso in cui non avesse impugnato la prima determinazione.

La sede INAIL di appartenenza deve quindi sottoporre il paziente ad altra valutazione  medico legale, e poi adeguare la rendita già concessa, sulla base della revisione del grado di inabilità.

Per quanto riguarda il mesotelioma e per tutte le altre patologie asbesto correlate, non vi è alcun limite dal termine del rapporto di lavoro, per formulare richiesta di riconoscimento dell’origine professionale della patologia.

La revisione del danno permanente

Il procedimento tecnico-amministrativo di revisione della rendita per danno permanente riconosciuta dall'INAIL, si snoda in due fasi:

● la verifica medico-legale delle condizioni dell’assicurato che si conclude

con un giudizio relativo al suo stato obiettivo di lesione biologica;

● il provvedimento amministrativo che conferma o adegua, in aumento o in diminuzione,

l'importo della rendita.

Questo processo di revisione può essere attivato dall'INAIL (revisione attiva) oppure dall'assicurato (revisione passiva).

Nel primo caso, l'assicurato deve sottoporsi agli accertamenti e in caso di inadempimento può essere sospesa l’erogazione della rendita.

Nel secondo caso, il lavoratore deve produrre la domanda di aggravamento con un certificato medico che contenga un motivato giudizio conclusivo dell’aggravamento della malattia professionale e di una nuova aggiornata valutazione del danno.

C’è il termine di 6 mesi dalla cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta (in pendenza di rapporto di lavoro), oppure dopo un anno dalla manifestazione della malattia se non vi è stata assenza dal rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il mesotelioma, le revisioni successive possono sempre essere disposte dall’INAIL o richieste dall’assicurato, il quale, in caso di esito negativo, può sempre proporre ricorso ex art. 104 del DPR 1124/65.

Il ricorso amministrativo (art. 104 del DPR 1124/65) e giudiziario

In caso di rigetto della richiesta, ovvero di suo accoglimento, con un grado inferiore rispetto a quello ritenuto dal lavoratore, è concesso a quest’ultimo di proporre ricorso entro 60 giorni dalla data in cui riceve la lettera dell’INAIL, sulla base di quanto stabilito dall’art. 104 del DPR 1124/65, che va inoltrato con una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

L’INAIL ha un termine di 150 giorni per pronunciarsi, ovvero 210 nel caso di revisione della rendita.

Nel caso in cui l’INAIL rigetti il ricorso, oppure non formuli una decisione nel termine di 60 giorni dalla sua presentazione, l’avente diritto può ricorrere al Giudice del lavoro del Tribunale del luogo di residenza, con l’assistenza legale che può fornire anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, come specificato nella relativa sezione del sito istituzionale (Dipartimento di assistenza legale di ONA ONLUS).

Il ricorso deve essere presentato entro e non oltre il termine di prescrizione di 3 anni e 150 giorni, oppure 3 anni e 210 giorni in caso di revisione, dal giorno della manifestazione della malattia, ovvero da quando che l’avente diritto ha cognizione della sua origine professionale, e in ogni caso il termine di prescrizione può essere interrotto con una lettera raccomandata (art. 112 del DPR 1124/65).

Quindi nel caso in cui fossero trascorsi più di 3 anni dall’insorgenza della patologia, e l’assicurato ne ignorasse l’origine professionale, tale termine inizia a decorrere da quando che vi è questa consapevolezza, sulla scorta di quanto stabilito dall’art. 2935 c.c. (Cassazione, Sezione Lavoro, 2002/2005 ed ex plurimis).

Le prestazioni INAIL del lavoratore assicurato.

In caso di insorgenza del mesotelioma, ove ne sia riconosciuta l’origine professionale, l’INAIL deve corrispondere una serie di prestazioni economiche, sanitarie e integrative al lavoratore assicurato.

Prestazioni economiche.

In caso di riconoscimento dell'origine professionale della patologia, ha diritto alle seguenti prestazioni:

  • indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta: come già riportato nel sito INAIL, “È una prestazione economica, sostitutiva della retribuzione. Viene corrisposta al lavoratore in caso di infortunio o di malattia professionale - che impedisca totalmente e di fatto all’infortunato di svolgere l’attività lavorativa - a decorrere dal quarto giorno successivo alla data di infortunio o di manifestazione della malattia professionale, compresi i giorni festivi, fino alla guarigione clinica.

L’Inail eroga l’indennità giornaliera nella misura del: 60% della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica”.

Questa prestazione deve essere richiesta con le modalità specificate nel sito INAIL: “Modalità di richiesta. Il lavoratore informa il proprio datore di lavoro dell’infortunio immediatamente e della malattia professionale entro 15 giorni dalla sua manifestazione e presenta il primo certificato medico.

Il datore di lavoro inoltra la relativa denuncia alla Sede competente da individuare in base al domicilio del lavoratore, entro due giorni dalla data di ricezione dei riferimenti del certificato medico per l’infortunio ed entro 5 giorni per quello di malattia professionale, attraverso:

  • sezione Servizi online del portale Inail > Denunce di infortunio online
  • Pec (posta elettronica certificata), nel caso di difficoltà tecniche nell’accesso e/o nell’utilizzo dei Servizi online. Il lavoratore può farsi assistere da un Patronato”, oppure dall’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il suo servizio di assistenza legale;
  •  indennizzo per inabilità permanente, si materializza nell’indennizzo del danno biologico per un grado invalidante dal 6% al 15%, ovvero, nel caso più specifico del mesotelioma, nella costituzione di una rendita per un grado invalidante che va dal 16% al 100% e che corrisponde a un indennizzo del danno biologico e del pregiudizio economico da diminuite capacità di lavoro.
  •  integrazione della rendita diretta: è corrisposta per il periodo in cui il lavoratore si sottopone a cure utili per il recupero della capacità lavorativa;
  • assegno per assistenza personale continuativa: come si legge nel sito dell’INAIL, “È una prestazione economica riconosciuta ai titolari di rendita che versano in una o più condizioni menomative, elencate nella tabella (Allegato n.3) del Testo unico (d.p.r. 1124/1965) e per le quali necessitano di assistenza personale continuativa. Solo per gli eventi fino al 31 dicembre 2006 l’inabilità permanente assoluta, valutata in base alle tabella allegata al t.u., deve essere pari al 100%. L’assegno costituisce una integrazione della rendita e viene corrisposto mensilmente; non è soggetto a tassazione Irpef e non è cumulabile con altri assegni di accompagnamento corrisposti dallo Stato o da altri Enti pubblici. Durante i periodi di ricovero l’integrazione della rendita viene sospesa. L’importo dell’assegno viene rivalutato annualmente, con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo. Per il 2016 l'importo è di euro 533,22”.