Sangue infetto e danni vaccinazioni: indennizzo


Lo Stato è intervenuto con la Legge 210/92 per concedere indennizzi l'integrale risarcimento  dei danni subiti per complicazioni in seguito a vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (risarcimento sangue infetto) secondo i principi  della responsabilità medica

Tutela dei diritti delle vittime

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Indennizzo Legge 210/92

La Legge 210 del 1992 ha ad oggetto l'indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (transazione sangue infetto), oltre al sangue infetto risarcimento danni. L'indennizzo legge 210 92 consiste in una somma di denaro concessa dallo Stato a titolo di solidarietà sociale in favore delle vittime per testimoniare l'interesse della comunità alla tutela della salute individuale (art. 32 Cost.). 

Beneficiari indennizzo Legge 210 del 1992

L'indennizzo legge 210 1992 è rivolto alle vittime di danni irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie o da infezioni (HIV, HCV e HBV) causate da somministrazioni di emoderivati o da trasfusioni sangue infetto (vittime sangue infetto). Per danno irreversibile (nel caso di HBV e HCV) si intende una epatopatia attiva e non solo la presenza del virus o la positività al test.

Se la vittima è ancora in vita: riceverà un assegno bimestrale calcolato in base alla gravità dei danni subiti (tabella B allegata alla legge n. 177/76 modificata dalla legge n. 11/84), che varia gradualmente secondo le 8 categorie previste. Questo assegno, in caso di morte del beneficiario, continua ad essere erogato in favore degli eredi (per 15 anni).

In caso di decesso della vittima prima del riconoscimento o della richiesta di indennizzo: gli eredi hanno diritto ad un assegno una tantum di circa €77.468,53 solo nel caso in cui sul certificato di morte risulti che il decesso è avvenuto per cause strettamente connesse all'infezione (es. cirrosi, carcinoma epatico ecc.).

Con la legge 238/97, la reversibilità dell’indennizzo spetta agli eredi anche se non a carico e anche se abili al lavoro. Qualora la persona sia deceduta in età minore, l’indennizzo spetta sempre ai genitori o a chi esercita la patria potestà. I benefici della legge spettano anche al coniuge che risulta contagiato o al figlio contagiato durante la gestazione.

Indennizzo sangue infetto, vaccinazioni e altri diritti

 

Gli aventi diritto all’indennizzo sono esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria (ticket). È ancora in corso il tentativo di riconoscimento dei benefici legge 210/92 anche per le vittime di infezione, ma non di danni irreversibili, poiché sono sottoposti a controlli periodici atti a monitorare l’eventuale aggravamento della patologia. Le vittime di danni permanenti da emoderivati, trasfusioni sangue infetto o transazione sangue infetto hanno diritto a:

  • indennizzo vitalizio
  • arretrati dalla presentazione della domanda al pronunciamento della CMO
  • interessi sugli arretrati
  • assegno una tantum nella misura del 30% per ciascun anno del periodo tra il manifestarsi della patologia e la corresponsione dell’indennizzo (legge 238/97);

La Legge 122/10 (legge finanziaria) art. 11 commi 13,14, fa venir meno la possibilità di ricevere la rivalutazione sull'intero importo dell’indennizzo (rivalutazione indennizzo legge 210 92).  L'indennizzo legge 210/92 è composto da due parti: l’indennità integrativa speciale e l’indennizzo (indennizzo legge 210 92 rivalutazione). Viene rivalutata solamente la parte dell’indennizzo e non quella integrativa speciale. 

Iter indennizzo sangue infetto e danni da vaccinazioni

 

Le vittime di danni subiti per complicazioni in seguito a vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (sangue infetto), per ottenere l'accredito delle somme a titolo di indennizzo (indennizzo sangue infetto) devono:

  • Presentare domanda alla ASL competente (completa di documentazione clinica; referto delle analisi; certificati comprovanti la situazione sanitaria attuale). 

La ASL di appartenenza provvederà ad istruire la pratica con il controllo di tutti i requisiti (tempestività, documentazione, attestazione della trasfusione o della somministrazione, ecc.). Successivamente, trasferirà l'intero carteggio alla Commissione medico-ospedaliera militare (CMO), facente riferimento al Ministero della Difesa.  

La CMO, quindi, convoca a visita la vittima, che deve presentare le ultime analisi in modo da dimostrare lo stato attuale della malattia. La CMO verifica il nesso di causalità tra la trasfusione e l’infezione e la presenza di una patologia riferita alla tabella B, e quindi emette una dichiarazione in cui riconosce il diritto all'indennizzo legge 210 92. La pratica infine viene inviata al Ministero della salute che ricontrolla il tutto e liquida l’indennizzo (ministero della salute transazioni sangue infetto - ministero della salute transazioni sangue infetto). 

Termini di prescrizione per la presentazione della domanda

È necessario il requisito della tempestività per le domande per ottenere l'indennizzo legge 210/92. I termini decorrono dal momento in cui l'avente diritto risulta aver avuto conoscenza del danno irreversibile, quindi non dal momento della scoperta della semplice infezione, ma da quello in cui l'epatopatia risulta attiva (Cass., Sez. Unite, n. 576, 577 e 581 del 2008).  È consigliabile tuttavia presentare domanda di accertamento non appena si è venuti a conoscenza dell'infezione al fine di accertare l'esistenza del nesso di causalità ma ciò potrebbe comportare la non concessione dell'indennizzo (risarcimento sangue infetto prescrizione - risarcimento legge 210 92). 

Se in seguito a trasfusione è avvenuta la contaminazione per HIV, il danneggiato ha 10 anni di tempo dal momento in cui è venuta a conoscenza dell'infezione irreversibile.

Per epatiti (HCV e HBV) post trasfusionali o per danni da vaccinazioni obbligatorie, la vittima ha 3 anni dal momento in cui si è accorta dell'infezione irreversibile.

Equa riparazione

L'articolo 27 bis del decreto legge 90/2014 convertito in legge 114 dell'11 agosto 2014, stabilisce l'equa riparazione per i danneggiati da emotrasfusione con sangue infetto o emoderivati infetti o vaccinazioni obbligatorie (o ai loro eredi, in caso decesso) che abbiano inoltrato domanda di adesione alla procedura transattiva (Speciale Transazioni) entro il 19 gennaio 2010.

I soli requisiti sono quelli di cui all’art. 2, comma 1, lettera a) e b) regolamento n.132 del 28 aprile 2009 (l’esistenza di un danno ascrivibile alle categorie di cui alla tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981 n.834 e nesso causale tra danno e trasfusione con sangue infetto o la somministrazione di emoderivati infetti o la vaccinazione obbligatoria), senza tener conto del periodo di prescrizione e senza la verifica della ricevibilità della domanda.

L'equa riparazione ha ad oggetto una "unica soluzione", subordinata all'accettazione in seguito alla procedura di transazione, con rinuncia a qualsiasi altra pretesa risarcitoria.

Il termine di liquidazione è stabilito nel 31 dicembre 2017.

Le somme previste dal legislatore ammontano complessivamente a:

  • € 100mila per le vittime di trasfusione con sangue infetto e di somministrazione di emoderivati infetti (in caso di eredi da ripartire secondo le quote successorie)
  • € 20mila per le vittime di vaccinazione obbligatoria (in caso di eredi da ripartire secondo le quote successorie)

Il prospetto di previsione liquidazione dell'equa riparazione per categoria di ascrizione del danno può essere visionato cliccando qui

Coloro che non si sono avvalsi di questa procedura possono proseguire con quella di cui all'art 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007.

Procedura per l'equa riparazione

Il Ministero invierà alle vittime la lettera per ottenere, nel termine indicato, l'accettazione dell’equa riparazione e la formale rinuncia all’azione risarcitoria intrapresa, ivi compresa la procedura transattiva, ed ogni ulteriore pretesa di carattere risarcitorio nei confronti dello Stato anche in sede sovranazionale.

Per le vittime decedute, la comunicazione sarà inoltrata agli eredi perché possano accettare e quindi rinunciare alle azioni risarcitorie.

Coloro che hanno ricevuto la comunicazione del Ministero della Salute, dovranno inoltrare il modulo debitamente compilato con tutti i documenti allegati al seguente indirizzo:

 

Ministero della Salute

Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza della cure

Ufficio 4 indennizzi ex L210/92 - Equa Riparazione

Viale Giorgio Ribotta n. 5, 00144 Roma.

 

A scopo informativo, di seguito sono pubblicati i fac-simile dei modelli inviati dal Ministero della salute:

atto di accettazione dell’equa riparazione e di rinuncia all’azione risarcitoria Fac-simile Allegato 1 

prospetto con la documentazione necessaria per provvedere al pagamento Fac-simile Allegato 2 

In riferimento all'autenticazione della sottoscrizione ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 comma 2 art. 21, la Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure ritiene opportuno pubblicare la nota al Comune di Padova concernente l'autenticazione dell'atto di accettazione di equa riparazione e rinuncia ad azione risarcitoria.