Tutela Vittime del Dovere esposte a uranio impoverito

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni tutela il personale civile e militare delle Forze Armate e del Dipartimento Sicurezza e le vittime del dovere esposte a uranio impoverito. Chiedi la tua assistenza legale gratuita online!


L'Avv. Ezio Bonanni è presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto - Ona Onlus, associazione senza scopo di lucro rappresentativa delle vittime di esposizione ad amianto, uranio impoverito e altri agenti cancerogeni e tossico-nocivi. L'ONA assiste le vittime e i loro famigliari con il servizio di assistenza medica gratuita. 

L'ONA assiste il personale delle Forze Armate esposto ad uranio impoverito per tutelare la salute e i diritti con il Dipartimento Riconoscimento Vittima del Dovere.

 

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Assistenza legale per esposizione a uranio impoverito

L'Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, offre assistenza legale gratuita per gli esposti ad uranio impoverito delle Forze Armate e del Dipartimento Sicurezza per tutelare i loro diritti e ottenere il riconoscimento di Vittima del Dovere. Contatta lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni attraverso la sezione Consulenze legali online o compila il form sottostante:

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Uranio impoverito: cosa è

L'uranio impoverito (o uranio depletodall'inglese depleted uranium) è lo scarto del procedimento di arricchimento dell'uranio (uranio arricchito). La miscela di uranio 235 e uranio 238 viene utilizzata come combustibile nelle centrali nucleari e come principale elemento detonante nelle armi nucleari (armi uranio impoverito). Da 12 kg di uranio naturale si ottengono all'incirca 11 kg di uranio impoverito, di cui circa il 95% è conservato sotto forma di esafluoruro di uranio (UF6), in cilindri stoccati all'aperto.

Uranio impoverito nei teatri di guerra

Per via delle sue caratteristiche piroforiche e per la sua elevata densità, l'uranio impoverito è stato utilizzato per molti anni nell'industria bellica per la produzione di proiettili (proiettile uranio impoverito), munizioni e ordigni in numerosi teatri bellici, in particolare nei conflitti che hanno interessato il Golfo e l’area dei Balcani nonché nelle unità addestrative, poligoni di tiro e nelle zone adiacenti distribuite sul territorio nazionale.

Questo utilizzo ha determinato una forte esposizione del personale civile e militare delle Forze Armate Italiane impiegato in teatri di guerra. Per questo si può richiedere il prepensionamento forze armate

Sono significative alcune dichiarazioni rese da militari in missione all'estero in cui testimoniano di aver informato più volte i loro superiori del fatto che le tute indossate dagli appartenenti all'esercito americano ricoprissero interamente il corpo, mentre i militari italiani continuavano ad eseguire gli incarichi con l’ordinaria divisa, consistente in pantaloni e maglietta.  

Danni alla salute da uranio impoverito

L'uranio impoverito causa danni ai reni, pancreas, stomaco/intestino, ha effetti citotossici, carcinogeni e  teratogeni,  e provoca circa 400 decessi e più di 4000 casi di malattie per causa di servizio (uranio impoverito malattie).

Già all’epoca dei conflitti nel Golfo e nei Balcani erano presenti conoscenze scientifiche sulla pericolosità degli armamenti all’uranio impoverito, comprovata dallo stesso Ministero della Difesa (Air Force Armament Laboratory, 1977), che già da tempo era a conoscenza dei rischi per la salute dei militari e delle misure di protezione adottate già dalle forze Statunitensi, il principale esercito al fianco del quale hanno operato le milizie italiane.

Nell'ultimo ventennio si è verificato un incremento dei casi di tumori legati all'esposizione a uranio impoverito, in particolare Linfoma di Hodgkin e leucemia. 

Esiste quindi nesso di causalità tra esposizione a uranio impoverito e insorgenza di malattie tumorali (malattie uranio impoverito), la cui dimostrazione si rende difficoltosa a causa della natura lungolatente delle patologie da uranio. 

Inoltre, durante i conflitti sono stati abbattuti anche edifici costruiti con amianto e con componenti in amianto, con conseguente aerodispersione  di polveri e fibre di amianto e nanoparticelle, che sono state inalate dai militari causando altre patologie tumorali. Per questo i militari hanno diritto al prepensionamento militari.

 

La "sindrome dei Balcani"

Con "sindrome dei Balcani" si intende quella lunga serie di malattie (principalmente linfomi di Hodgkin e non Hodgkin) che hanno colpito i soldati italiani al ritorno dalle missioni di pace internazionale (uranio impoverito soldati italiani). Dai primi casi risalenti al 1999, ci sono state più di 50 vittime e 500 casi di malattie. I vertici militari italiani e la NATO hanno istituito una commissione di inchiesta al Senato proprio per identificare eventuali responsabilità e per accertare il nesso tra esposizione a uranio impoverito e amianto e i casi di malattie e decessi tra il personale civile e militare. 

L’ONU e l’Italia erano informate dell’impiego dei proiettili all uranio impoverito in Bosnia nel 1994 e nel 1995, anche a seguito di esplicite richieste di chiarimenti da parte italiana, ma i militari impegnati in questi teatri di guerra sono rimasti privi di informazioni circa il rischio tossico.

Il fenomeno epidemico si è verificato anche tra i militari dell'esercito USA in seguito alla prima guerra del Golfo (sindrome del Golfo), così come in alcuni poligoni militari italiani (P.I.S.Q. di Perdasdefogu e di Capo San Lorenzo a Villaputzu), dove è stato riscontrato un drastico aumento di casi di Linfoma di Hodgkin (sindrome di Quirra), oltre che nelle zone circostanti Ground Zero.

La “sindrome dei Balcani” è causata, oltre che dalla radioattività dei proiettili all uranio impoverito, anche dalle microparticellerilasciate nell'ambiente a seguito delle esplosioni. Le microparticelle sono state assimilate dai militari per inalazione o per ingestione, in quanto i vapori sprigionati nelle deflagrazioni e nelle esplosioni possono essere trasportati anche a km di distanza prima di depositarsi nel terreno dove il metallo potrebbe entrare nella catena alimentare o inquinare la falda acquifera.

La composizione chimica del particolato cambia in base a seconda se si tratta di un inceneritore, o di una bomba all'uranio, o ancora se vengono compite fabbriche di armamenti, raffinerie o altro, determinando tipi di inquinamento differenti.

Le microparticelle e l’uranio impoverito, una volta penetrati nell’organismo, provocano infiammazioni che, a loro volta, attraverso il c.d. processo della cancerogenesi, portano allo sviluppo di forme tumorali. 

Relazione finale della Commissione di inchiesta su uranio impoverito

La Commissione Parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito ha confermato le tesi dell'Osservatorio Nazionale Amianto e dell'avv. Ezio Bonanni, che assistono e tutelano tutte le vittime uranio del personale civile e militare che hanno subito dei danni alla salute, per il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere e di equiparazione di vittima del terrorismo.  

La platea più ampia è costituita dai militari, ex militari e altro personale civile che, per motivi di servizio, sono esposti ad uranio impoverito in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale. 

Leggi l'intero contenuto della Relazione Finale della Commissione di Inchiesta sull'Uranio Impoverito.

Microparticelle, nanoparticelle e polveri sottili

Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato la presenza di particelle contenenti metalli pesanti nei tessuti dei militari reduci dai Balcani e dalla guerra nel Golfo, simili a quelli rinvenuti in alcuni cittadini di Sarajevo. Nel campione di cittadini di Sarajevo analizzati è stato riscontrato che tutti presentavano la presenza dello stesso tipo di nano-particelle nei tessuti, e tutti avevano contratto un linfoma. Le conseguenze della contaminazione nella zona di Sarajevo sono state riscontrate addirittura a distanza di anni e per contaminazione: durante la guerra era in attività solo la fabbrica del tabacco, tabacco che è stato contaminato da uranio e che ha fatto riscontrare particelle contenenti uranio nelle sigarette in commercio a Sarajevo a distanza di anni.

Nei tessuti del personale civile e militare esposto a uranio impoverito che ha prestato servizio nei Balcani sono stati rinvenute micro e nanopolveri di varie composizioni, in concomitanza con diverse patologie. Le nano-particelle sono così piccole che, in caso di ingestione o inalazione, sono in grado di passare ogni barriera dell'organismo, sia quella polmonare sia quella gastro-intestinale, accumulandosi all’interno del corpo, in particolare nei linfonodi, dove provocano il linfoma tipico dei reduci dai Balcani. Non sono biocompatibili né biodegradabili, e, se si tratta di metalli, possono essere cancerogene.

La “sindrome dei Balcani” non è dovuta quindi solo all'uranio impoverito, ma anche a queste microparticelle sprigionate durante le esplosioni sotto forma di polveri (il cosiddetto “inquinamento bellico”). Queste polveri di 0,1 micron, una volta inalate, possono arrivare nel sangue in soli 60 secondi, in un'ora sono già nel fegato e quando si accumulano negli organi la loro capacità tossica fa il suo decorso.

L'organismo umano, infatti, sarebbe in grado di sintetizzare alcune nano particelle, come quelle prodotte dall'inquinamento da idrocarburi, ma non i metalli pesanti. Per questo motivo sia chi è stato esposto ai bombardamenti all'uranio impoverito, sia chi ingerisce microparticelle contenenti metalli pesanti tramite alimenti contaminati contrae diversi tipi di cancro.

Lo stesso fenomeno si è registrando nella zona colpita l’11 settembre, con 180.000 ammalati nella sola Manhattan: nella coda e nelle ali degli aerei dirottati dai terroristi era infatti presente uranio, utilizzato come stabilizzatore. Perfino i cani usati a Ground Zero per la ricerca dei dispersi sono tutti morti dopo nemmeno un anno per tumore ai polmoni. 

Patologie da uranio impoverito e da microparticelle

Il tipo di patologia che può insorgere a seguito di esposizione a uranio impoverito e a micro e nano particelle dipende dal tipo e dall'entità dell'esposizione cui si è rimasti vittima e dalla modalità di assunzione (ingestione o inalazione). Mangiando alimenti contaminati da polveri sottili è più probabile che si sviluppi una malattia dell'apparato gastro-intestinale, mentre se vengono inalate più probabile l’insorgenza di malattie dell'apparato respiratorio e circolatorio.

La concentrazione di polveri e microparticelle di uranio si deposita all’interno del corpo umano, contaminando diversi organi, le gonadi e lo sperma, con la possibilità di causare malformazioni nei figli dei militari reduci dai Balcani e dalla Guerra nel Golfo. Si sono riscontrate malformazioni e aborti spontanei nel bestiame della zona di Bratoselce, Borovac e Norce, località vicine a siti bombardati con proiettili ad uranio impoverito.

Il decreto ministeriale 27.08.2004, pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto ministeriale, ha previsto l'attuazione di un programma di monitoraggio per la ricerca di uranio e arsenico nelle derrate alimentari provenienti da Bosnia Erzegovina e Kosovo (uranio impoverito kosovo

 

Kosovo uranio impoverito). 


Assistenza medica per esposti uranio impoverito

L’Osservatorio Nazionale Amianto, nell’ambito delle sue finalità di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, ha istituito il Dipartimento Tutela Personale Civile e Militare esposto a Uranio Impoverito, che offre consulenza legale gratuita e assistenza medica gratuita.

Contatta l'ONA attraverso lo Sportello Nazionale Amianto per scoprire come accedere al prepensionamento militari.

 


Risarcimento danni esposti uranio impoverito

Le vittime del dovere esposte a uranio impoverito hanno diritto al risarcimento dei danni. Anche i famigliari (coniuge e figli) hanno diritto all'integrale risarcimento danni, patrimoniali e non patrimoniali (biologici, morali ed esistenziali), oltre alle prestazioni previdenziali.

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Benefici Vittime del Dovere per uranio impoverito

Gli appartenenti alle Forze Armate e al Dipartimento Sicurezza esposti a uranio impoverito affetti da infermità riconducibili all'attività di servizio hanno diritto al riconoscimento di Vittima del Dovere con equiparazione alle Vittime del Terrorismo (vittime del dovere equiparazione) e quindi alle relative prestazioni previdenziali e assistenziali (Vittime del Dovere benefici come prepensionamento forze armate).

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni offre assistenza legale gratuita e consulenze legali gratuite per supportare le vittime e i loro famigliari per il riconoscimento dei loro diritti. 

Secondo le istruzioni del Ministero della Difesa, le Vittime del Dovere hanno diritto a diversi benefici, tra cui: 

 

  • assegno vitalizio;
  • speciale assegno vitalizio;
  • esenzione del pagamento del ticket per prestazioni sanitarie;
  • assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • speciale elargizione di €200.000;
  • equiparazione alle vittime del terrorismo (vittime del dovere equiparazione);
  • Speciale elargizione;
  • Incremento della retribuzione pensionabile del 7,5% (pensione vittime del dovere);
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Collocamento obbligatorio con precedenza;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;

Prestazioni previdenziali per Vittime del Dovere

Benefici contributivi

I dipendenti pubblici esposti amianto e altri cancerogeni per più di 10 anni hanno diritto al prepensionamento prepensionamento forze armate), all'accredito delle maggiorazioni contributive (art. 13 comma 8 della Legge 257/92) e alla rivalutazione della prestazione pensionistica.

 

 

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Tutela legale per benefici contributivi contributivi per esposizione ad amianto

 

Prepensionamento

Gli esposti amianto affetti da malattie asbesto correlate hanno diritto alle maggiorazioni contributive amianto (art. 13 comma 7 legge 257/92), senza il requisito dei 10 anni e senza le altre limitazioni di cui all'art. 13 comma 8 legge 257/92. 

Anche gli appartenenti delle forze armate possono richiedere prepensionamento forze armate.

 

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Pensione immediata per i lavoratori malati da amianto

Pensionamento immediato

L'Avv. Ezio Bonanni offre tutela ex art. 1 comma 250 Legge 232/2016, per le Vittime del Dovere affette da malattie asbesto correlate per ottenere il loro diritto alla pensione immediata a prescindere dalla anzianità contributiva ed anagrafica. 

La tutela è estesa anche per prepensionamento forze armate.

 

 

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Uranio impoverito e vaccini

Come risulta dagli atti della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, il personale in missione all’estero (in particolare nei territori balcanici e mediorientali) è stato altresì sottoposto ad un programma vaccinale che ha costituito motivo di ulteriore rischio.

L’esecuzione di vaccini multipli nell’imminenza della partenza in missione in teatri di guerra ha infatti determinato la depressione del sistema immunitario che, unita a forti fonti di stress, ha accentuato gli effetti lesivi dovuti all’utilizzo di particelle di uranio impoverito (anche nei casi di uranio impoverito kosovo).


News Vittime del Dovere e uranio impoverito

Il Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, con sentenza n. 1741/2019 del 21 febbraio 2019 ha condannato il Ministero a pagare alla vedova e all'orfana di vittima del dovere, deceduto per mesotelioma per esposizione ad amianto e ad uranio impoverito, la differenza tra quanto dovuto e quanto percepito con quantificazione dell’assegno mensile in €500, oltre alle altre prestazioni (tra cui l’esenzione dal pagamento del ticket per ogni prestazione sanitaria). Nella stessa sentenza, il Ministero del'Interno è stato condannato ad aggiornare la posizione delle due donne, ai fini della graduatoria unica nazionale prevista dall’art. 3, comma 3, d.p.r. 243/2006.

Il militare aveva prestato prestato servizio nell’Esercito Italiano come primo maresciallo dal 1961 al 2006,  periodo in cui è rimasto esposto a polveri e fibre di amianto e a nanoparticelle di metalli pesanti e altri agenti patogeni e cancerogeni, sprigionati in seguito all’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. In missione prima in Albania (1993), poi nel 1999, nei Balcani, la vittima è stata adibita alla verifica e ispezione, in particolare in luoghi appena bombardati con proiettili ad uranio impoverito, che avevano polverizzato tutte le installazioni, anche quelle in cemento-amianto, e financo i carri armati. 

Ammontano a 340 i morti per le conseguenze del contatto con l’uranio impoverito, cui vanno aggiunti circa 4.000 casi di malattie. 

L'Avv. Ezio Bonanni ha commentato: «Il Tribunale di Roma ha accolto le nostre richieste e ha emesso la condanna nei confronti del Ministero della Difesa, che chiameremo a rispondere anche di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi, subiti innanzitutto dal militare, e poi iure proprio anche dai suoi famigliari. Infatti, la vittima ha lasciato la moglie e tre figli, questi ultimi in età ancora molto giovane».