Certificato medico falso: falsità materiale in atto pubblico

Certificato medico falso e falsità materiale in atto pubblico: la falsificazione del certificato medico. Queste condotte, se supportate dalla componente psicologica (dolo) integrano un delitto contro la fede pubblica. L'oggetto della tutela penale è quello della integrità del certificato medico.

Si distingue tra la falsità materiale e quella ideologica.

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Certificato medico falso

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Il certificato medico che cos'è e quando è falso

Il certificato è l'attestazione di un fatto. In materia sanitaria, la certificazione attesta la sussistenza o meno di una patologia, ovvero di sintomi che integrano o meno una malattia. Il tema è rilevante in materia di assenza per malattia. Infatti in molti casi oltre ai furbetti del cartellino, ci sono coloro che si assentano da lavoro con certificati medici falsi.

L'avv. Ezio Bonanni deplora la pratica di certificare in modo falso malattie inesistenti per assentarsi da lavoro. Queste condotte dovrebbero essere represse da una specifica sezione ante frode da attivare presso le questure. Con il nuovo Governo Draghi, è stato nominato Ministro della Pubblica Amminstrazione il Prof. Renato Brunetta, che aveva dichiarato guerra a questa pratica.

Intanto occorre distinguere tra colui che redige la certificazione. Cioè se si tratta di un medico privato oppure di un pubblico ufficiale. In quest'ultimo caso siamo di fronte alla ipotizzabilità di ben più gravi reati. 

In ogni caso falsificazione certificato medico integra il reato di cui agli articoli 476 codice penale e articolo 482 codice penale e non la fattispecie di cui all'articolo 477 cp. Ciò è chiarito da Corte di Cassazione, Sezione Penale, sentenza n. 32446/2013 (artt 477 cp e 482 cp - certificato medico falso). 

Per quanto riguarda quest'ultima occorre distinguere se ci si trovi di fronte ad un atto pubblico,  perché redatto da pubblico ufficiale oppure da un medico privato. In ogni caso questa falsificazione atto pubblico integra il reato di cui agli articoli 476 codice penale e articolo 482 codice penale e non la fattispecie di cui all'art. 477 codice penale. Ciò è chiarito da Corte di Cassazione, Sezione Penale, sentenza n. 32446/2013 (art 477 cp e art 482 c p - certificato falso medico). 

Certificato medico con diagnosi errata: responsabilità

La certificazione, anche se non veritiera, non sempre può essere considerata perciò stesso un reato. In alcuni casi l'errore può essere in buona fede. Tuttavia, anche in assenza di reato, anche nel caso in cui non ci sia reato, in caso di certificazione errata sussiste la responsabilità civile.

La responsabilità medica in sede civile è quindi regolata da una nuova normativa di cui alla Legge 24/2017 c.d. Legge Gelli. In questo modo anche nel caso in cui in ambito sanitario sia stato certificato in modo errato, sussiste la tutela del paziente. 

Quest'ultimo, infatti, ha diritto al risarcimento del danno da errore medico. Infatti, in sede di certificazione medica se c'è un'attestazione errata e quindi delle terapie ritardate o errate, è chiaro che c'è un diritto al risarcimento del danno.

L'avv. Ezio Bonanni ha assunto una particolare specializzazione nel settore della tutela dei pazienti, vittime di responsabilità medica. Nella sezione di questo sito osservatorio della responsabilità medica, vi è un'ampia casistica sulla responsabilità medica, compresa quella per diagnosi ritardata o errata. In molti casi ciò è frutto anche di certificazioni errate. Ovvero, di certificati che riportano fatti errati e che sono alla base di altri errori di sanitari che tengono conto di queste certificazioni.

In questo caso, sussiste l'obbligo di risarcimentio di tutti i danni subiti dai pazienti:

Certificato medico falso e casistica giurisprudenziale

La Corte di Cassazione, con Sentenza n° 32446/2013, ha precisato che sia erroneo ritenere che tale tipo di atto, comunemente denominato certificato, rientri nella casistica degli atti previsti dall' articolo 477 codice penale. Secondo la Corte, infatti, tali atti hanno natura certificativa e quindi debbono essere ricompresi nella casistica più mite posto il loro carattere derivato secondario.

Il certificato amministrativo, previsto dall' art 477 cp e dall'art 480 cp, è dunque caratterizzato dalla mera attestazione di verità o di scienza priva di contenuto negoziale. Quindi, é svincolata dal compimento di attività direttamente effettuate o percepite dal pubblico ufficiale, relativa a fatti di cui è stata già altrimenti accertata l'esistenza (Cass. 3161/1984).

Ineccepibilmente, dunque, i giudici di merito hanno nella specie ritenuto corretta la qualificazione del fatto, art 476 cp e art 482 codice penale. Uniformandosi, così, all'orientamento che ravvisa invece i reati previsti nell'art 476 cp e art 479 cp in caso di falsità materiale di atti caratterizzati dalla produttività di effetti costitutivi, traslativi, dispositivi, modificativi o estintivi. Ciò rispetto a situazioni giuridiche soggettive di rilevanza pubblicistica, nonché, in via congiuntiva o anche solo alternativa, dalla documentazione di una attività compiuta dal pubblico ufficiale che lo redige e di fatti avvenuti alla sua presenza o da lui percepiti (falsificare certificato medico).

Il certificato medico attesta lo stato di salute del paziente, in seguito alla presa di conoscenza diretta del sanitario in merito. Pertanto è atto pubblico avente fede privilegiata, posti il rilievo giuridico esterno e il carattere di risultato di apprensione diretta della diagnosi in esso riportata.

Ciò giustifica la punizione della condotta come reato di falso in atto pubblico, più grave del reato di falsità in certificati. Tale carattere del certificato medico era stato affermato anche in pronunce precedenti della Suprema Corte. (Cass. 12401/2011, Cass. 7921/2007).


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