Causa di servizio

La causa di servizio è il riconoscimento della dipendenza dal servizio di una infermità o di lesioni fisiche, temporanee o permanenti (compresa la morte), contratte a causa del servizio prestato. Questo riconoscimento è previsto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche appartenenti alle Forze di polizia, alle Forze armate ed ad altre categorie indicate dalla legge. È il corrispettivo della Pubblica Amministrazione di quello che nei rapporti di impiego privato è noto come infortunio sul lavoro. Affinché sia riconosciuta la dipendenza da causa di servizio, è necessario che l’infermità o le lesioni derivino da fatti accaduti in servizio o per cause inerenti al servizio (ambiente, condizioni di lavoro, esposizione a cancerogeni, etc.). Viene riconosciuta la causa di servizio anche in via concausale, ovvero anche se il servizio abbia concorso con altri fattori o circostanze nel far insorgere infermità o lesioni. Con il riconoscimento di causa di servizio è possibile ottenere le relative prestazioni economiche.


Assistenza legale per causa di servizio

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Chi ha diritto alla causa di servizio

La Legge 22 dicembre 2011, n. 214 ha lasciato il diritto al riconoscimento di causa di servizo solo “per il personale appartenente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico”, e quindi per:

  • militari delle Forze Armate e dei corpi ad ordinamento militare
  • Polizia (compresa la Polizia penitenziaria e il Corpo Forestale dello Stato)
  • Vigili del Fuoco

Per i dipendenti civili dell'amministrazione pubblica rimane comunque garantita la tutela Inail assicurata in alcune fattispecie (art. 127, comma 2, del TU. e del DM 10/10/1985).

Come fare causa di servizio

In caso la Pubblica amministrazione non proceda d’ufficio per l’accertamento di dipendenza da causa di servizio, la vittima può farne richiesta, anche per ottenere l’invalidità di servizio e l’equo indennizzo e/o la pensione anticipata. La richiesta va presentata presso l’ufficio o il comando (in caso di militare) presso il quale lavora o presta servizio entro 6 mesi dalla data in cui si è verificato l’infortunio o l’evento dannoso o, comunque, da quando ha preso consapevolezza di essere malato e delle conseguenze invalidanti della patologia.

In caso di cessato rapporto di lavoro, il termine è di 5 anni dopo la cessazione e 10 anni se la vittima è affetta da morbo di Parkinson.

Nella domanda / richiesta di riconoscimento di causa di servizio vanno allegati tutti i documenti medici rilevanti al fine di dimostrare il nesso causale tra il servizio svolto e la lesione subita e va indicato:

  • il tipo di infermità o lesione subita
  • i fatti che l’hanno determinata durante lo svolgimento del servizio
  • le conseguenze sull’integrità psicofisica e sull’idoneità al servizio

Accertamento di causa di servizio

Grazie al D.P.R. 461/01 è possibile adire anche la Commissione Medica presso la ASL (ad istanza dell'Amministrazione di appartenenza), oltre alla Commissione Medica Ospedaliera (C.M.O.) anche precedentemente competente. Questi organi devono innanzitutto accertare il nesso causale tra l'attività di servizio e la lesione o infermità subita, anche a titolo di concausa (il rapporto causale o concausale deve dunque essere "efficiente e determinante" - art. 64, D.P.R. 1092/73).

L’amministrazione competente inoltra la domanda alla Commissione Medica Ospedaliera (CMO) competente per territorio che procede visitando la vittima e stabilendo l'idoneità al servizio, l'entità della menomazione e l'ascrivibilità alle categorie di cui al dpr. 834/81 in base alla percentuale del danno. Nella tabella A sono comprese le infermità con percentuale di grado invalidante:

  • 1° categoria (100-80%)
  • 2° categoria (80-75%)
  • 3° categoria (75-70%)
  • 4° categoria (70-60%)
  • 5° categoria (60-50%)
  • 6° categoria (50-40%)
  • 7° categoria (40-30%)
  • 8° categoria (30-20%)

La Tabella B contiene infermità e lesioni che comportano una invalidità del 20-10%.

Se la dipendenza viene riconosciuta, si costituisce l’accertamento definitivo.

Il parere espresso dalle commissioni mediche competenti viene poi eventualmente confermato dal Comitato tecnico di verifica sulle cause di servizio e, infine, ratificato con un decreto dell’Amministrazione pubblica a cui appartiene il dipendente.

In caso di parere negativo, il decreto potrà essere impugnato dalla vittima in sede giurisdizionale. 

Nell’accertamento della sola concausa, la causa di servizio è riconosciuta anche nel caso di una "predisposizione del dipendente alla patologia". A tal fine è necessario che:

  • senza il fatto di servizio l'infermità si sarebbe prodotta in forma notevolmente più lieve o diversa
  • rispetto ad altri fattori (predisposizione, colpa lieve) il fatto di servizio possa essere ritenuto quello, anche quantitativamente, più rilevante
  • l'evento causale sia direttamente riconducibile al servizio prestato

 

Pensione di invalidità per causa di servizio

La vittima di causa di servizio ha diritto all’invalidità, con l’incremento dello stipendio pari al 2,5% oppure all’1,25% se l’invalidità rientra nelle prime sei o nelle ultime due categorie stabilite dalla legge. Gli invalidi per servizio che rientrano nelle prime quattro categorie possono presentare domanda per ottenere due mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio svolto, fino al limite massimo di 5 anni.

Equo indennizzo per causa di servizio

Il dipendente che ha ottenuto il riconoscimento di causa di servizio ha diritto anche all’equo indennizzo. L’equo indennizzo è una prestazione una tantum corrisposta dal datore di lavoro di entità variabile a seconda della gravità della malattia e alle funzioni e al livello retributivo del richiedente al momento della presentazione della domanda. Per ottenere questa prestazione è necessario presentare una domanda contestuale a quella di causa di servizio entro 6 mesi dalla notifica del riconoscimento della causa di servizio o dalla data in cui si è verificato l'evento dannoso. In caso di domanda "non tempestiva" viene meno il diritto all' equo indennizzo anche se viene riconosciuta la causa di servizio.

Per ottenere la liquidazione dell’equo indennizzo è necessario che siano accertati:

  • il nesso con-casuale tra infermità e fatti di servizio;
  • l’invalidità permanente;
  • una menomazione che rientri in una delle categorie delle tabelle di legge

Se viene riconosciuta la pensione privilegiata, l'equo indennizzo viene erogato in forma ridotta. L'equo indennizzo viene invece corrisposto per intero in caso di riconoscimento del solo diritto all'indennità una tantum.

 

In caso di aggravamento della lesione per la quale è stato concesso l'equo indennizzo, è possibile presentare domanda di revisione dell'equo indennizzo già concesso (art. 14, comma 4, D.P.R. 461/01) entro 5 anni dalla data di comunicazione del provvedimento.

Pensione privilegiata per causa di servizio

Il dipendente pubblico che, a causa della malattia o della lesione subita per fatti di servizio, diventa inabile assoluto o permanente, ha diritto all’erogazione della pensione privilegiata. La pensione privilegiata è erogata adomanda dell'interessato (o degli eredi), che va presentata entro 5 anni dalla data di cessazione del servizio o entro 10 anni in caso di morbo di Parkinson. Non ci sono limiti di tempo per la richiesta di pensione privilegiata se si è già fatta richiesta e si è già ottenuto il riconoscimento di dipendenza da causa di servizio. 

Per la pensione di invalidità rileva la sola condizione fisica di inabilità all'attività lavorativa, mentre per la pensione privilegiata è necessario che l'infermità dipenda dal servizio prestato, quale causa o concausa preponderante per l'insorgere della malattia o della lesione (o della morte).

La pensione privilegiata e l'equo indennizzo possono essere quindi ottenuti contemporaneamente

Assenze per causa di servizio

In caso di riconoscimento di causa di servizio, la vittima ha diritto ad assenze per infortunio o malattia, regolate nei relativi contratti di categoria. I dipendenti pubblici dei ministeri mantengono il posto di lavoro fino alla guarigione clinica completa. I dipendenti pubblici della scuola hanno mantengono il posto di lavoro e percepiscono l’intera retribuzione per un massimo di 36 mesi. I dipendenti degli enti locali, della sanità e degli enti pubblici non economici (parastatali) conservano il posto e percepiscono l'intera retribuzione fino a guarigione avvenuta, a patto che questa avvenga entro 36 mesi.

Relazione finale della Commissione di inchiesta su uranio impoverito

La Commissione Parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito ha confermato le tesi dell'Osservatorio Nazionale Amianto e dell'avv. Ezio Bonanni, che assistono e tutelano tutte le vittime del personale civile e militare che hanno subito dei danni alla salute, per il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere e di equiparazione di vittima del terrorismo.  

La platea più ampia è costituita dai militari, ex militari e altro personale civile che, per motivi di servizio, sono esposti ad uranio impoverito in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale.