Eternit

Eternit è anche detto amianto e indica anche l'omonima azienda produttrice dei materiali in fibrocemento di proprietà della famiglia Schmidheiny. In Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di cemento-amianto Eternit, dalle coperture in lastra piana o lastra ondulata, fino alle tubature dell'acqua potabile.

Gli stabilimenti italiani dell'Eternit (Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera, Siracusa, Casale Monferrato) sono stati chiusi con l'entrata in vigore della Legge 257 del 1992, che ha messo al bando l'amianto. Già in quel periodo, era in corso una epidemia di mesoteliomi e altre patologie asbesto correlate che ha colpito anche coloro che hanno abitato nei pressi dello stabilimento. 


Il pericolo eternit e come evitarlo

Il fibrocemento eternit e i prodotti che contengono asbesto (dalle onduline fino alle tubature dell'acqua), è particolarmente pericoloso per la salute umana nel caso in cui viene sottoposto a stress termico e meccanico. Il materiale si presenta originariamente in forma compatta ma nel tempo sottoposto alle piogge, al vento e al cambio di temperatura, si riduce in polvere e fibre di amianto. Le fibre che vengono inalate e ingerite (attraverso l'acqua potabile che scorre nelle tubature in ethernit) provocando le patologie asbesto correlate.

L'Avv. Ezio Bonanni è l'autore de Il libro bianco delle morti delle morti di amianto in Italia presentato nel corso della conferenza del 19 giugno 2018 presso la Sala Igea della sede dell'Enciclopedia Italiana (Roma). 



Il disastro Eternit di Casale Monferrato

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni continuano nel loro impegno per bloccare le lobby, per ottenere la messa al bando globale dell'amianto e rendere giustizia a tutte le vittime degli stabilimenti eternit in Italia.

L'Avv. Ezio Bonanni e l'ONA, dopo l'assoluzione del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, nel processo eternit 1, per prescrizione, hanno organizzato nell'immediato l'assemblea pubblica a Casale Monferrato e e si sono costituiti parte civile nel processo Eternit bis (in in fase dibattimentale sia a Torino Eternit sia a Napoli), chiedendo la  condanna di Stephan Schmidheiny, alla pena di giustizia.

Approfondimenti Processo Eternit

Il processo Eternit è tutt'ora in corso (Eternit Bis) e l'ONA è costituita parte civile, sia nel processo eternit bis sia a torino (Torino eternit), che a Napoli  e l'Avv. Ezio Bonanni assiste numerosi famigliari delle vittime.

Il Tribunale Penale di Napoli, all'udienza del 25 gennaio 2019 del Eternit processo, ha rinviato a giudizio Stephan Schmidheiny per omicidio volontario. Le tesi dell'Avvocato Ezio Bonanni e dei due Pubblici Ministeri, Frasca e Giuliano e sostenute dall'Avvocato Flora Rose Abate, legale di ONA, nel processo eternit I sono state accolte: Il processo innanzi la Corte d'Assise di Napoli, che vede imputato per omicidio Stephan Schmidheiny, inizierà il prossimo 12 aprile 2019. Approfondisci su:


Chiedi la tua consulenza legale gratuita

L'Avv. Ezio Bonanni è il presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa delle vittime dell'asbesto per la tutela dei diritti e della salute. Grazie al team di avvocati online gratis è possibile ottenere una prima consulenza legale gratuita attraverso la pagina Consulenze legali gratuite o compilando il form sottostante. 

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

Per ulteriori informazioni  è possibile contattare anche il numero verde gratuito ONA: 800 034 294.


Eternit: una strage mondiale

L'asbesto / amianto causa mesotelioma, il tumore dei polmoni, della laringe, all’ovaio, e del tratto digerente (faringe, stomaco e colon); cui si aggiungono l'asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici con complicazioni cardiocircolatorie e cardiovascolari, e neoplasie non ancora unanimemente riconosciute come patologie asbesto correlate (World Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans - Vol. 100C “Arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C - A review of human carcinogens” ASBESTOS - Lyon, France - 2012). Approfondisci su:

Eternit: l'utilizzo in Italia

L’Italia è stata uno dei maggiori produttori ed utilizzatori dei minerali asbesto fino all'entrata in vigore della Legge 257/1992: 3.748.550 tonnellate di fibra grezza  sono state estratte dalla miniera di Balangero e altre di 1.900.885 tonnellate sono state importate e finalizzate all'utilizzo amianto.

Questi minerali sono stati lavorati dalla multinazionale Eternit negli stabilimenti di Eternit Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera, Siracusa, Casale Monferrato e da altre società e utilizzati in più di 3.000 applicazioni (utilizzo amianto). 

I materiali di cemento amianto, fibrocemento asbesto come l'eternit fibrocemento (in cui l'amianto veniva inglobato nella matrice compatta,  detti anche Eternit - asbesto cemento) sono stati utilizzati per la copertura dei tetti (onduline amianto), nelle condutture di acqua potabile e in centinaia di altre applicazioni.

In altri casi, questi minerali sono stati utilizzati in composti friabili, con gesso e altri materiali stabili, che così avevano maggiore capacità di aerodispersione (si pensi alle coibentazioni).

La produzione eternit di fibra asbesto ha sempre superato i 2 milioni di tonnellate nel mondo.  Soltanto 62 Stati (tra cui (Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Islanda, Kuwait, Norvegia, Seicelle, Unione Europea ed Uruguay, oltre a quelli dell’Unione Europea hanno posto il divieto di utilizzo di questi minerali fibrosi.

Eternit: la bonifica

Soltanto 6 regioni su 15 (Campania, Emilia Romagna, Marche, solo per edifici pubblici e imprese, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta), hanno dichiarato di aver concluso il censimento della presenza dei materiali di asbesto, tra cui quindi anche l'Eternit amianto, mentre in Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto e nella Provincia Autonoma di Bolzano hanno dichiarato di non averlo completato.

Le mappature parziali, ancora in corso, hanno permesso di accertare la presenza di questi minerali fibrosi in 370.000 strutture nel territorio nazionale, per 58.000.000 di metri quadrati di coperture in cemento amianto (detto anche Eternit), di cui 20.296 sono siti industriali, 50.744 sono edifici pubblici, 214.469 sono edifici privati, 65.593 le coperture in cemento amianto (onduline amianto) e 18.945 altra tipologia di siti.


Eternit: gli obblighi del proprietario

I proprietari o custodi (per esempio l'amministratore di condominio oppure il dirigente scolastico - per i casi di amianto nelle scuole) hanno l'obbligo di verificare l'eventuale presenza di Eternit e nel caso ci fossero materiali contenenti questi minerali cancerogeni (per esempio nelle coperture, negli intonaci), c'è l'obbligo di denuncia all'ASL. Presso l'Azienda Sanitaria Locale è istituito l'apposito registro: è così possibile localizzare l'amianto. L'Asl ha l'obbligo di effettuare il sopralluogo per verificare lo stato di usura dei materiali in amianto e / o contenenti amianto, e dar vita al programma di controllo e manutenzione coordinato da un responsabile che ha lo scopo di prevenire i rischi per la salute e favorire lo smaltimento. Questo funzionario Asl ha l'obbligo di certificare la presenza esatta dei materiali di amianto e di informare gli inquilini dello stabile della sua presenza e di predisporre tutte le misure di sicurezza necessarie. In seguito redigerà un documento di "valutazione del rischio". Se l'amianto è considerato  in buone condizioni non vi è l'obbligo giuridico di rimozione (disposizione normativa criticata dall'avv. Ezio Bonanni), poiché vi è sempre comunque aero-dispersione di polveri e fibre di amianto. In ogni caso il proprietario dell'immobile è costituito custode, ed ha particolari obblighi di cui all'art. 2051 c.c., è  tenuto al controllo e alla manutenzione, in caso di danni è obbligato al risarcimento. Se l'Eternit non è in buone condizioni dovrà immediatamente essere rimosso e bonificato.  

Eternit / Amianto nel condominio: gli obblighi dell'amministratore

Quando l'asbesto si trova in un condominio la legge prevede che l'amministratore tuteli la salute di tutti i condomini. L'amministratore ha l'obbligo della mappatura dei materiali in eternit presenti nelle zone comuni e per segnalare il rischio potrà rivolgersi all'ONA, che fornirà assistenza gratuitamente, oppure avvalersi della consulenza di un tecnico abilitato per la compilazione delle schede. Trattandosi di un obbligo di legge, per ottemperare ad esso non è necessaria nessuna approvazione da parte dell'assemblea condominiale. L'amministratore ha l'obbligo di informare i condomini della presenza delle fibre killer. Nel caso siano presenti manufatti in Eternit friabili e pericolosi per la salute, l'amministratore dovrà denunciare immediatamente la situazione all'Asl pena la sanzione amministrativa pecuniaria dai 2582 a 5164 euro.

Le spese riguardanti bonifica, rimozione e smaltimento dell'eternit e amianto saranno ripartite fra i condomini dello stabile in base alle tabelle millesimali.

Eternit: presenza nelle coperture e in stabili dei vicini

Nel caso di tettoie in Eternit (tetto in amianto),  composte da cemento e amianto, c'è comunque i rilascio di fibre. Infatti si tratta di eternit posto in opera  prima del 1 aprile del 1993, data in cui è entrato in vigore il divieto di cui l'art. 1 della legge 257/92.

Questi materiali sottoposti agli agenti naturali, danno vita ad areo-dispersione di polvere e fibre di amianto che invadono l'ambiente circostante e provoca patologie asbesto correlate tra le quali il mesotelioma che non ha una fibra sotto il quale il rischio si annulla. Cosa fare se ci accorgiamo che il vicino ha una copertura in amianto? Bisogna obbligarlo alla segnalazione all'Asl. Ciò significa che i proprietari degli immobili in cui è presente di questi minerali sono tenuti a denunciare questo fatto. Se il proprio vicino presenta una copertura in Eternit è possibile segnalarlo rivolgendosi all'Asl oppure ai Vigili urbani o al Nucleo ecologico e tutela ambientale dei Carabinieri. Effettuata la segnalazione gli enti pubblici provvederanno a contattare l'Arpa (l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) che penserà ad effettuare i relativi sopralluoghi e test per valutare la presenza di amianto e decidere come intervenire.

In ogni caso si potrà effettuare la segnalazione anche presso la nostra associazione, attraverso la piattaforma ONA REPAC.

Eternit: acquisto di immobile contaminato

In caso di acquisto di un immobile con eternit, occorre distinguere se è stato già stipulato l'atto pubblico definitivo o il solo compromesso. 

La Corte di Cassazione, sez. II, sentenza n. 15742 del 23.06.2017, ha dettato il principio secondo il quale se l'acquirente di un immobile assume contezza della presenza diasbesto dopo il compromesso, quest'ultimo risulta comunque valido. Dopo aver stipulato un contratto preliminare di compravendita, il compratore ha scoperto che la copertura era realizzata in Eternit. Per questo motivo ha richiesto la risoluzione del contratto. I giudici però hanno dato ragione al venditore affermando che questo non è possibile se l'immobile è comunque abitabile e privo di un pericolo effettivo. La legge n 257/92 infatti vieta la vendita e l'utilizzo dell'Eternit, ma non prevede la sua rimozione nelle costruzioni già presenti al momento dell'entrata in vigore della norma. La Cassazione ha però sottolineato la possibilità di richiedere una riduzione del prezzo di vendita in base anche alla specifica pericolosità dell'Eternit presente.

Se invece c'è presenza di amianto friabile ovvero ove il venditore ha arbitrariamente occultato la presenza di amianto, il contratto preliminare può essere dichiarato nullo ovvero annullato