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Coronavirus e amianto: pazienti a rischio

Tra i pazienti maggiormente a rischio di evolvere una sintomatologia grave e/o fatale, una volta contratto il nuovo Coronavirus, ci sono i soggetti con determinate patologie, in alcuni casi correlate all’esposizione all’amianto, o asbesto o altre sostanze cancerogene.

 

Già ai primi di marzo questa emergenza è emersa in Italia, segnalata dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

 

Coronavirus: i sintomi e rischi della nuova pandemia

Il nuovo Coronavirus (COVID-19) fa parte dell’ampia famiglia di virus respiratori dei Coronavirus che comprende il comune raffreddore, la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Sono chiamati così per via delle ben visibili punte a forma di corona presenti sulla loro superficie. 

 

Il virus responsabile dell’attuale pandemia è un nuovo ceppo di Coronavirus, mai identificato in precedenza nell’uomo. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) lo ha identificato con il nome di COVID-19 (abbreviazione per coronavirus disease 2019), mentre la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses - ICTV) gli ha assegnato il nome definitivo di SARS-CoV2.

 

I sintomi del Coronavirus (SARS-CoV2 o COVID-19)

sintomi del nuovo Coronavirus (SARS-CoV2 o COVID-19) includono febbre (da lieve a alta) e sintomi influenzali come:

  • tosse secca;
  • mal di gola;
  • difficoltà respiratorie e respiro corto;
  • dolori muscolari;
  • stanchezza. 

 

Alcune persone si infettano, ma non sviluppano alcun sintomo, oppure sviluppano sintomi più o meno lievi. Circa il 20% degli infettati potrebbe sperimentare invece un'evoluzione della malattia che progredisce verso polmonite, insufficienza respiratoria acuta grave, insufficienza renale e in alcuni casi morte.

 

Quali sono i soggetti a rischio del Coronavirus?

La fatalità del COVID-19 è più alta della normale influenza stagionale per tutte le fasce di popolazione, ma alcuni soggetti, con patologie pregresse o con un sistema immunitario depresso, sono più a rischio di altri.

 

Cardiopatici

Cuore e polmoni sono strettamente interconnessi. Se si sperimenta una difficoltà respiratoria, il battito cardiaco aumenta automaticamente la sua velocità. Ma se il cuore è debole, per far circolare sangue e ossigeno nel corpo, l’organismo è costretto ad uno sforzo superiore a quello a cui è costretta una persona sana.

 

Ipertesi

La pressione alta, o ipertensione, contribuisce all’aterosclerosi, ovvero a quel processo degenerativo in cui le pareti dei vasi sanguigni producono grosse placche di grasso e di tessuto fibroso. Questo tipo di fenomeno , ostruendo le arterie, contribuisce a rendere lo sforzo dell’organismo più grande rispetto a quello necessario in una persona sana.

 

-       Soggetti affetti da malattie bronco-polmonari

I soggetti con fibrosi cistica, broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma e allergie, così come le persone con problemi polmonari dovuti al fumo, sono maggiormente a rischio. I pazienti oncologici affetti da mesotelioma e altri tumori polmonari sono soggetti particolarmente a rischio.

 

Pazienti trattati con terapie intensive

I soggetti trattati con terapie intensive, come quelli affetti da leucemia o linfoma, e quelli che hanno ricevuto trapianti di midollo osseo, sono tra i più inclini ad ammalarsi di polmonite. I loro sistemi immunitari sono infatti spesso compromessi, come risultato del cancro o dei trattamenti che ricevono o che hanno ricevuto.

Amianto e Coronavirus, un pericolo maggiore

Gli esposti ad amianto sono soggetti a rischio per il COVID-19.

 La fibra killer colpisce prima di tutto gli organi delle vie aeree e in particolare i polmoni e la pleura.

 

Le vittime di malattie legate all’amianto o con altre patologie respiratorie sono di fatto svantaggiate e più fragili di fronte al nuovo patogeno 2019-nCoV.

 

Anche coloro che sono esposti ad amianto, seppur in assenza di malattie, sono soggetti fragili per il Coronavirus.  

 

Mesotelioma da amianto e danni da Coronavirus

Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale dell’ONA, così come la Dott.ssa Federica Grosso, direttrice dell’Unità Mesotelioma di Alessandria, ci ha reso noto tramite un tweet, il decesso da Coronavirus di un suo paziente già vittima di mesotelioma.

 

Il caso è quello di Giorgio Rosso (ex vigile urbano), deceduto l’8 marzo a causa del Coronavirus all’età di 71 anni. L’uomo dal 1973 al 2005 aveva lavorato a Casale Monferrato ed era stato vittima del cancro da amianto nel 2018.

 

Durante una pausa dal trattamento del mesotelioma, l’ex vigile presentava una persistente febbre alta, e dopo essersi recato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Casale Monferrato ed esser stato sottoposto a tampone, era risultato positivo al Covid-19. Purtroppo dopo soli 3 giorni l’uomo è deceduto.

 

Casale Monferrato è un comune italiano che da anni si batte contro l’amianto e presso il quale l’ONA è operativa nella nuova sede fin dal 2015.

 

Altre città, da Siracusa, passando per la Toscana e per il Lazio, combattono da anni una battaglia per la sicurezza contro l’amiantoIl coronavirus oggi amplifica gli effetti lesivi dell’amianto.

La battaglia contro l’amianto e il COVID-19

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni combattono per la prevenzione primaria e cioè la messa in sicurezza rispetto al rischio amianto, e per la diagnosi precoce e la cura del mesotelioma del cancro della pleura, del polmone, della laringe, della faringe, di tutti gli altri cancri da asbesto e anche contro le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e l’asbestosi.

 

Coloro che sono ammalati di asbestosi hanno già fame d’aria, così come tutti coloro che sono ammalati di mesotelioma pleurico, per cui è necessario evitare ogni rischio che può essere derivato dal coronavirus per coloro che sono stati esposti ad amianto.

 

Data l’elevata esposizione ad amianto infatti, anche in assenza di malattia, troviamo comunque un’elevata presenza di fibre nell’ organismo, che impediscono e danneggiano la respirazione, innalzando cosi la soglia di rischio. Per questi motivi l’ONA insiste affinché le indicazioni già impartite dall’Autorità Governativa, e stabilite dalla legge, siano attentamente eseguite, e in sede ospedaliera si separino i percorsi di coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate.

Come ridurre il contagio da COVID-19?

La migliore prevenzione al coronavirus è rappresentata dal rispettare le regole, perché così facendo, non solo evitiamo di mettere a rischio la nostra salute, ma anche quella dei nostri cari.

 

Vogliamo ricordare anche noi i consigli da seguire per ridurre il rischio di contagio:

         Lavare spesso le mani con un prodotto a base alcolica o per almeno un minuto consecutivo con acqua e sapone.

         Starnutire o tossire in un fazzoletto o nell'incavo del gomito coprendo naso e bocca.

         Evitare stretti contatti (ossia mantenendo almeno un metro di distanza) con le altre persone.

  • Restare a casa, a meno che si sia costretti ad uscire a causa di necessità o per lavoro.