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Asbestosi: fibrosi polmonare per amianto

L'asbestosi è una fibrosi interstiziale polmonare, causata dalle fibre di asbesto, ovvero l'amianto. 

L'amianto è infatti l'unico fattore scatenante della malattia

I sintomi iniziali asbestosi, nello specifico sono:

Questa patologia asbesto correlata, comporta insufficienza respiratoria e complicazioni cardiache, e può evolvere sia in un tumore polmonare che in un  mesotelioma pleurico. L'asbestosi può però essere curata, per rallentarne almeno il decorso clinico.  

S.O.S. tutela legale asbestosi

L'Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, ha dedicato tutto il suo impegno nell'assistenza legale delle vittime asbestosi e altre malattie provocate dall'amianto.  Si è adoperato infatti, a fornire un'assistenza legale gratuita, attraverso il sistema di consulenza online.

 

numero verde ONA

Asbestosi da amianto, prevenzione

L'amianto / asbesto è l'unico fattore eziologico dell'asbestosi. L'asbestosi si previene evitando le esposizioni fibre di amianto-asbesto, attraverso la bonifica, e le misure di prevenzione tecnica e protezione individuale.

Purtroppo ancora oggi molti lavoratori e cittadini, subiscono l'esposizione all'amianto, in Italia sono infatti presenti un milione di micro siti, e circa 50.000 siti industriali.

 

In questi ultimi anni, le diagnosi di asbestosi sono diminuite, e fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di  fibrosi di lieve entità, con placche ed ispessimenti pleurici.

Tuttavia, anche queste patologie comportano comunque il rischio di mesotelioma della pleura, e del tumore del polmone.

 

Nel nostro paese, vengono diagnosticati almeno 600 casi di asbestosi, ogni anno. Dalle mappature amianto, è infatti risultato che sono presenti ancora sul territorio, 40 milioni di tonnellate amianto, persino nelle scuole e negli ospedali. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, a tal riguardo ha stimato che le patologie asbesto correlate, provocano ogni anno circa 107.000 decessi nel mondo. 

Diritti delle vittime malate di asbestosi

L'Avv. Bonanni, titolare dell'omonimo studio legale, fin dal gennaio 2000, ha assunto la difesa di numerosi operai malati di asbestosi e malattie di amianto.

Garantendo il proprio supporto per ottenere il riconoscimento di malattia professionale, l'indennizzo inail, e il risarcimento dei danni da asbesto.

 

I lavoratori  affetti da malattie amianto, hanno diritto al riconoscimento dei benefici contributivi (art. 13 comma 7 della legge 257 del 1992). Questi contributi consentono la moltiplicazione del periodo di esposizione sul coefficiente 1,5, utile per il prepensionamento e per aumentare il valore della pensione.

 

Nel caso non raggiungessero la maturazione del diritto a pensione, possono percepire la pensione di inabilità, a prescindere dall'età e dal grado invalidante. 

Nello specifico, le vittime di asbestosi, hanno diritto a: 

L'Avv. Ezio Bonanni, tutela le vittime asbesto con il servizio di assistenza gratuita per vittime di asbestosi, anche attraverso lo Sportello Amianto Online. 

Assistenza legale per malati di asbestosi

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni offre assistenza legale gratuita per le vittime di asbestosi e per le vittime di esposizione di amianto . 

 

Per ottenere consulenze legali gratuite, contatta lo studio Bonanni che, anche grazie ad un pool di professionisti online, ti offrirà un primo parere legale gratuito

 

Per la tua consulenza legale gratuita vai su consulenze legali gratuite online o compila il form sottostante:

Danni da Amianto, rendite, prepensionamenti e risarcimento dei danni

L'Avv. Ezio Bonanni ti guida nella tutela dei tuoi diritti.

 

 

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti


Indennizzo inail per lavoratori vittime di asbestosi

Il lavoratore vittima di asbestosi,ha diritto al certificato di malattia redatto con il modello 5ss bis, che avvia il percorso di riconoscimento malattia professionaleIl riconoscimento dell'asbestosi come malattia professionale, da diritto a ricevere un indennizzo e/o una rendita mensile.

 

Se l'infermità viene riconosciuta con il 16%, si avrà diritto all'indennizzo del danno biologico. Se invece, la percentuale riconosciuta, è maggiore del 16%, si ha diritto ad ottenere dall'inps, le maggiorazioni contributive per l'esposizione ad amianto. In questo caso, si applica il coefficiente 1.5, utile a maturare il diritto al prepensionamento, o la rivalutazione della pensione già percepita.

 

Si può inoltre chiedere, contemporanemente, il risarcimento di tutti i danni al datore di lavoro.

Se la lesione all'integrità psicofisica è inferiore al 16%, alla vittima verrà erogato l'indennizzo del solo danno biologico.

Asbestosi e Fondo per le Vittime di amianto

Il lavoratore che ha ottenuto il riconoscimento inail di asbestosi come malattia professionale, ha diritto alla prestazione aggiuntiva del Fondo vittime di amianto. 

Il Fondo Vittime Amianto, verrà erogato come prestazione aggiuntiva ai titolari della rendita Inail.

 

Prepensionamento per malati di asbestosi

I lavoratori che hanno contratto l'asbestosi per cause professionali, secondo l'art. 13, co. 7, L.257 /92, hanno diritto alle Maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto

Tali benefici, consistono nella rivalutazione delle contribuzioni dell'intero periodo di lavoro con il coefficiente 1,5.

 

Grazie al coefficiente, viene infatti prolungato del 50%, il periodo di contribuzione, per il prepensionamento e la rivalutazione dei ratei pensione. Nel caso in cui le maggiorazioni dell'1,5, non fossero sufficienti a maturare la pensione, sussiste il diritto alla rendita di passaggio, oppure al prepensionamento immediato.

Riconoscimento come vittima del dovere

Gli appartenenti alle Forze armate e al dipartimento sicurezza vittime di asbestosi, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e delle prestazioni previdenziali.

Queste prestazioni vengono riconosciute, nel caso in cui si siano ammalati per cause di servizio,in missione all'estero, o  imbarcati nelle unità navali della Marina Militare.

 

Il riconoscimento della qualità di vittima del dovere, è la conseguenza del servizio in condizioni di rischio per le particolari condizioni ambientali e operative. 

Tutti coloro che e, per motivi di servizio, hanno contratto questa infermità, hanno diritto al riconoscimento delle prestazioni di vittima del dovere. Nei confronti delle vittime del dovere, vengono adottati gli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo.

Asbestosi: quali sono i danni risarcibili

Il lavoratore malato di asbestosi ha diritto al risarcimento integrale:

  • Danno non patrimoniale
    • Danno biologico (lesione all'integrità psicofisica)
    • Danno morale (sofferenza fisica e interiore)
    • Danno esistenziale (per il peggioramento qualità della vita)
  • Danno patrimoniale 
    • Danno emergente
    • Danno per lucro cessante.

I danni differenziali e la loro quantificazione

La vittima di asbestosi ha diritto al risarcimento dei danni. Il ristoro del danno subito dalla vittima di asbestosi deve essere integrale (Cass., SS.UU., 26972/08 e 26973/08).

Sussiste il diritto al risarcimento dei danni differenziali, e di tutti quei pregiudizi non contenuti nella prestazione inail, tra i quali quelli morali ed esistenziali.

 

Il metodo di calcolo dell'entità del risarcimento dei danni, presuppone la loro quantificazione e determinazione,anche su basi equitative. Vengono infatti, sottratti gli importi erogati dall'ente, quindi viene operata una liquidazione al netto della rendita inail. L'entità dei danni può essere calcolata unicamente con il criterio equitativo.

 

Per quantificare il danno non patrimoniale, si utilizzano le tabelle del Tribunale di Milano, che tengono conto dell'entità della lesione biologica, e delle ripercussioni morali ed esistenziali.

Si parte dal valore di ogni singolo punto di invalidità, rapportata all'età, cui segue la rideterminazione personalizzata.

 

Per quantificare il pregiudizio patrimoniale, danno emergente e lucro cessante, si deve tener conto di una serie di fattori:

  • le spese mediche;
  • le spese di assistenza;
  • ripercussioni lavorative;
  • minori introiti;
  • minor reddito dovuto alla malattia professionale.

Anche la quantificazione del danno patrimoniale presuppone pur sempre una valutazione con equità. 

Gli importi così ottenuti, si sommano,  e da quello complessivo deve essere decurtato l'indennizzo INAIL, con quantificazione finale al netto della rendita inail. 

Risarcimento danni agli eredi del defunto per asbestosi

Il/La vedova/o ed i figli (con particolari condizioni), hanno diritto alla rendita di reversibilità, e alla liquidazione di quanto  maturato dal loro congiunto in vita. 

 

I congiunti hanno diritto al risarcimento anche dei danni subiti iure proprio, a titolo di danni patrimoniali e non patrimoniali. I quali devono essere liquidati agli eredi legittimi, o a quelli testamentari (tra le tante, Corte di Cassazione, Sezione lavoro, sentenza del 21.04.2011, n. 9238).

I danni iure proprio, vengono inoltre, risarciti non solo ai congiunti, ma anche a coloro che avevano con la vittima un significativo rapporto.

Quantificazione dei danni iure proprio

I danni iure proprio, sia quelli patrimoniali che non patrimoniali, subiti dagli stretti congiunti della vittima, debbono essere quantificati con equità.

Gli stretti congiunti in caso di decesso del congiunto, subiscono:

  • danni morali: che consistono in sofferenze fisiche e interiori;
  • danni esistenziali: consistono nella modificazione di progetti di vita e delle altre ripercussioni negative;
  • la perdita del rapporto parentale.

Per quantificare i pregiudizi patrimoniali, si dovrà tener conto delle spese necessarie alle cure del congiunto, e delle ripercussioni economiche, dovute alla necessità di assisterlo. Bisogna considerare inoltre,le perdite economiche future e ad ogni altro pregiudizio patrimoniale.

Il criterio è sempre e soltanto quello equitativo, di cui all'art. 432 c.p.c. e 1226 e 2056 c.c.. 

 

La rendita di reversibilità eventualmente liquidata dall'INAIL non si porta in compensazione del maggior credito.

Tali importi quindi, non possono essere sottratti al montante creditorio per i danni iure proprio, diversamente dalla rendita diretta del lavoratore. 

Migliori metodi per la prevenzione di asbestosi

La prevenzione è l'unico strumento di tutela dal rischio di asbestosi e delle altre malattie provocate dall'amianto.

Le misure preventive comprendono:

  • eliminazione dell'esposizione asbesto;
  • bonifica amianto in luoghi di vita e di lavoro;
  • smettere di fumare;
  • vaccinazione antipneumococcica e antiinfluenzale.

Smettere di fumare, è particolarmente importante, alla luce del maggiore rischio di carcinoma polmonare nei pazienti che fumano tabacco e sono stati esposti ad amianto.  

Patogenesi dell'asbestosi e fibre di amianto

Le fibre di asbesto, se respirate o ingerite, si depositano negli alveoli polmonari attivando il sistema immunitario locale, provocando la reazione infiammatoria da corpo estraneo. 

I macrofagi fagocitano le fibre, e stimolano i fibroblasti a produrre tessuto connettivo: si sviluppa così la fibrosi interstiziale.

 

Le fibre dei minerali del gruppo serpentino, a causa della forma ricurva, penetrano invece, con più difficoltà, così da essere in parte smaltiti dalla “clearance muco-ciliare”. In caso di fibre lunghe, i macrofagi sono colpiti da morte cellulare e rilasciano nuovamente la fibra, fattori chemiotattici per i neutrofili, e sostanze ossidanti e ad enzimi litici.

In questo modo, si crea un circolo vizioso con richiamo di nuovi macrofagi e perpetuazione del processo infiammatorio, che può causare il mesotelioma, il tumore del polmone.

 

I radicali liberi sprigionati hanno effetto citotossico diretto sulle cellule che rivestono gli alveoli, i pneumociti di I tipo. Inoltre, stimolano la proliferazione e l’attivazione dei fibroblasti dell’interstizio. Tutto ciò provoca deposizione di collagene nell’interstizio con ispessimento della parete bronchiale ed alveolare e, in sintesi, di fibrosi interstiziale diffusa.  

 

L'asbestosi è causata da elevate esposizioni ad asbesto, e quindi è sempre di origine professionale. Legata allo svolgimento di attività lavorativa in luoghi contaminati, privi di aspiratori localizzati e in assenza di protezione individuale (maschere protezione P3). L'asbestosi provoca, ogni anno, in Italia, non meno di 600 decessi, senza contare complicazioni cardiache, malattie cardiovascolari e  malattie cardiocircolatorie, e delle relative complicanze.

Evoluzione della malattia e danni recati alla salute

L'asbestosi allo stato iniziale, è una fibrosi delle zone circostanti i bronchioli respiratori e i dotti alveolari, che poi si estende agli alveoli. Le fibre modificano le caratteristiche fisiche del tessuto, il parenchima risulta così “stirato”.

Inoltre, si formano tralci fibrotici che circondano ampie zone aeree, cisti aeree, e che possono raggiungere il diametro di 5 mm. Questi tralci, creano un aspetto a favo di api tipico dell'asbestosi.

 

In un primo momento,  sono coinvolti i lobi inferiori e le zone sub-pleuriche, poi in successione i lobi medio e superiori dei polmoni. Nei malati, vengono spesso riscontrati i cosiddetti: "corpuscoli dell’asbesto", ovvero bastoncelli di colore bruno-dorato lunghi fino a 80 μm.  Presentano a volte un aspetto a grani di rosario: con estremità rigonfie, formati da fibre di amianto rivestite a strati da un sostanza proteica e da ferritina.

I corpuscoli, sono il risultato dei tentativi di fagocitosi con cui  i macrofagi cercano di rimuovere le fibre di amianto.

 

Con l'asbestosi, si presentano anche le placche pleuriche, sotto forma di addensamenti ad elevato contenuto di collagene e calcio della pleura parietale. Quest'ultime vengono rilevate più frequentemente sulle cupole diaframmatiche, e nelle zone anteriori e postero-laterali.

Sintomi iniziali e successivi dell'asbestosi

In un primo momento l’asbestosi non presenta sintomi. E’ solo in seguito che il respiro inizia a mancare, o ad assumere un ritmo alterato,si manifestano: tosse secca e  stanchezza cronica.

 

L’asbestosi è una patologia con lunghi tempi di latenza, e solo nella fase più avanzata emergono effetti quali: ippocratismo digitale (ingrossamento delle falangi distali) ed insufficienza ventricolare destra. 

La progressione dell'asbestosi

L'insufficienza respiratoria ingravescente, la cui gravità è correlata alla durata e all' intensità dell' esposizione amianto è il sintomo asbestosi più grave. Raramente ci sono le dita a “bacchetta di tamburo” (apice delle dita delle mani rigonfio). Negli stati molto avanzati troviamo la cianosi, che preannuncia lo stato finale del decorso clinico dell'asbestosi, il cui esito, purtroppo, è la morte.

 

In caso di sintomi di asbestosi, si può chiedere di essere assistiti dall'ONA che fornisce il servizio di assistenza medica gratuita. Attraverso il quale, è possibile ottenere, anche il lancio della prima certificazione di malattia professionale che può essere esibita all' INAIL per avviare il percorso di indennizzo, prepensionamento e risarcimento danni.

I differenti tipi di diagnosi di asbestosi

Per poter effettuare una corretta diagnosi di asbestosi, è necessario procedere con i seguenti esami:

  • una TC del torace o altrimenti i RX;
  • il lavaggio broncoalveolare: la raccolta di una piccola quantità di liquido schizzato nel polmone, per essere esaminata;
  • la biopsia  polmonare.

In particolare i risultati dalla TC o dei RX, sono decisivi per individuare questa patologia. Questo tipo di esami viene utilizzato, anche ai fini dell’individuazione del mesotelioma.

Riconoscimento dell'asbestosi con RX torace

L'esame dei RX, rileva le opacità reticolari lineari (fibrosi), situate di solito nella periferia dei lobi inferiori.

In concomitanza a queste opacità, si presentano spesso alterazioni pleuriche bilaterali. 

 

E' possibile comprendere lo stadio dell'asbestosi, dalla composizione a nido d'ape, che può colpire i campi polmonari medi e inferiori. La gravità è misurata con la scala dell'International Labor Organization in base alla dimensione, alla quantità, alla forma, alla localizzazione degli addensamenti. 

Riconoscimento dell'asbestosi con TC torace

E' preferibile ricorrere alla TC del torace ad alta risoluzione (a sezioni sottili) per la diagnosi, in quanto riesce ad individuare molto meglio le alterazioni pleuriche, rispetto ai RX. 

 

Per valutare la capacità respiratoria, ed eventuali alterazioni annesse, vengono effettuate delle prove, in grado di rilevare l'eventuale riduzione dei volumi polmonari e della capacità di diffusione per il monossido di carbonio (DLco).

Pulsosimmetria e diagnosi di asbestosi

Tra gli esami utili a diagnosticare l'asbestosi, vi è la pulsossimetria che viene effettuata sia in fase di sforzo che di riposo. Si ricorre invece ad esami quali: lavaggio broncoalveare e/o biopsia polmonare solo nel caso in cui gli esami meno invasivi non consentano di giungere ad una diagnosi certa.

 

In caso di diagnosi di asbestosi contatta l'Osservatorio Nazionale Amianto per avere assistenza medica gratuita

Asbestosi: prognosi della malattia da amianto

La previsione del decorso dell’asbestosi, è condizionata dalla gravità della malattia.

La sintomatologia può essere lieve o assente, c’è chi sviluppa un’insufficienza respiratoria, uno scompenso ventricolare destro, una neoplasia, o un’alterazione della respirazione progressiva.

 

L’asbestosi provoca frequentemente cancro polmonare, rispetto a coloro che non sono affetti da questa patologia.

Il tumore del polmone, così come il mesotelioma, è diffuso soprattutto tra i lavoratori che hanno subito l’esposizione ad amianto. Un fattore che incide particolarmente nell’ insorgenza della malattia, è il fumo di sigaretta che insieme all’amianto ne potenzia il rischio. Per questa ragione,  è fondamentale evitare e/o continuare a fumare.

Cura asbestosi e tipologie praticabili di intervento

Per la cura si può ricorrere a diverse tipologie di intervento. Innanzitutto la vittima, se fumatore, deve smettere di fumare per evitare di aggravare la fibrosi polmonare, e soprattutto  di aumentare l'infiammazione, che può evolvere in tumore del polmone  e in altre neoplasie nel tratto respiratorio e poi: 

  • vaccino (asbestosi cura) contro l'influenza e batterio pneumococco per impedire l'aggravamento in asbestosi pleurica;
  • assumere farmaci che facilitino la respirazione, come i broncodilatatori con inalatore o teofillina, che agiscono direttamente per contrastare i sintomi asbestosi, inducendo il rilassamento della muscolatura delle vie aeree e rendendo la respirazione meno faticosa;
  • utilizzo di bombola di ossigeno o concentratore di ossigeno per facilitare la respirazione e far fronte alle crisi respiratorie. Il concentratore di ossigeno è un apparecchio elettrico che purifica l’aria respirata dalla vittima asbestosi con una mascherina collegata da un tubo lungo che consente al paziente di muoversi agevolmente in casa. La gran quantità di ossigeno prodotta e necessaria alla vittima asbestosi è altamente infiammabile: una sigaretta potrebbe provocare una forte deflagrazione.

In caso di asbestosi contatta il Dipartimento Assistenza e Cura Asbestosi dell'Osservatorio Nazionale Amianto per ottenere assistenza medica gratuita e consulenza legale gratuita.