Diagnosi e cura del mesotelioma

Il mesotelioma è un tumore da amianto (sinonimo asbesto) che colpisce le cellule del mesotelio, ovvero lo strato di cellule epiteliali che avvolge la superficie delle membrane sierose degli organi interni (pleura, peritoneo, pericardio e la membrana che riveste i testicoli). Il più diffuso è il mesotelioma maligno della pleura. 
Attraverso la diagnosi precoce è possibile ottenere migliori terapie e cure, anche grazie alla assistenza medica gratuita dei medici volontari ONA (mesotelioma prognosi) anche presso centri specializzati (mesotelioma centri specializzati). 

Assistenza legale gratuita per diagnosi e cura del mesotelioma

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA Onlus, presieduta dall'Avv. Ezio Bonanni,  offre assistenza medica per le vittime. Per approfondire:

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I tipi di mesotelioma

Il tumore del mesotelio può colpire 4 diverse aree dell'organismo umano, e in base all'area colpita si divide in: 

La pleura è una membrana sierosa che avvolge e protegge i polmoni, è costituita da uno strato esterno (pleura parietale), che aderisce alla parete toracica, e da uno strato interno (pleura viscerale), che aderisce al polmone, e riveste la cavità entro cui i polmoni risiedono. Il mesotelioma maligno della pleura è il tipo più diffuso (circa l'80% dei casi).

Il peritoneo è una membrana sierosa molto sottile costituita da uno strato esterno (peritoneo parietale), che riveste la cavità addominale e parte di quella pelvica, e da uno strato interno (peritoneo viscerale), che avvolge gran parte degli organi interni (fegato, stomaco, intestino, ecc.), fissandoli in tal modo alle pareti della cavità (mesotelioma addominale).

Il pericardio è un organo membranoso che, come un sacco, riveste il cuore e l'origine dei grossi vasi aderendo perfettamente a tutte le parti piane e a tutte le insenature del cuore. Si divide in pericardio fibroso (strato esterno) e pericardio sieroso (strato interno).  

La tunica vaginale è il mesotelio che ricopre i testicoli, come una specie di sacchetto. È composta da un rivestimento fibroso e uno sieroso del testicolo. 

Esistono anche casi di mesotelioma benigno (tumori adenomatosi, mesotelioma cistico benigno, mesotelioma pleurico benigno, mesotelioma peritoneale benigno, etc.), che possono però essere facilmente rimosse con intervento chirurgico e non richiedono altri trattamenti.

A seconda del tipo di cellula maligna presente (mesotelioma maligno), si distingue in:

  • mesotelioma epitelioide: il più comune (60-70% dei casi) e con migliore prognosi
  • mesotelioma sarcomatoide (o fibroso) (10-20% dei casi)
  • mesotelioma misto (o bifasico) (30-40% dei casi)

Sintomi mesotelioma

I sintomi mesotelioma sono poco specifici e spesso vengono ignorati o confusi con sintomi di altre malattie (mesotelioma sintomi iniziali), rendendo il tumore del mesotelio particolarmente insidioso. Spesso si manifesta quando ha già raggiunto uno stadio avanzato e refrattario a qualunque forma di terapia. Per questo motivo sono fondamentali i controlli periodici al fine di rilevare eventuali patologie che lo precedono (ispessimento pleurico o ispessimento pleurico parietale, placche pleuriche) e poter accedere alle migliori terapie e cure (mesotelioma sintomi finali).

Per approfondire: Ispessimento pleurico cause e sintomi

  • Sintomi mesotelioma pleurico: dolore nella parte bassa della schiena o a un lato del torace, dispnea, tosse, febbre, stanchezza, astenia, perdita di peso, difficoltà a deglutire, debolezza (mesotelioma pleurico sintomi). 
  • Sintomi mesotelioma peritoneale (mesotelioma peritoneale sintomi): dolore addominale, perdita di peso, astenia, nausea e vomito (mesotelioma peritoneo sintomi - mesotelioma peritoneale cause).
  • Sintomi mesotelioma pericardico: pressione o dolore del torace, tosse persistente e secca, febbre, sudorazione notturna, perdita di peso e stanchezza (mesotelioma pericardico sintomi).
  • Sintomi mesotelioma testicolare sono: tumefazione non dolente o dolente, dolore testicolare e ginecomastia.

Diagnosi mesotelioma

La diagnosi mesotelioma parte dalla sorveglianza sanitaria e/o dalla visita presso il medico di base, che esamina l'anamnesi lavorativa e, in caso di pregressa esposizione professionale ad amianto, prescrive gli accertamenti del caso, anche per tenere sotto controllo nel tempo eventuali cambiamenti. In caso di ispessimento pleurico e/o placche pleuriche in lavoratore esposto ad asbesto è probabile la mesotelioma diagnosi.

Gli esami strumentali di approfondimento sono:

  • radiografia torace (per valutare l’ispessimento pleurico e mostrare anomalie nel mesotelio della pleura o nei polmoni 
  • tomografia del torace (TC) con mezzo di contrasto o TC spirale (per determinare la presenza, la posizione e l'eventuale diffusione ad altri organi del tumore, anche al fine di definire il tipo di intervento più adatto)
  • tac-pet (per fornire dati aggiuntivi sullo stato ed estensione, identificare le cellule tumorali, determinare la diffusione de tumore nei linfonodi o in altre parti del corpo e capire se le anomalie del mesotelio sono realmente tumori o lesioni di altro tipo)
  • risonanza magnetica (per avere immagini dettagliate dei tessuti molli del corpo, ma senza utilizzare raggi X. In caso di mesotelioma maligno pleurico, per valutare la salute del diaframma ed eventuali infiltrazioni nella parete toracica)
  • esami del sangue (non è un esame diagnostico, ma è utile per confermare la diagnosi ottenuta con altre tecniche e per seguire l'andamento della malattia durante e dopo il trattamento. Vengono misurati i livelli di marcatori tumorali e molecole presenti in dosi più elevate in caso di tumore del mesotelio - osteopontina, SMRP e fibulina-3)

La conferma della diagnosi mesotelioma avviene solo attraverso esame istologico e su un campione bioptico, con prelievo delle cellule con una puntura nel torace (toracentesi), nell’addome (paracentesi) o nella cavità attorno al cuore (pericardiocentesi), oppure con biopsia tac-guidata o ancora attraverso la chirurgia. 

Le analisi immunoistochimiche confermano con certezza la diagnosi rispetto ad eventuali altri tumori o patologie, attraverso l'analisi delle proteine presenti sulla superficie della cellula e l'individuazione dei geni tipicamente associati al cancro del mesotelio. 

 

Negli Stati Uniti si stanno conducendo degli studi al fine di verificare l'efficacia di un monitoraggio con misurazione della mesotelina, una proteina prodotta dalle cellule del tumore del mesotelio, che potrebbe essere un primo indicatore precoce per le persone a rischio elevato. 

Cura mesotelioma

L'approccio terapeutico (cura mesotelioma) dipendente da più fattori: lo stadio della malattia, la parte del corpo colpita, la presenza di metastasi e le condizioni di salute generali del paziente.

In ogni caso è consigliabile rivolgersi a centri specializzati (mesotelioma addominale - mesotelioma peritoneale centri specializzati) ed effettuare gli accertamenti necessari.

Le varie opzioni terapeutiche sono: 

  • chirurgia

In caso di tumore resecabile (completamente asportabile con la chirurgia, di solito stadio I, II e III), il paziente ha più probabilità di cura e guarigione o comunque può avere scopo palliativo (in caso di tumore diffuso, per prevenire o ridurre i sintomi). Sempre a scopo palliativo e per dare sollievo, può essere praticata la rimozione di liquido mediante un ago lungo e sottile (toracentesi, paracentesi o pericardiocentesi), ma questo tipo di intervento va ripetuto periodicamente perché il liquido tende a riformarsi.

  • radioterapia

La radioterapia consiste in radiazioni ad alta frequenza che demoliscono le cellule tumorali e riducono le dimensioni del cancro. Può essere utile per i pazienti sottoposti a intervento chirurgico (radioterapia adiuvante) per distruggere i piccoli gruppi di cellule tumorali non visibili e quindi non asportati nel corso dell'operazione o a scopo palliativo, per ridurre il dolore toracico che non si attenua con i farmaci.

  • chemioterapia

La chemioterapia avviene tramite somministrazione di uno o più farmaci in combinazione per distruggere le cellule tumorali che si sono sviluppate nella pleura e negli eventuali altri organi colpiti e rallentarne la progressione. La somministrazione può avvenire per via per via endovenosa in tutto il corpo o direttamente nella sede del tumore. La somministrazione localizzata permette di intervenire con dosi più alte di farmaco chemioterapico, che a volte viene riscaldato per aumentarne l'efficacia (chemioterapia ipertermica), limitando gli effetti collaterali al resto dell'organismo.

In caso di localizzazione pleurica, la chemioterapia può essere intrapleurica, ossia somministrata direttamente nello spazio fra i polmoni e la parete toracica. 

La chemioterapia neoadiuvante è quella effettuata prima dell'intervento chirurgico per ridurre la massa e facilitarne la rimozione. La chemioterapia adiuvante è invece effettuata dopo l'operazione, con lo scopo di rimuovere le cellule tumorali non visibili a occhio nudo e di migliorare gli esiti dell'intervento.

  • Trattamento multimodale

Il Prof. Luciano Mutti e il Prof. Vittore Pagan, entrambi del Comitato Tecnico Scientifico dell'Osservatorio Nazionale Amianto, hanno elaborato delle linee guida per il trattamento multimodale alla luce della loro comprovata esperienza nella terapia e cura di questa neoplasia.

Questo non è il solo approccio terapeutico, ma resta uno strumento di condivisione e divulgazione di raccomandazioni e indirizzi che deve essere coniugato e adeguato nella pratica clinica alle caratteristiche bio-psico-mediche individuali del caso. Approfondisci su: Trattamento multimodale del mesotelioma 


Amianto e mesotelioma

Il principale fattore di rischio è l'amianto (mesotelioma da amianto), in particolare l'esposizione professionale alle sue polveri e fibre. Le fibre di asbesto sono lunghe tra 3 e 20 micron e larghe circa 0,01 micron, praticamente invisibili a occhio nudo, tenendo conto che lo spessore di un capello varia tra 17 e 181 micron, in un centimetro quadrato possono affiancarsi fino a 335.000 fibre contro 250 capelli.

L'asbesto è stato accertato essere un cancerogeno per l'uomo dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nella sua relativa monografia del 2012, coerentemente con l'unanime parere del mondo medico e scientifico, a partire dal Prof. Irving Selikoff, che già nel 1978 (Asbestos and disease) affermò la riconducibilità del tumore del mesotelio all'esposizione ad asbesto. 

 

 Non esiste un valore limite o una soglia al di sotto della quale il rischio di contrarre la neoplasia si annulla, ma è comunque necessaria una “dose cumulativa” sufficiente. 

 

La latenza mesotelioma può arrivare anche a 30/50 anni rispetto all'ultima esposizione, con rischio costante per tutta la vita. Il rischio di contrarre tumore del mesotelio è proporzionale all'entità e alla durata della esposizione ad asbesto, ed è per questo motivo che la maggior parte delle vittime sono persone che hanno lavorato in fabbriche per la produzione o la lavorazione di oggetti contenenti amianto, nel settore ferroviario, della difesa militare e nelle raffinerie, tutti ambienti in cui l'utilizzo di amianto è stato massiccio. 

Anche i familiari dei lavoratori dell'amianto sono a rischio, dal momento che le fibre di amianto si possono attaccare ai vestiti e essere trasportate con essi dal posto di lavoro a casa, dove contaminano l'ambiente domestico. 

In alcuni, rari, casi, il cancro del mesotelio è provocato da fibre di erionite, o altre fibre asbestiformi (fluoroedenite, come nella città di Biancavilla e alle falde dell’Etna, oppure Thororast, che contiene diossido di torio, utilizzato negli esami radiografici).

Il fumo non è considerato fattore di rischio, ma la sua azione, unita a quella delle fibre di asbesto, è sinergica nello sviluppo del cancro. 

 

Mesotelioma epidemiologia

È una malattia che non è più rara poiché ormai colpisce una persona ogni 30.000 abitanti, mentre in precedenza vi erano 0,5-2 casi ogni milione all'anno. Questo è dovuto al massiccio utilizzo dei materiali di amianto e ha un trend in continuo pericoloso aumento. 

 

Il picco dei decessi sarà raggiunto nella terza decade degli anni 2000 e solo a partire dal 2030 ci sarà un progressivo decremento, dovuto alla messa al bando dei materiali di amianto con la L. 257/92, mentre invece, nel resto del pianeta, i casi continueranno ad aumentare in seguito al perdurante utilizzo di tali minerali (si deve considerare che c’è un consumo di circa 2mln di tonnellate di amianto ogni anno)


Stadiazione del mesotelioma

La Società Europea di Oncologia Medica ha stabilito che il giudizio sullo stadio della neoplasia deve essere deciso sulla base delle immagini della tomografia computerizzata e sui dati della toracoscopia, così poi da confermare la diagnosi e assumere le diverse opzioni terapeutiche.

Esistono diversi sistemi di stadiazione.

Per il mesotelioma pleurico, si usa il sistema del Gruppo di Lavoro Internazionale per il Mesotelioma e cioè quello del TNM (T = tumore, N = linfonodi, M = metastasi), in modo tale che ogni singolo paziente viene collocato nelle c.d. categorie prognostiche:

  • I stadio mesotelioma: il mesotelioma è confinato alla pleura parietale e non è presente nei linfonodi;
  • II stadio mesotelioma: il mesotelioma interessa, oltre alla pleura parietale, la pleura viscerale (la membrana a diretto contatto con il polmone) e il polmone stesso o il diaframma;
  • III stadio mesotelioma: il mesotelioma ha invaso il primo strato della parete toracica, parte del mediastino o un punto della parete toracica; il mesotelioma può colpire la superficie esterna del pericardio e i linfonodi di uno dei due lati del torace;
  • IV stadio mesotelioma: il mesotelioma ha raggiunto altri organi (metastasi) come fegato, cervello, ossa o i linfonodi di ambedue i lati del torace.

Per il mesotelioma peritoneale non vi è un sistema di stadiazione condiviso e si applicano gli stessi principi del mesotelioma pleurico (sistema TNM).

Quanto più precoce è lo stadio del tumore all'inizio della terapia, tanto migliore è la prognosi. Tuttavia, nel caso del mesotelioma, la guarigione completa è molto rara (mesotelioma peritoneale sopravvivenza).

Negli ultimi anni, i pazienti sottoposti a terapia multimodale del mesotelioma, se al I stadio (ovvero ad uno stadio iniziale), ci sono stati casi di totale guarigione e di sopravvivenza anche a 10-15 anni, e per almeno il 10% dei casi quantomeno a 5 anni. 

L’obiettivo principale è quello di assicurare una più lunga sopravvivenza e a migliori condizioni di salute.

 

Tabella: Stadiazione TNM per il mesotelioma pleurico

TNM

Caratteristiche

 

T1a N0 M0

Tumore primitivo che è confinato nella pleura parietale.

 

T1b N0 M0

Stadio che si caratterizza per il coinvolgimento della
pleura viscerale.

 

T2 N0 M0

Stadio che si caratterizza con il coinvolgimento
del diaframma e della pleura viscerale o del
polmone.

 

T3 N0 M0

T3 N1 M0

T3 N2 M0

Tumore localmente avanzato (coinvolge il polmone).

Coinvolgimento dei linfonodi bronco-polmonari dello
stesso lato o dell'ilo.

Coinvolgimento dei linfonodi sottocarenali (biforcazione
bronchiale) o mediastinali omolaterali.

 

T4 N3 M1

Cancro localmente avanzato, con impossibilità di sua asportazione chirurgica.

Coinvolgimento dei linfonodi coritrolaterali mediastinali, mammari e/o sopraclavicolari ipsilaterali o
controlaterali. Metastasi a distanza.

 

 

Libro bianco delle morti da amianto e cura del mesotelioma

Lo scorso 19 giugno 2018 è stato presentato il Libro bianco delle morti da amianto in Italia, a cura dell'Avv. Ezio Bonanni, in cui sono riportati i dati sulla mortalità in Italia. Di seguito la presentazione della pubblicazione e l'intervento del Prof. Antonio Giordano, professore ordinario di patologia all’Università di Siena e Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e Co-Direttore del Center for Biotecnology nel College of Science and Technology presso la Temple University di Philadelphia (USA), impegnato nella ricerca biomedica in materia di mesotelioma. 

Avv. Ezio Bonanni

Prof. Antonio Giordano



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