Il Processo Eternit: tutti i dettagli

L'Eternit, conosciuto anche come fibrocemento, cemento amianto, è la denominazione dell'azienda che lo ha prodotto. L'Eternit, è stato utilizzato in centinaia di applicazioni, sopratutto in edilizia (coperture, coibentazioni, etc.).

 

Nei 5 stabilimenti Eternit italiani: Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera, Siracusa, Casale Monferrato, sono stati migliaia i lavoratori esposti e deceduti per malattie amianto correlate. La stessa sorte è toccata ai famigliari, e coloro che hanno vissuto nei dintorni di questi stabilimenti, come accertato nel corso del Processo Eternit 1.

 

Per approfondire:

S.O.S. tutela legale eternit

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Stephan Schmidheiny imputato di omicidio volontario

Il Tribunale Penale di Napoli, all'udienza del 25 gennaio 2019, ha trattato il caso eternit con il rinvio a giudizio di Stephan Schmidheiny per omicidio volontario.Sono state quindi accolte le tesi dell'Avv. Ezio Bonanni e dei due Pubblici Ministeri, Frasca e Giuliano. 

 

Le richieste dell'ONA sono state sostenute dall'Avv. Flora Rose Abate, legale di ONA. Il processo in Corte d'Assise è iniziato il 12 aprile 2019 ed è tutt'ora in corso. 

Eternit bis: Schmidheiny nuovamente rinviato a giudizio

Nel corso dell'udienza preliminare avvenuta in data 24/01/2020, presso il Tribunale di Novara, il GUP Dott. Fabrizio Filice, ha rinviato a giudizio Stephan Schmydheiny.

L'accusa, è quella di omicidio volontario per aver cagionato la morte di 392 persone: di cui 62 dipendenti dell' Eternit casale monferrato e di 330 residenti delle zone limitrofe. Tutti deceduti a causa di mesotelioma per l’esposizione ad inquinamento da amianto ambientale.

 

Il processo  penale, si svolgerà dinanzi la Corte di Assise del Tribunale di Novara il prossimo  27 novembre.

L'ONA assiste tutti coloro che chiederanno di costituirsi parte civile. L'associazione ONA è già costituita parte civile nel procedimento penale.

Eternit: ONA parte civile a Napoli e a Vercelli

Si è tenuta il 15/05/2019 la seconda udienza dibattimentale del processo Eternit bis. Il processo si è svolto nell’aula 116, dinanzi la II Sezione della Corte di Assise di Napoli, presieduta da Alfonso Barbarano, giudice a latere Maurizio Conte.  

La Corte, rigettando la richiesta di estromissione avanzata dalla difesa dell’imputato nella precedente udienza, ha ammesso la costituzione di parte civile dell’ONA.

 

Ente esponenziale rappresentativo della categoria delle vittime dell’amianto, per aver svolto attività in tutta italia e anche a Napoli. Nel 2012, l'ONA aveva già depositato, una serie di esposti denuncia alla Procura di Napoli e di Torino, per la condizione di rischio amianto, del sito Eternit di Bagnoli. L'associazione si è occupata poi, di costituire un comitato vittime amianto Eternit Bagnoli.

 

L'ONA è costituita parte civile anche nel processo Eternit bis di Vercelli, per il quale il magnate svizzero è stato rinviato a giudizio. In totale 392,  registrati per effetto della lavorazione dell'amianto, nello stabilimento di Casale Monferrato, e per la contaminazione della città.

 

Infatti, solo 62 delle 392 persone decedute per patologie asbesto correlate, riportate nel capo di imputazione, sono ex dipendenti dello stabilimento Eternit Casale Monferrato. Tutti gli altri, sono coloro che sono stati esposti ad asbesto, ovvero a fibre di cemento amianto, per la contaminazione ambientale, provocata dalla condotta dell'imputato. 

Processo Eternit bis  in corso a Napoli

Stephan Schmidheiny, è imputato anche nel processo Eternit bis, in corso a Napoli. E' accusato dei numerosi decessi per mesotelioma e altre malattie amianto correlate, tra i dipendenti dello stabilimento Eternit Bagnoli, e le zone circostanti.

 

il processo Eternit bis, prosegue a Napoli, per il reato di omicidio colposo. Infatti l'ordinanza del GUP Torino, è stata validata , per effetto della dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi da parte della Cassazione.

Anche in questo caso l'Avv. Ezio Bonanni, compone il collegio di difensori di parte civile e l'Osservatorio Nazionale Amianto è costituito parte civile.  

Rigettato il “ne bis in idem” Eternit Bagnoli e Casale

Il 31 maggio, nell'aula 116, dinanzi la II Sezione della Corte di Assise di Napoli, proc. n. 5231/17, si è svolta l’udienza dibattimentale del processo Eternit bis Bagnoli

 

La difesa dell’imputato Schmidheiny, ha sostenuto che l’imputato dovrebbe essere prosciolto sulla base del principio del ‘ne bis in idem’. Infatti, a loro detta c’è stato già il processo per i reati di cui agli artt. 434 e 437 c.p., ed è stata dichiarata la prescrizione. Sulla eccezione di ‘bis in idem’, ci fu il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. il GUP di Torino superò l’eccezione, proprio sui rilievi contenuti nella sentenza della Corte Costituzionale.

 

Il GUP di Torino ha sentenziato che non vi è ‘bis in idem’, perché si tratta di fattispecie di reato, diverse e nuove. Nel nuovo processo infatti, viene contestato il reato di omicidio. In questo senso, e relativamente a questo processo, così si è espresso anche il GUP di Napoli.  Allo stesso modo, oggi, hanno così replicato i PPMM nelle loro eccellenti motivazioni, e così le parti civili, tra le quali l’ONA. 

Eternit Bagnoli ed Eternit Casale: è omicidio volontario

La Corte di Assise di Napoli con presidente Barbarano, Giudice a latere conte, e Giudici popolari, hanno rinviato la causa all'udienza del 15.05.2019. Sarà necessario decidere sulle eccezioni di esclusione delle parti civili, e per le repliche delle parti civili e dei loro difensori.

 

Il magnate svizzero tenta di impedire all'ONA di poter supportare l'azione del Pubblico Ministero nell'istanza di giustizia per le morti di amianto in Eternit Bagnoli. Tutte le richieste di Stephan Schmidheiny sono state rigettate. 

Eternit I: prescrizione del disastro ambientale

L'Avv. Bonanni ha dichiarato: ‘Ci auguriamo che non riesca ad uscire dalle maglie della giustizia italiana. L’ONA, continua la sua battaglia per assicurare giustizia ai lavoratori dell’Eternit, che ha provocato centinaia di morti, e alle loro famiglie.

Ci auguriamo che questa volta lo svizzero non riesca ad uscire dalle maglie della giustizia italiana"

 

Stephan Schmidheiny e gli altri amministratori Eternit, sono stati processati più volte. Il processo Eternit 1 , in primo grado, ha portato alla condanna dell'imputato a 16 anni di reclusione. La Corte di Cassazione con sentenza 19 novembre 2014, n. 7941 ha dichiarato la prescrizione del reato di disastro ambientale. (art. 434 c.p..) Ha inoltre, annullato la condanna in primo e secondo grado del magnate svizzero Stephan Schmidheiny. 

 

Il termine di prescrizione del reato è stato fatto decorrere dalla data di chiusura degli stabilimenti, e non dalla fine del disastro. Il quale è tutt'ora in corso tra gli ex dipendenti, i famigliari e gli abitanti delle città presso le quali erano ubicati gli stabilimenti Eternit Italia.

La Corte di Appello di Torino, ha confermato la sentenza di condanna per disastro ambientale (art. 434 c.p.). Non solo per lo stabilimento di Eternit Torino, ma anche per Bagnoli e Rubiera, a carico di Schmidheiny. Aggravandone la pena a 18 anni di reclusione, mentre ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti dell’altro imputato, il barone belga Louis De Cartier De Marchienne. Quest' ultimo, è deceduto poche settimane prima della Sentenza di Appello, portando la pena a 18 anni di reclusione.

Eternit bis gli aspetti processuali: condanna Schmidheiny

La Procura della Repubblica di Torino, dopo il giudizio di assoluzione per prescrizione, ha contestato a Stephan Schmidheiny il reato di omicidio volontario. Il magnate è infatti responsabile della morte di 258 persone, a causa di patologie asbesto correlate.

 

Il Gup del Tribunale di Torino, ha disposto il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. In seguito al rigetto delle eccezioni di illegittimità costituzionale, l'amianto processo è proseguito. Il reato di omicidio volontario è stato derubricato in omicidio colposo, con l'aggravante della colpa cosciente. 

 

Le due sentenze, sono state impugnate dalla Procura della Repubblica di Torino e dalla Procura Generale, presso la Corte di Appello di Torino, e la Corte di Cassazione. Quest'ultima li ha dichiarati inammissibili, per un vizio di forma.

La Corte di Cassazione, in seguito all'udienza del 13 dicembre 2017, ha dichiarato l'inammissibilità dei due ricorsi per Cassazione.

 

Nel corso dell'udienza, l'Avv. Ezio Bonanni ha insistito perché i due ricorsi trovassero accoglimento. La trasformazione del capo di imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo, ha comportato la prescrizione della gran parte dei casi.

Il dispositivo riporta l’assoluzione per i periodi in cui non rivestivano le posizioni di garanzia negli stabilimenti italiani. 

In riforma della Sentenza di primo grado, in accoglimento dell’appello del Pubblico Ministero, sollecitato anche dall’Avv. Ezio Bonanni, legale di alcuni dei familiari delle vittime.

 

La sentenza riforma i capi della sentenza di primo grado, ed emette condanna a carico di Schmidheiny, anche per i disastri di amianto Rubiera e Napoli Bagnoli. Le motivazioni della Sentenza della Corte di Appello di Torino, depositate in Cancelleria lo scorso 03.09.2013, confermano in 800 pagine, l'impianto accusatorio sostenuto dal Dott. Guariniello. 

Fabbrica Eternit: la fabbrica della morte

La storia eternit inizia molto lontano nel tempo, è stato utilizzato in edilizia e in altre 3000 applicazioni. Causando purtroppo,  decine di migliaia di decessi in Italia e nel resto del mondo.

L'Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, nel corso della presentazione de "Il libro bianco delle morti di amianto in Italia" ha reso pubblici i dati epidemiologici. 

 

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni da tempo chiedono la bonifica dei siti Ethernit, non ancora ultimata, sopratutto la rimozione di questi materiali dai luoghi di vita e di lavoro. 

Casale Monferrato, città bianca dell'amianto

L'Avv. Ezio Bonanni è stato difensore di parte civile nel processo Eternit 1, fin dal 2004, data di inizio delle indagini. Prosegue la sua attività nel processo Eternit bis, presso il Tribunale di Torino e in quello di Napoli.

 

Nel febbraio del 2015, l'Avvocato Bonanni ha organizzato il convegno amianto a Casale Monferrato, per riaffermare la fiducia nella giustizia. Sono intervenuti ed hanno preso la parola centinaia di cittadini e vittime asbesto.

 

Processo Eternit: c’è ancora speranza di giustizia?

ONA: condanna del magnate svizzero per decesso di 2 dipendenti

L'ONA si è costituita parte civile, nel processo Eternit bis con l'Avv. Andrea Ferrero Merlino, in corso a Torino e a Napoli. Sono in corso altre indagini, in seguito allo spacchettamento del processo disposto dal GUP Torino.

La Corte di Cassazione non ha accolto il ricorso dell'ONA, dell'Avv. Ezio Bonanni e del Procuratore della Repubblica di Torino e della Procura Generale di Torino contro le sentenze del GUP Torino. 

 

L'Avv. Bonanni, nel processo eternit bis di Torino, assiste gli eredi di una delle due vittime per le quali il reato non si è ancora prescritto (eredi Testore). All'udienza del 20 novembre 2018, il PM il Dott. Colace ha chiesto la condanna dell'imputato a 7 anni di reclusione.

 

Le difese dell'imputato hanno discusso il 7 febbraio 2019, cui ha fatto seguito la sentenza di condanna di Stephan Schmidheiny, emessa dal Tribunale di Torino. Si tratta dell'ennesima vittoria dell'Avv. Ezio Bonanni nel rendere giustizia alle vittime dell'amianto. 

Risarcimento danni vittime amianto Eternit

Tutte le vittime dell' eternit fabbrica hanno diritto al risarcimento eternit dei danni, anche quelli da esposizione. (Corte di Cassazione, I Sezione Penale, sentenza n. 7941/14, eternit sentenza).

 

Hanno diritto al risarcimento danni anche i famigliari dei lavoratori, rimasti vittime dell'amianto, così come chi ha vissuto nelle zone circostanti agli stabilimenti e alle ditte dell'indotto.

Epidemia da amianto

Stephan Schmidheiny, amministratore delegato di Eternit, ha organizzato le attività produttive dei suoi 5 stabilimenti,  privando i dipendenti e le comunità circostanti, delle informazioni sulla pericolosità amianto.  All'interno dei 5 stabilimenti Eternit, hanno infatti lavorato migliaia di operai che, in seguito ad esposizione professionale ad asbesto, si sono ammalati di patologie asbesto correlate.

 

Stessa sorte per chi ha vissuto nei pressi degli stabilimenti e per i famigliari degli operai Eternit. Questi ultimi, rientrando in casa con gli abiti da lavoro ricoperti dalle polveri di asbesto, hanno contaminato l'ambiente domestico ed esposto a rischio mogli e figli. Questa esposizione ha causato loro danno biologico e pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali, con conseguente diritto al risarcimento danni.

 

La strage è tutt'ora in corso: poiché le patologie asbesto correlate son lungo-latenti, gli effetti di queste esposizioni si protrarranno anche e soprattutto nei prossimi decenni. Nella sola città di Casale Monferrato, dove sorgeva la fabbrica amianto Casale Monferrato, si registrano ogni anno circa 40 nuovi casi di mesotelioma e decine di altre patologie. 

L'Avv. Ezio Bonanni: Cassazione ud. 13-12.2017

L'Avv. Ezio Bonanni, all'udienza del 13 dicembre 2017, ha insistito perché la Corte di Cassazione annullasse l'ordinanza del GUP Torino. Il quale, aveva infatti, alleggerito l'imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo e, contestualmente, dichiarato la prescrizione per quasi tutti i casi contenuti nell'imputazione. 

 

Purtroppo la Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Le difese dell'Avv. Ezio Bonanni in favore delle vittime dell'amianto sono state riportate dalle diverse fonti di informazione, a partire dal Giornale dell'Amianto, testata ONA, e da: