PROCESSO ETERNIT

Eternit, fibrocemento (cemento amianto) e denominazione dell'azienda che lo ha prodotto e produce (Etex) e sinonimo di morte. L'Eternit è stato utilizzato in edilizia, per le coperture, come lastre piegate, ondulate o come coibentazione di tubature. Nei 5 stabilimenti Eternit (in alcuni casi chiamati anche Etternit) in Italia (Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera, Siracusa, Casale Monferrato), sono stati migliaia i lavoratori esposti, purtroppo tutti deceduti per mesotelioma, cancro dei polmoni e delle vie respiratorie e asbestosi. L'Eternit, cemento amianto ha colpito anche famigliari e coloro che hanno vissuto nei dintorni di questi stabilimenti, come accertato nel corso del Processo Eternit 1. 

Leggi di più sulla storia Ethernit (fibrocemento)


Eternit: la fabbrica della morte

Tutto quello che c'è da sapere sul Processo Eternit; dalla condanna per disastro ambientale alla prescrizione dei reati, dall'omicidio volontario a colposo per l‘imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, fino allo "spacchettamento"  del processo in quattro tronconi.

L'Eternit (Ethernit - Etrnit), sinonimo di amianto, per le sue applicazioni in edilizia e in altre 3000 applicazioni, ha provocato e sta provocando decine di migliaia di decessi in Italia e nel resto del mondo.

L'Avv. Ezio Bonanni, difensore di parte civile nell' eternit processo e presidente di ONA (anch'essa costituita parte civile), nel corso della presentazione de Il libro bianco delle morti di amianto in Italia ha reso pubblici i dati epidemiologici. Consulta gli atti in video.  

L'ONA e l'Avv. Ezio Bonanni da tempo chiedono la bonifica dei siti Ethernit, non ancora ultimata, sopratutto la rimozione di questi materiali dai luoghi di vita e di lavoro. 

Per approfondimenti consulta la voce Asbesto / Amianto sul sito dell'Osservatorio Nazionale Amianto. 


Lotta contro le lobby dell'amianto

L'Avv. Ezio Bonanni, titolare dell'omonimo studio legale, quale difensore di parte civile, ha denunciato e denuncia le attività ancora attuali della lobby dell'amianto di cui è protagonista Stephan Schmidheiny, discendente dell'omonima dinastia che fin dall'inizio del '900 si è arricchita sulla salute e sulla vita di migliaia di esseri umani provocando lutti e tragedie.

"La salute umana non può essere sacrificata al profitto di pochi" (cit. Avv. Ezio Bonanni).


Casale Monferrato, città bianca dell'amianto


L'Avv. Ezio Bonanni è stato difensore di parte civile nel processo Eternit 1 (causa eternit) fin dall'inizio delle indagini (2004), ed è tutt'ora difensore di parte civile, anche nel processo eternit bis nel procedimento penale presso il Tribunale di Torino e in quello di Napoli.

Nel febbraio del 2015, l'Avv. Ezio Bonanni ha organizzato il convegno amianto di Casale Monferrato per riaffermare la fiducia nella giustizia: Consulta il video (sentenza eternit video). Nel corso della conferenza sono intervenuti ed hanno preso la parola centinaia di cittadini e vittime asbesto.



ONA parte civile nel processo eternit bis

L'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA è costituito parte civile nel processo Eternit bis (causa eternit), in corso a Torino e a Napoli. Sono in corso altre indagini, in seguito allo spacchettamento del processo disposto dal GUP Torino. La Corte di Cassazione non ha accolto il ricorso dell'ONA, dell'Avv. Ezio Bonanni e del Procuratore della Repubblica di Torino e della Procura Generale di Torino contro le sentenze del GUP Torino. Le vittime Eternit sono sostenute dall'Avv. Ezio Bonanni, che assiste, nel processo eternit bis di Torino, gli eredi di una delle due vittime per le quali il reato non si è ancora prescritto (eredi Testore). L'ONA è costituita parte civile nel processo eternit bis in corso a Torino, con l'Avv. Andrea Ferrero Merlino. All'udienza del 20.11.2018, il PM il Dott. Colace ha chiesto la condanna dell'imputato a 7 anni di reclusione. Le parti civili, tra le quali, l'avv. Ezio Bonanni discuteranno il prossimo 15 gennaio 2019. Le difese dell'imputato discuteranno il prossimo 7 febbraio 2019, cui farà seguito la pronuncia della sentenza.


Risarcimento danni vittime amianto Eternit

Tutte le vittime dell' eternit fabbrica e i loro famigliari, sia coloro che sono stati direttamente degli stabilimenti Eternit Italia che delle ditte dell'indotto, i famigliari e coloro che sono stati esposti perché residenti nelle zone circostanti dello stabilimento, hanno diritto al risarcimento dei danni, anche quelli per semplice esposizione (anche perché la sentenza della Corte di Cassazione, I Sezione Penale, n. 7941/14, che ha dichiarato la prescrizione, non ha assolto nel merito il Dott. Stephan Schmidheiny - eternit sentenza). 

Processo Eternit I (condanna in I°  sentenza eternit 1012 e II°  grado sentenza appello eternit) sentenza eternit testo...


Amianto: la fibra killer che uccide cittadini e famigliari

Il cemento amianto (detto anche Eternit / Ethernit, Etrnit) fu brevettato dall'austriaco Ludwig Hatschek nel 1901 e fu chiamato Eternit perché richiamava la aeternitas, «eternità», per rimarcarne la sua indistruttibilità.

La produzione iniziò nello stabilimento di Niederurnen (Schweizerische Eternitwerke AG) nel 1903 e già dal 1907 fu inaugurato lo stabilimento ethernit di Casale Monferrato. Nel 1938, iniziò la produzione nello stabilimento di Napoli (Bagnoli) e successivamente, nel 1955, in Sicilia (tra Siracusa e Priolo Gargallo).

Nel frattempo, avevano iniziato la produzione di manufatti in cemento amianto negli stabilimenti Eternit Rubiera (Reggio Emilia) e Eternit Cavagnolo (Torino). 


Il caso di Stephan Schmidheiny

Stephan Schmidheiny, magnate svizzero, amministratore delegato di eternit fabbrica, ha organizzato le attività produttive dei suoi 5 stabilimenti in Italia privando i lavoratori, suoi dipendenti, e le stesse comunità delle informazioni sulla pericolosità dell'amianto. 

All'interno dei 5 stabilimenti Etternit (Eternit Bagnoli, Eternit Cavagnolo, Eternit Rubiera, Eternit Siracusa ed Eternit Casale Monferrato) hanno lavorato migliaia di operai che in seguito allo loro esposizione professionale ad asbesto si sono ammalate di mesotelioma, tumore del polmone, asbestosi, placche pleuriche e altre patologie, che hanno causato loro danno biologico, e pregiudizi non patrimoniali, con conseguente diritto al risarcimento danni.Le fibre di asbesto aero disperse hanno invaso le città di Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera, Siracusa e Casale Monferrato e inalate dai loro abitanti, hanno provocato loro danno biologico, tra cui il mesotelioma. La distribuzione del polverino, residuo di amianto che gli operai di Casale hanno portato a casa e che hanno utilizzato ha determinato l'esposizione alle fibre di asbesto di tutta la popolazione, in particolare dei famigliari dei dipendenti dell'eternit.

Gli ambienti di vita e di lavoro, all'interno dell'ethernit fabbrica di queste città furono quindi totalmente contaminati e la strage è tutt'ora in corso. Nella sola città di Casale Monferrato si registrano ogni anno circa 40 nuovi casi di mesotelioma e decine e decine sono le altre patologie tumorali provocate dalla contaminazione di polveri e fibre di amianto.

Poiché le patologie asbesto correlate son lungo-latenti, gli effetti di queste esposizioni si protrarranno per i prossimi decenni. Nella sola città di Casale Monferrato, epicentro della strage amianto Eternit, tra il 2009 e il 2011, sono stati registrati 128 nuovi casi di mesotelioma, che è solo una delle tante patologie provocate dall'amianto.

Stephan Schmidheiny e gli altri amministratori Ethernit sono stati processati più volte. Il processo Eternit 1 (eternit processo), in primo grado, ha portato alla condanna dell'imputato a 16 anni di reclusione.

Leggi il testo integrale della sentenza Eternit di I° di condanna di Stephan Schmidheiny...

La Corte di Appello di Torino ha confermato la sentenza (eternit sentenza) di condanna per disastro ambientale (art. 434 c.p.), anche per gli stabilimenti Eternit Bagnoli ed Eternit Rubiera. 

Leggi il testo integrale della sentenza Eternit di II° di condanna di Stephan Schmidheiny...


La Cassazione ha prosciolto Stephan Schmidheiny per prescrizione

La Corte di Cassazione con sentenza 19 novembre 2014, n. 7941 ha dichiarato la prescrizione del reato di disastro ambientale (art. 434 c.p..) ed ha annullato la condanna in primo e secondo grado del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, poichè il termine di prescrizione del reato è stato fatto decorrere dalla data di chiusura degli stabilimenti e non dalla fine del disastro (fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate) tutt'ora in corso tra gli ex dipendenti, i famigliari e gli abitanti delle città presso le quali erano ubicati gli stabilimenti Eternit Italia (Bagnoli, Rubiera, Cavagnolo, Siracusa e Casale Monferrato).


Il processo Eternit continua

La Procura della Repubblica di Torino, dopo il giudizio di assoluzione per prescrizione, ha contestato a Stephan Schmidheiny il reato di omicidio volontario, per la morte di 258 persone a causa di mesotelioma, asbestosi, tumore del polmone ed altre patologie asbesto correlate.

In seguito alle eccezioni della difesa, il Gup del Tribunale di Torino ha disposto il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale. In seguito al rigetto delle eccezioni di illegittimità costituzionale, il processo è proseguito. Il reato di omicidio volontario è stato derubricato in omicidio colposo, con l'aggravante della colpa cosciente. 

Le due sentenze sono state impugnate dalla Procura della Repubblica di Torino e della Procura Generale presso la Corte di Appello di Torino, presso las Corte di Cassazione, che li ha dichiarati inammissibili, per un vizio di forma.

La Corte di Cassazione, in seguito all'udienza del 13 dicembre 2017, ha dichiarato l'inammissibilità dei due ricorsi per Cassazione. Nel corso dell'udienza, l'Avv. Ezio Bonanni ha insistito perché i due ricorsi trovassero accoglimento. Infatti, con la trasformazione del capo di imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo, la gran parte dei casi di decessi per patologie amianto correlate (mesotelioma, cancro polmonare, tumore della laringe, faringe, asbestosi, etc.),  sono stati dichiarati prescritti.


Novità nel processo BIS: richiesta di condanna a 7 anni di carcere

Processo Eternit Bis Torino: Il processo Eternit bis di Torino (amianto processo) si terrà il prossimo 15 gennaio 2019 (Processo Eternit Bis Torino). Stephan Schmidheiny aveva sollevato delle eccezioni per chiedere l'estromissione dell'ONA e degli eredi del Sig. Testore Giulio (dipendente Eternit Cavagnolo) costituiti parte civile. 

Le richieste di Stephan Schmidheiny sono state rigettate dal Tribunale di Torino. L'avv. Ezio Bonanni discuterà la causa il prossimo 15 gennaio e si assocerà alle richieste del PM Colace, e insisterà per la condanna dell'imputato, per il reato di omicidio colposo per la morte di Giulio Testore per asbestosi.

Anche l’Osservatorio Nazionale Amianto è costituito parte civile, per sostenere le istanze delle vittime. 

Le difese dell'Avv. Ezio Bonanni, in favore delle vittime dell'amianto, sono state riportate dalle diverse fonti di informazione:

Se ne è occupato, innanzitutto, il Giornale dell'Amianto , testata dell'Osservatorio Nazionale Amianto, le diverse agenzie di stampa, tar le quali AgenPress, e autorevoli testate giornalistiche, tra le quali la Sky Tg24, Torino Oggi, La Voce di TorinoLibero 24x7Lo SpifferoVirgilioSiracusa NewsLa Gazzetta Siracusana e Siracusa Post.

Processo Eternit bis Napoli: il Dott. Stephan Schmidheiny è imputato anche nel processo Eternit bis in corso a Napoli per i numerosi decessi per mesotelioma e altre malattie amianto correlate tra i dipendenti dello stabilimento Eternit Bagnoli e per gli abitanti delle zone limitrofe.

In seguito all'ordinanza del GUP Torino (Torino eternit) (la cui validità è stata confermata per effetto della dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi da parte della Cassazione), il processo Eternit bis prosegue a Napoli per il reato di omicidio colposo.

Anche in questo caso l'Avv. Ezio Bonanni compone il collegio di difensori di parte civile e l'Osservatorio Nazionale Amianto è costituito parte civile. 

La prossima udienza è fissata presso il Tribunale di Napoli per il 15 gennaio 2019. Siamo anche quì ad un passaggio decisivo del processo Ethernit.


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Stephan Schmidheiny condannato in II°

La Corte di Appello di Torino (eternit torino), con sentenza eternit 2012, Pres. Oggé, imp. Schmidheiny e a., ha confermato la condanna già emessa in primo grado a carico del Magnate Svizzero Stephan Schmidheiny, aggravandone la pena a 18 anni di reclusione, mentre ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti dell’altro imputato, il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, deceduto poche settimane prima della Sentenza di Appello (eternit sentenza), portando la pena a 18 anni di reclusione.

Il dispositivo riporta l’assoluzione per i periodi in cui non rivestivano le posizioni di garanzia negli stabilimenti italiani, mentre, in riforma della Sentenza di primo grado (eternit sentenza), in accoglimento dell’appello del Pubblico Ministero, sollecitato anche dall’Avv. Ezio Bonanni, legale di alcuni dei familiari delle vittime, riforma i capi della Sentenza di primo grado, emette condanna a carico di Stephan Schmidheiny anche per i disastri di Rubiera e Napoli Bagnoli, e accoglie anche l’appello dell’Avv. Ezio Bonanni, il quale aveva lamentato delle mancate pronunce risarcitorie nella Sentenza di primo grado (vedi dispositivo della Sentenza di Appello con indicazione di tutte le vittime e i loro familiari).

Le motivazioni della Sentenza della Corte di Appello di Torino (eternit torino), depositate in Cancelleria lo scorso 03.09.2013, confermano in 800 pagine, l'impianto accusatorio sostenuto dal Dott. Guariniello e dalle difese delle parti civili, e quindi le responsabilità di Stephan Schmidheiny.

La Sentenza della Corte di Appello di Torino - sentenza eternit testo (secondo grado del processo Eternit I), sentenza eternit 2013,possono essere consultate nel loro testo integrale nella sezione Eternit: disastro ambientale

Per saperne di più, consulta la pagina Eternit: disastro ambientale

L'Avv. Ezio Bonanni - in Cassazione ud. 13-12.2017

L'Avv. Ezio Bonanni, all'udienza del 13 dicembre 2017, ha insistito perché la Corte di Cassazione annullasse l'ordinanza del GUP Torino che aveva alleggerito l'imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo e, contestualmente, dichiarato la prescrizione per quasi tutti i casi contenuti nell'imputazione, e spacchettato il processo. Purtroppo la Cassazione ha dichiarato inannissibili i ricorsi.