Benefici contributivi amianto

benefici contributivi amianto sono maggiorazioni contributive, pari al 50% del periodo di esposizione, utili per anticipare la data di pensionamento (prepensionamento amianto) e per rivalutare i ratei della pensione in godimento. Si distinguono in due fattispecie:

  • Art. 13, comma 8, legge 257 del,1992. Il diritto alle maggiorazioni contributive, pari ad 1,5, oppure 1,25 per lapplicaziohe della più recente normativa, spetta ai dipendenti (sono esclusi gli autonomi) che hanno svolto attività professionale in esposizione all’asbesto per almeno 10 anni entro il 2 ottobre 2003,  in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll nella media delle 8 ore lavorative. 
  • Art.m13, comma 7, legge 257 del 1992. In caso di insorgenza di malattia professionale asbesto correlata riconosciuta all'Inail, sussiste, sempre e comunque, il diritto alla rivalutazione della posizione contributiva inps per effetto dei benefici aminato, con il coefficiente 1,5, utile a prolungare del 50% il periodo di contrubuzione, utile per il prepensionamento, e per la maggiorazione dei ratei pensione inps in godimento. Non trova applicazione la soglia di esposizione delle 100 ff/ll e dei dieci anni, che si applicano invece alla fattispecie dell'art. 13, co. 8, legge 257 del 1992.

Il riconoscimento di un danno biologico amianto di origine professionale davdiritto al rilascio della certificazione di esposizione ad amianto che, esibita all’INPS, a sua volta dà diritto alle maggiorazioni contributive pari al 50% del periodo di esposizione (c.d. coefficiente 1,5), per prepensionamento e rivalutazione della prestazione pensionistica (calcolo rivalutazione contributiva amianto).


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Benefici contributivi per esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5

I benefici amianto sono maggiorazioni contributive con maggiorazione del periodo di contribuzione (prolungamento) e moltiplicazione del valore della contribuzione, con il coefficiente 1,5, utili sia per maturare anticipatamente il diritto a pensione (prepensionamento amianto), sia per aumentare l’importo economico della pensione. 

 I benefici contributivi prevedono una maggiorazione dell’1,5% in caso di:

  • Malattia professionale riconosciuta dall’Inail (certificato art. 13, comma 7, Legge 257/1992)
  • Attività lavorativa svolta nelle miniere o delle cave di amianto (art. 13, comma 6, Legge 257/1992)
  • Esposizione qualificata pari a 100 fibre/litro per oltre dieci anni (art. 13, comma 8, Legge 257/1992) per i lavoratori assicurati presso l’Inail che abbiano maturato il diritto a pensione entro il 2 ottobre 2003 o che abbiano presentato domanda amministrativa o giudiziale per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto entro il 2 ottobre 2003.

Per esempio, se si ha lavorato per 20 anni di cui 12 anni in esposizione ad asbesto, il periodo utile ai fini del diritto alla pensione sarà di 26 anni (12 x 1,5 + 8 anni).

 

Malattie da amianto: malattie professionali INAIL della Lista I

L'amianto provoca tumori e malattie gravi. Spesso queste patologie insorgono in seguito ad intensa e prolungata esposizione dovuta all'attività di lavoro in luoghi con presenza di materiali di amianto o a causa dell'utilizzo di amianto quale materia prima. L'INAIL riconosce queste infermità nelle liste malattie professionali. Nella Lista I sono contemplate le malattie asbesto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità:

La norma non fa riferimento ad alcun limite del grado invalidante e non contiene limiti di soglia, a differenza del riconoscimento dei benefici contributivi, ex art. 13 co. 8 l. 257/92, che richiede l'esposizione qualificata.

Le patologie contemplate nella tabella I delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL, infatti, sono assistite da presunzione legale di origine, in forza della quale la sola presenza della noxa patogena nell’ambiente lavorativo ne determina il diritto al riconoscimento e dunque all’indennizzabilità (anche ai sensi di Cass., Sez. lav., n. 30438/2018). In ogni caso, è sufficiente anche al fine di ottenere la certificazione di esposizione ad amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, e dunque la rivalutazione amianto dall’INPS, anche nella non creduta ipotesi in cui grado invalidante della patologia fosse ritenuto inferiore al 6% (sempre Cass., Sez. lav., n. 30438/2018).

Per queste malattie è quindi sufficiente la prova della presenza dell'asbesto amianto nell'ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).

Malattie da amianto della Lista II e III delle Malattie Professionali INAIL

Nella LISTA II sono comprese le malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità, per le quali la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%). 

 La lista III comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.  Inoltre, l'esposizione ad asbesto provoca una più alta probabilità di contrarre cardiopatie, problemi cardiovascolari e cardiocircolatori, oltre a numerose altre patologie da amianto

In base all'entità del grado invalidante delle malattia asbesto correlata si ha diritto:

  • all'indennizzo inail in capitale (per inabilità dal 6% al 15%);
  • alla rendita (a partire dal 16%).

In caso di decesso della vittima, le prestazioni INAIL sono reversibili al coniuge e ai figli (fino al 18° anno, fino a 21 anni pergli studenti, fino a 26 anni per gli universitari). Per approfondire:

Maggiorazione con il coefficiente 1,5 per lavoro in siti oggetto di atto di indirizzo

Gli atti di indirizzo ministeriali costituiscono l'accertamento da parte del Ministero del Lavoro della sussistenza del rischio amianto con esposizione superiore alle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative almeno fino al 2 ottobre 2003 o fino all’inizio delle bonifiche. Nel caso di attività di lavoro in esposizione ad asbesto in siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale, è previsto il prolungamento e alla maggiorazione della pensione con il coefficiente 1,5 dal 1992 e fino all’inizio delle bonifiche dell’amianto o fino al 2 ottobre 2003 (art. 1, commi 20, 21 e 22, Legge 247/2007). Per accedere a questo diritto è necessario aver richiesto il certificato di esposizione all’INAIL entro il 15 giugno 2005 e la domanda di prolungamento entro l’11 maggio 2009.

Benefici contributivi per esposizione ad amianto con il coefficiente 1,25

In caso di esposizione qualificata pari o superiore a 100 fibre/litro per almeno dieci anni, il coefficiente per i benefici contributivi è stato ridotto all’1,25%. Il coefficiente in questa misura è utile ai soli fini della rivalutazione dell’entità economica della prestazione e non permette il prepensionamento. Questo beneficio si applica anche ai lavoratori rimasti esposti in attività che in precedenza non erano soggette all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. La domanda per il riconoscimento dei periodi in esposizione ad amianto andava presentata tra il 3 ottobre 2003 e il 15 giugno 2005.

Superamento della soglia delle 100 fibre/litro

Per dimostrare un’esposizione a una soglia maggiore di 100 fibre/litro di polveri e fibre di asbesto si utilizza la legge scientifica elaborata dall’INAIL, cui vanno aggiunti i valori della banca dati Amyant INAIL. In questo modo viene effettuato il calcolo complessivo dell’esposizione con cui si dimostra il superamento della soglia delle 100 ff/ll per ogni anno e per oltre 10 anni. Questo calcolo permette di ottenere la condanna dell’INPS all’accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Prepensionamento immediato

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza di mesotelioma, tumore polmonare o asbestosi di origine professionale, senza limite di grado invalidante (decreto del 18/07/2017).

La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) può essere adottata solo se, nonostante l’accredito dei benefici amianto con il coefficiente 1,5, non si matura il diritto a pensione.

La circolare congiunta INPS e INAIL (n. 7 del 2018) ha dettato le regole per poter accedere al prepensionamento / pensionamento amianto: il prossimo termine per le domande è quello del 31 marzo 2019.

Cumulo dei benefici

L’art. 4 del DM 27.10.2004 prevede il divieto di cumulo. Ciò significa che in caso di svolgimento delle attività di cui al punto c), non è possibile cumulare i benefici del DM 27.10.2004 con altri che anticipino il diritto a pensione (amianto pensione anticipata), come per esempio quelli spettanti per i lavori usuranti, per servizi di confine e per i servizi prestati dai lavoratori portuali. Conseguentemente, al momento del pensionamento il lavoratore dovrà scegliere se usufruire degli amianto benefici di cui al DM 27.10.2004 o ad altri benefici. Non rientrano nel divieto di cumulo i benefici previdenziali dovuti ad un particolare status del lavoratore (invalido, non vedente, sordomuto) o derivanti da particolari infermità di oggetto di tutela previdenziale.


Decadenza della domanda INAIL

Il termine di decadenza per il deposito della domanda amianto INAIL (15 giugno 2005) non si applica a tutti i lavoratori esposti amianto. Grazie all'intervento dell’Avv. Ezio Bonanni (Tribunale di Civitavecchia, sentenza n. 110/2009), migliaia di lavoratori hanno potuto evitare la decadenza dal diritto al prepensionameno in seguito al mancato deposito della domanda di certificazione all'Inail nel termine delle 15 giugno 2005.  Conservano il loro diritto quei lavoratori che:

  • hanno presentato domanda INAIL prima del 02.10.2003;
  • hanno maturato il diritto a pensione prima del 02.10.2003, con l'aggiunta dei contributi dell'amianto (37 anni, con le maggiorazioni amianto);
  • negli altri casi indicati nell'art. 47. comma 6 bis, L.326/2003 e art.3 comma 132, L.350/03. 

Prescrizione dei benefici contributivi

La Corte di Cassazione,  con sentenza n. 25000/2014 ha disposto che i benefici amianto hanno natura risarcitoria e quindi si prescrivono in 10 anni (art. 2946 Codice Civile), con termine prescrizionale a decorrere dal momento della consapevolezza del diritto alle maggiorazioni e dalla conoscenza della sua violazione (Corte di Cassazione, Sezione VI, ordinanza n. 2856/2017). È consuetudine far decorrere il termine dal momento della presentazione della domanda all’INAIL.

Molto è stato fatto in questo senso dallo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni che con tenacia è riuscito ad ottenere per moltissimi lavoratori esposti ad amianto il rigetto dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'inps.


Legislazione benefici amianto