https://www.eziobonanni.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/legislazione-e-giurisprudenza-asbesto/

Legislazione e giurisprudenza asbesto


L'amianto/asbesto provoca danni all'uomo (malattie e morte) e all'ambiente: necessario lo smaltimento dell'Eternit e i controlli sanitari di coloro che ne sono rimasti esposti alle fibre killer ottenere la diagnosi precoce e le terapie e cure più tempestive.

Già il Regio Decreto 442/1909 vietava a donne e fanciulli di entrare in contatto con le lavorazioni dell’amianto essendo stata appurata l’insalubrità di queste ultime (cfr. Cass., IV Sez. pen., n. 49215/2012).

Con la Legge 455/1943, l’asbestosi (malattia infiammatoria da amianto) fu dichiarata malattia professionale e furono stabilite le prime norme riguardanti la prevenzione in materia di amianto.

Successivamente il DPR 303/1956 diede vita ad una normativa specifica relativa alla prevenzione tecnica volta ad evitare l’esposizione all’amianto (artt. 4, 19, 20, 21) e il DPR 547/1955 indicò le Norme di protezione individuale (artt. 377; 387).

L'unanime consenso scientifico sulla cancerogenicità dell'amianto per l'apparato respiratorio e in particolare per il polmone venne raggiunto con la pubblicazione del lavoro di Richard Doll dal titolo A study of lung cancer mortality in asbestos workers (1955).

Data di indubbia importanza fu il 1964, quando, a seguito della conferenza internazionale newyorkese sugli effetti biologici dell'asbesto (Accademia delle Scienze), le tesi del Prof. Irving Selikoff sulla riconducibilità del mesotelioma alle sole esposizioni ad amianto furono favorevolmente accolte a livello globale.

Secondo la "giurisprudenza asbesto", coloro che sono stati esposti ad amianto hanno diritto al prepensionamento nella misura del 50% del periodo di esposizione, se superiore ai 10 anni (art. 13 comma 8 L. 257/1992) e, nel caso di diagnosi di patologie asbesto correlate riconosciute dall'INAIL, non è necessario un periodo minimo di esposizione né trovano applicazione le norme sulla decadenza (art. 47 comma 5 L. 326/2003) e il termine di prescrizione inizia dal riconoscimento della patologia (art. 13 comma 7 L. 257/1992); nel caso di riconoscimento di mesotelioma, cancro polmonare o asbestosi, il lavoratore ha diritto anche al pensionamento immediato con il requisito minimo di 5 anni di anzianità contributiva di cui 3 negli ultimi 5 anni (nel caso in cui non dovesse raggiungere i requisiti di anzianità contributiva e anagrafica necessari, pur dopo l'aumento del 50% della contribuzione). 

Con l'art. 1, comma 250, Legge 232/2016, è stata corretta una ingiusta distorsione che determinava la necessità di dover proseguire l'attività lavorativa nonostante il riconoscimento di patologie che, in caso di ripresa di malattie, sono immediatamente mortali. 

Scopri come poter accedere al pensionamento immediato con la norma di cui all'art. 1, comma 250, Legge 232/2016.

Studio legale Studio legale Studio legale Studio legale Studio legale Studio legale


Il bando dell'asbesto con la L. 257/1992

La legge 257/1992, avente ad oggetto le "Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto", costituisce la pietra miliare e il risultato più significativo conseguito con il sacrificio e l'impegno di centinaia di migliaia di cittadini e lavoratori, non solo esposti e vittime dell'amianto.

Purtroppo, l'Italia è stato il secondo produttore europeo di amianto (3.748.550 tonnellate di asbesto) fino alla fine degli anni '80, e senza che, per effetto della messa al bando, fosse stato attivato un programma di bonifica: sono quindi più di un milione i micrositi e circa 50.000 i siti contaminati con amianto presente ancora con 40 milioni di tonnellate.

Questo stato di cose determina il perpetuarsi della condizione di rischio e quindi di quelle esposizioni ad asbesto che provocheranno, purtroppo, altre malattie e altri decessi: una epidemia che, nel 2016, ha provocato 6.000 decessi solo in Italia, con il picco previsto per il 2025.

Solo con un intervento del legislatore e la collaborazione di tutte le associazioni e cittadini si potrà ottenere lo smaltimento dell'Eternit in tempi più ragionevoli rispetto agli 85 previsti dal Prof. Tito Boeri (presidente dell'INPS) e porre fine all'epidemia.

L'Avv. Ezio Bonanni, con tutte le attività dello studio legale, ha sempre sostenuto che il problema amianto non si risolve con i risarcimenti, le rendite e i prepensionamenti, perché è necessaria la prevenzione primaria e cioè lo smaltimento dell'Eternit/asbesto; con la diagnosi precoce attraverso la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria) e, solo in ultima analisi, con i risarcimenti, le rendite e i prepensionamenti.

È quindi necessaria una presa di posizione e un impegno di tutti i cittadini, che necessariamente debbono essere a conoscenza della legislazione e della giurisprudenza in materia di asbesto.

Le leggi e la giurisprudenza asbesto costituiscono il supporto fondamentale per il cittadino per proteggersi dalla fibra killer, che determina danni da amianto.

È necessario far chiarezza sul diritto vivente e informare i cittadini sui loro diritti attraverso una più approfondita conoscenza della legislazione e della giurisprudenza in materia di amianto, ivi compresa quella comunitaria.Studio legale Studio legale Studio legale Studio legale Studio legale Studio legaleega


Danni da asbesto: un rischio per molti

L'amianto è stato utilizzato, fino all'entrata in vigore della L. 257/1992, in 3.000 applicazioni, in tutti i comparti produttivi (scopri dove è stato utilizzato l'amianto: comparti produttivi, mezzi di trasporto, luoghi di vita - compresi edifici pubblici e scuole: consulta il II rapporto mesoteliomi dell'ONA Onlus). 

I lavoratori esposti ad amianto hanno diritto al prepensionamento e anche ai risarcimenti, pure per i danni da esposizione, oltre alle rendite nel caso di insorgenza di patologie asbesto correlate (mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi, con complicazioni cardiocircolatorie, placche pleuriche, etc.).

 leggi asbesto studio legale leggi asbesto studio legale leggi asbesto studio legale leggi asbesto studio leggi asbesto studio legale leggi asbesto studio legale leggi asbesto studio legale leggi asbesto studio 

I lavoratori esposti ad amianto, oltre a sottoporsi a sorveglianza sanitaria, debbono chiedere il prepensionamento per evitare altre esposizioni ad asbesto, oltre ai risarcimenti di tutti i danni. 


Consulenza sulla legislazione e giurisprudenza in materia di asbesto

L'Avv. Ezio Bonanni, in questa sezione, ha elaborato la sintesi della legislazione e giurisprudenza asbesto/amianto: lo strumento di tutela del cittadino. 

Lo studio legale assiste tutti coloro che ne fanno richiesta attraverso la sezione Consulenze legali gratuite oppure compilando il form di fianco:

I cittadini hanno diritto a non essere esposti ad amianto/asbesto. Coloro che hanno subito dei danni hanno diritto ai risarcimenti. Nel caso di decesso, sono titolari del diritto gli eredi, che possono chiedere anche i danni sofferti direttamente e la rendita in reversibilità. 

I lavoratori esposti ad amianto hanno diritto al prepensionamento.


L' Avv. Ezio Bonanni ed il suo studio legale si rendono disponibili per chiarimenti, pareri e approfondimenti ed assistere legalmente tutti coloro che ne faranno richiesta.

Per ottenere una consulenza gratuita e assistenza legale, basta telefonare al numero: 0773/663593 , o al numero: 335 83 04 686, oppure compilare il seguente modulo:

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti


Le leggi amianto/asbesto

L'Avv. Ezio Bonanni, per permettere ai cittadini di tutelarsi dal rischio amianto/asbesto/Eternit, ha realizzato un prontuario/guida sintetica e di semplice consultazione. 

Tutti i cittadini possono consultare tutte le leggi sull'amianto e tutelare i loro diritti. 

Approfondisci sulla normativa/leggi sull'amianto/asbesto.

Giurisprudenza Asbesto


Giurisprudenza asbesto/amianto

L'INPS e l'INAIL si sono più volte accaniti contro le vittime dell'amianto e i lavoratori esposti alla fibra killer, negando loro le rendite e i prepensionamenti per esposizione ad amianto.

I datori di lavoro hanno rifiutato di risarcire i danni subiti dalle vittime e dai loro famigliari e si sono resi responsabili di violazione di misure di sicurezza in materia di amianto, facendo rimanere inapplicate le leggi dello Stato.

Ne è seguito un enorme contenzioso: con l'INAIL perché ha rifiutato il riconoscimento delle rendite alle vittime e la reversibilità al coniuge e ai figli orfani, con l'INPS, che ha rifiutato e continua a rifiutare i prepensionamenti per i lavoratori esposti ad amianto, con i datori di lavoro, in sede penale e civile per ottenere i risarcimenti e con lo Stato per il riconoscimento delle prestazioni previdenziali dovute al personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza per l'equiparazione alle vittime del dovere.

L'Avv. Ezio Bonanni ha quindi elaborato una sintesi aggiornata della giurisprudenza che tutti i cittadini possono consultare gratuitamente per poter conoscere e tutelare i loro diritti.

Per saperne di più: 

 


Condividi sui social!