Amianto bruciato - L' Avv. Ezio Bonanni e Il Caso EcoX


L’EcoX ha continuato a bruciare anche dopo il primo spegnimento e i cittadini sono preoccupati, oltre che per il rischio amianto, anche per le diossine, gli IPA, il benzene, il PM10, ed altri agenti patogeni, cancerogeni e tossico-nocivi che si sono sprigionati e continuano a sprigionarsi dal rogo del 05.05.2017, mai definitivamente domato.

I residenti nelle zone limitrofe al rogo hanno continuato ad inoltrare all’associazione i video della zona del cratere ancora avvolta dai fumi. Sabato 20.05.2017, si è tenuta presso l’Hotel Enea di Pomezia, un’assemblea ONA con circa 500 cittadini ai quali l’associazione e lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni hanno continuato a rendere la loro disponibilità per risolvere ogni problematica legata a questo rogo. 


Sabato 27 maggio 2017, sempre presso l’Hotel Enea, in Via del Mare n. 83 a Pomezia, c’è stata la riunione di costituzione dell’Osservatorio Nazionale Amianto - Sede di Pomezia, e quindi l’ONA ha preso corpo con una sede anche nella città di Pomezia.

Il comitato istituito dall’Osservatorio Nazionale Amianto nella città di Pomezia tutelerà anche tutti quei lavoratori che hanno lavorato in esposizione ad amianto, al fine di ottenere in loro favore l’accredito dei benefici contributivi per l’anticipato pensionamento, a carico dell’INPS, nei termini e con le modalità di cui al dipartimento di assistenza legale di ONA Onlus.

Sono molti i lavoratori che nella città di Pomezia e nelle altre città limitrofe hanno lavorato e lavorano in esposizione ad amianto e quindi hanno diritto ad ottenere l’accredito dei benefici contributivi per l’anticipato pensionamento e per coloro che sono già in pensione l’aumento dei ratei, a carico dell’INPS, oltre il risarcimento dei danni.


L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un’unità di crisi per poter assistere i cittadini di Pomezia e delle città limitrofe, e mi sono reso disponibile, insieme con la Sig.ra Antonella Franchi (n. 328-4648451) e con il Sig. Antonio Dal Cin (0773-511463) a coordinare l’unità di crisi, che è ancora operativa e alla quale ci si può rivolgere anche inoltrando una richiesta compilando l'apposito modulo della sezione: Consulenza legale gratuita.


I cittadini hanno chiesto di essere tutelati ed assistiti anche per chiedere il risarcimento dei danni e l'Avv. Ezio Bonanni, nella qualità di titolare dello studio legale e di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha reso la disponibilità a far parte del collegio difensivo e per la costituzione di parte civile nel procedimento penale, nel quale le istituzioni titolari delle posizioni di garanzia saranno chiamate a rispondere in solido quali responsabili civili per i danni subiti dai singoli cittadini.


Sono oltre 1.000 i cittadini che si sono rivolti all’unità di crisi. Già nell’immediatezza (06.05.2017), l’Osservatorio Nazionale Amianto rendeva pubblica, anche attraverso il suo Notiziario ONA la presenza di materiali contenenti amianto nel rogo della ECO X di Pomezia.

Non c’è una soglia la di sotto del quale il rischio per la salute si annulla. Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo. Proprio per questo siamo stati i primi a costituire un’unità di crisi per fronteggiare questa emergenza e ha stilare un decalogo, consultabile su Ona Notiziario, che abbiamo consigliato ai cittadini di Pomezia e dintorni di seguire. 

Cosi come citato dalla letturatura scientifica, dalla monografia iarc (“at present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur” - al momento non è possibile determinare l’eventuale presenza di un livello di esposizione umana al disotto del quale non sussiste un aumento del rischio di contrarre il cancro), fino a quanto riportato dal prof. Irving Selikoff in "asbestos and disease" del 1978 che, in ordine all’esposizione a basse dosi ha precisato: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” (Selikoff, asbestos and disease, accademy press 1978, relationships – second criterion, p. 162) per affermare che una dose piccola, "straordinariamente piccola", di fibre di amianto può costituire la scintilla che poi porta al mesotelioma (trigger dose).



Purtroppo il nostro sospetto circa la presenza di amianto risulta aver trovato conferma e ormai le fibre si sono aerodisperse; gli effetti sulla salute si vedranno nei prossimi 20-30-40 anni a causa della lunga latenza delle patologie asbesto correlate (mesotelioma, tumore al polmone e altri cancri delle vie aeree e del tratto gastrointestinale). L’Osservatorio Nazionale Amianto insiste affinché tutte le istituzioni competenti adottino le giuste misure precauzionali, in particolare il divieto di consumo dei cibi prodotto nelle zone circostanti, le pulizie delle strade e dei locali pubblici con getti d’acqua per combattere le fibre di amianto, e la dotazione di maschere con il filtro di protezione P3 per evitare l’inalazione delle fibre.


Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni assiste gratuitamente tutti quei cittadini che intenderanno costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni. Già da tempo avevamo richiesto una maggiore attenzione delle Istituzioni in chiave preventiva, infatti la pericolosità di questo sito era già stata segnalata mesi prima. L’Osservatorio Nazionale Amianto, infatti, ribadisce che se ci fosse stata una maggiore attenzione, attraverso la bonifica ma anche semplicemente un servizio anti incendio all’interno dello stabilimento andato a fuoco, questo disastro non si sarebbe verificato o quanto meno le conseguenze sarebbero state meno drammatiche.


Chiediamo che si intensifichino le verifiche sulla presenza di amianto anche in tutti gli altri siti della città di Pomezia e del territorio circostante per chiedere la loro immediata bonifica. Questo disastro deve essere di monito all’applicazione del principio di precauzione e cioè evitare che si possano verificare altri rischi per la salute e per l’ambiente".


Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rendendo noti gli ultimi dati rilevati, ha sottolineato nel corso della question time alla Camera (10.05.2017), che “non c’è presenza di fibre di amianto nell’aria” e per la diossina “i dati saranno disponibili da domani perché i tempi di analisi sono maggiori”. “Sarebbe opportuno precisare quando, dove e come sono stati effettuati i rilievi e il tipo di tecnica utilizzata anche e soprattutto rispetto ai venti prevalenti. Una cosa e certa: poiché le strutture andate a fuoco contenevano amianto, e evidente che le fibre si sono aereodisperse nell’ambiente circostante. Rimaniamo in attesa di ricevere dal Ministro e dagli enti deputati più specifiche indicazioni in ordine alla quantità di amianto presente nello stabilimento andato a fuoco e tutti i dati relativi agli altri agenti cancerogeni, compresa la diossina”. “Mi sono recato sul luogo del disastro e in un’intervista al TG2 ho ribadito la necessità di utilizzare tutti gli strumenti precauzionali. Appena giunto sul posto ho cominciato ad avvertire i sintomi segnalati da molti cittadini all’unità di crisi ona: bruciore agli occhi, nausea, etc.. I cittadini devono seguire i consigli e le raccomandazioni fornite dai medici e dalle autorità, cercando di non esporsi per quanto possibile. Ritengo urgente fare subito la bonifica per evitare che ci sia il rischio di ulteriore dispersione di materiali residui della combustione”.




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