Prepensionamento amianto, storia di diritti negati dall'INPS

In Italia oltre 1000 persone avrebbero diritto alla pensione immediata per aver contratto una patologia asbesto correlata (mesotelioma, cancro polmonare ed asbestosi), riconosciuta come malattia professionale.

Se queste patologie sono di origine professionali, e nel caso in cui le maggiorazioni amianto non dovessero portare alla maturazione del diritto a pensione, ecco che si potrebbe ottenere il pensionamento con l’art. 1 comma 250 della legge 232/16.

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Nonostante il disposto legislativo sia chiaro: se ci si ammala di mesotelioma, cancro polmonare ed asbestosi e pur con l’aumento della contribuzione ex art 13 comma 7 legge 257/92 non si raggiunge l’ansianità necessaria ecco che interviene la nuova legge.

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Eppure ad oggi l’INPS nega loro il tanto meritato diritto contributivo.

A nulla sono valsi i numerosi solleciti effettuati dai singoli aventi diritto, ai quali l’istituto di previdenza ha dato solo poche risposte, oltretutto confuse....

Fortunatamente il lavoro sinergico svolto da ONA e le Iene, ha portato qualche risultato.

Nella puntata di domenica 11 marzo, è arrivata la tanto auspicata presa di coscienza da parte dei vertici Inps.

Dei casi affrontati durante la trasmissione, è stato piuttosto toccante quello del signor Luigi (64 anni) che vive in un camper in condizioni di indigenza totale.

Nel 2012 l’uomo ha scoperto di essersi ammalato di asbestosi e placche pleuriche dopo aver lavorato per 34 anni in una fabbrica infestata dall’amianto.

La malattia professionale è stata riconosciuta anche dall’Inail, attraverso una lettera a lui indirizzata in cui si ammette che l’uomo è “affetto da una malattia professionale a causa di amianto, riconosciuta da questo istituto”.

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Fin qui il discorso non fa una piega: peccato che alle parole non siano seguiti i fatti...

L’intervento del Presidente ONA

L’avvocato Bonanni tuona “una legge del 2016 da il dritto a tutti i lavoratori di andare in pensione immediatamente.

A distanza di quasi due anni dall’uscita della legge, né il Signor Luigi né tutti gli altri malati che hanno diritto alla pensione, hanno ricevuto un euro. Oltretutto l’aspettativa di vita è bassa.

Quando la malattia esplode, i tempi di sopravvivenza sono minimi. Per il mesotelioma la media è di  di 5/6 mesi....

C’è il rischio che qualcuno non vedrà mai questa pensione”, conclude Bonanni.

Le risposte ambigue

Come dicevamo, l’Inps brancola nel buio e spesso fornisce spiegazioni parziali o errate.

Durante una telefonata intercorsa (registrata) tra il Signor Luigi e un vertice dell’Istituto, quest’ultimo ha dimostrato di non essere nemmeno al corrente delle date di emanazione del decreto attuativo.

Facciamo chiarezza

AGGIORNAMENTO: DOMANDE DI PENSIONAMENTO ENTRO IL 31.03.2018!

L’INPS dopo tante diffide ha emanato la circolare

I lavoratori che per motivi professionali si sono ammalati di asbestosi, mesotelioma e cancro polmonare hanno diritto ad essere collocati in pensione immediata, senza limiti di età anagrafica e anzianità contributiva (sono sufficienti 5 anni di contributi), come stabilito dall'art. 1 comma 250, della Legge 11 dicembre  2016, n. 232.

Finalmente, il 19 gennaio 2018, è stata emanata la circolare congiunta di INPS e INAIL, n. 7 2018 con le istruzioni aggiornate sul riconoscimento della pensione di inabilità, immediata per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento da parte dell'INAIL oppure dell'ente gestore della posizione assicurativa della natura professionale per esposizione all'amianto del mesotelioma, cancro polmonare e asbestosi.

Un significativo risultato per le vittime d'amianto, ottenuto grazie all'Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, che hanno sempre creduto nella possibilità di ottenere questo risultato che permette il pensionamento immediato anche di coloro che non hanno ancora ottenuto la certificazione di totale inabilità lavorativa e per coloro che anche con le maggiorazioni contributive di cui all'art. 13 comma 7 legge 257/1992 non hanno ancora maturato il diritto a pensione.

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