Cassazione Civile- Sez. VI - Lavoro, Ordinanza 31-05-2016, n. 11201 -

In relazione a tutte le controversie di cui all'art. 442 c.p.c.  e cioè nella materia previdenziale e nell'assistenza sociale, è indispensabile la preventiva domanda amministrativa rivolta nei confronti sia dell'I.N.P.S. sia degli altri enti erogatori; per cui, Il dies a quo per  la decorrenza della decadenza del diritto alla maggiorazione contributiva non può che essere individuato nel momento in cui viene presentata  la domanda amministrativa (massima dell'Avv. Ezio Bonanni).

 

Cassazione Civile- Sez. VI - Lavoro, Ordinanza 31-05-2016, n. 11201- Ai fini della decorrenza del termine di decadenza di cui all'art. 47 del d.P.R. n. 639 del 1970, va tenuto conto della data di presentazione della domanda amministrativa

 

 

 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 

1. La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c., a seguito di relazione a nonna dell'art. 380-bis c.p.c., condivisa dal Collegio.

 

2. La Corte di appello di Catania, in riforma della sentenza di primo grado, dichiarava inammissibile, per intervenuta decadenza, la domanda proposta dall'attuale ricorrente, volta ad ottenere il riconoscimento del beneficio della rivalutazione contributiva per esposizione all'amianto della L. n. 257 del 1992, ex art. 13, comma 8 e successive modifiche, in relazione all'attività lavorativa svolta alle dipendenze della Enichem Condea di (OMISSIS), prima, e della Condea Sasol, successivamente.

 

3. Riteneva la Corte territoriale che, alla data del deposito del ricorso giudiziario (il 25.7.2008) fosse maturata la decadenza triennale di cui al D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47, tenuto conto della domanda di pensione di anzianità presentata in data 11.2.2004, non impedita dalla successiva presentazione dell'istanza in data 17.7.2007.

 

4. Avverso tale sentenza il ricorrente propone ricorso per cassazione fondato su quattro motivi, il primo dei quali è incentrato essenzialmente sulla critica alla ritenuta inammissibilità della domanda per avere la Corte territoriale, ai fini del dies a quo del termine decadenziale, computato la domanda di pensione di anzianità in luogo della domanda di prestazione inoltrata all'INPS, alla stregua delle rituali allegazioni documentali in primo grado, il 19.4.2007 (anzichè nella diversa data indicata, nè constando una istanza del 17.7.2007, evocata dalla Corte territoriale).

 

5. L'I.N.P.S. ha conferito delega in calce alla copia notificata del controricorso.

 

6. Occorre premettere, come in più decisioni ripetuto da questa Corte (cfr., fra le più recenti, Cass. sesz. Sesta - L 2234/2016):

 

"La decadenza dall'azione giudiziaria prevista dal D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, art. 47, nel testo (applicabile ratione temporis) sostituito dal D.L. 19 settembre 1992, n. 384, conv. in L. 14 novembre 1992, n. 438, trova applicazione anche alle controversie aventi ad oggetto il riconoscimento del diritto alla maggiorazione contributiva per esposizione all'amianto, siano esse promosse da pensionati ovvero da soggetti non titolari di alcuna pensione, in ragione dell'ampio riferimento contenuto nella norma alle controversie in materia di trattamenti pensionistici e gli interessati hanno l'onere di proporre all'istituto gestore dell'assicurazione pensionistica la preventiva domanda di riconoscimento del beneficio" (cfr. ex multis Cass. 30 giugno 2015, n. 13398; Cass. 4 aprile 2014, n. 7934; Cass. 3 febbraio 2012, n. 1629; Cass. 19 aprile 2011, n. 8926).

 

7. Nè a tale orientamento può validamente opporsi che la L. n. 257 del 1992 non prevede espressamente la necessità di presentazione della domanda amministrativa, a differenza di quanto dispone, con riferimento all'I.N.A.I.L., il D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 47, convertito nella L. 24 novembre 2003, n. 326.

 

8. Esiste, infatti, la norma generale prevista dalla L. n. 533 del 1973, art. 7 (cui è sotteso l'interesse pubblico "ad una sollecita e meno costosa definizione di determinate controversie" - Cass., Sez. U., 5 agosto 1994, n. 7269 - che impone alla parte privata di compulsare ante causam l'ente erogatore, cioè la controparte, avviando così un procedimento amministrativo necessario che lasci all'amministrazione uno spatium deliberandi di 120 giorni.

 

9. La tesi della generale indispensabilità dell'istanza amministrativa in relazione a tutte le controversie di cui all'art. 442 c.p.c. (nella materia previdenziale e nell'assistenza sociale;

 

nei confronti sia dell'I.N.P.S. sia degli altri enti erogatori; anche nel caso in cui ad agire sia il datore di lavoro per questioni concernenti i contributi assicurativi) è, del resto, assolutamente prevalente (cfr. ex multis Cass. 28 novembre 2003, n. 18265; Cass. 12 marzo 2004, n. 5149; Cass. 24 giugno 2004, n. 11756; Cass. 27 dicembre 2010, n. 26146; Cass. 30 gennaio 2014, n. 2063; si veda, per l'improponibilità della domanda proposta dal datore di lavoro nei confronti dell'ente previdenziale, avente ad oggetto il rimborso di contributi non dovuti ove il giudizio sia stato instaurato senza la preventiva presentazione della domanda amministrativa, Cass. 21 dicembre 2001, n. 16153).

 

10. Milita in favore di siffatta ricostruzione la stessa ampiezza della formula legislativa, tale da non consentire distinzioni fra cause mirate ad un trattamento previdenziale e cause finalizzate ad altro scopo: anche queste incidono sul rapporto fra assicurato ed ente previdenziale, sicchè non v'è ragione di negare allo stesso il consueto spatium deliberandi.

 

11. Il dies a quo per la decorrenza della decadenza non può dunque che essere quello della domanda amministrativa di riconoscimento del diritto ad ottenere il beneficio previdenziale (che, nel caso di chi sia ancora in attività, si traduce nell'accertamento del diritto ad una modalità più favorevole di calcolo della contribuzione per la maturazione del diritto a pensione), melius quello della scadenza dei trecento giorni da quest'ultima, risultante dalla somma del termine presuntivo di centoventi giorni dalla data di presentazione della richiesta della L. n. 533 del 1973, ex art. 7 e di centottanta giorni, previsto dalla L. n. 88 del 1989, art. 46, commi 5 e 6.

 

12. Nella sentenza impugnata è dato atto dell'avvenuta presentazione della domanda amministrava di pensione (non di rivalutazione contributiva) all'I.N.P.S., in data 11.2.2004 e da tale data è stato computato il decorso del termine decadenziale con affermazione idoneamente contrastata, con gli atti di causa (in riferimento all'istanza del 19.4.2007, della cui produzione in primo grado viene dato atto nel ricorso per cassazione), dal rilievo di cui al primo motivo di ricorso.

 

13. In definitiva il ricorso merita accoglimento, con la cassazione della sentenza impugnata che provvederà a nuovo esame del gravame, tenuto conto dei principi esposti, ed anche alle spese del giudizio di legittimità.

 

P.Q.M.

 

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d'appello di Catania, in diversa composizione.

 

Così deciso in Roma, il 12 maggio 2016.

 

Depositato in Cancelleria il 31 maggio 2016