Cassazione Civile, Sez. VI, Ordinanza 03-05-2016, n. 8653 -

In tema di benefici previdenziali, i lavoratori esposti all’amianto, che hanno presentato domanda amministrativa, hanno diritto alla rivalutazione monetaria ed agli interessi legali, sugli incrementi pensionistici tardivamente corrisposti. Tali riconoscimenti decorrono dal centoventesimo giorno dalla presentazione della stessa, all’esito dello spatium deliberandi assegnato all’ente ai sensi dell’art. 7 l. n. 533 del 1973, fermo il disposto dell’art. 16, 6º comma, l. n. 412 del 1991 in tema di divieto di cumulo (massima dell'Avv. Ezio Bonanni).

 

Cassazione Civile, Sez. VI, Ordinanza 03-05-2016, n. 8653- Maggiorazione contributiva e diritto alla rivalutazione monetaria

 

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

 

1.  La  Corte pronuncia in camera di consiglio ex articolo 375 c.p.c.,  a seguito di relazione a norma dell'articolo 380-bis c.p.c., condivisa  dal Collegio. 2  La  Corte  d'appello  di  Catanzaro, per  quanto  qui  rileva,  ha riconosciuto  il diritto dell'attuale intimato agli interessi  legali sulla    riliquidazione   dei   ratei   arretrati   del   trattamento pensionistico  in  godimento, a decorrere dalla  data  della  domanda amministrativa  per il riconoscimento del diritto alla  rivalutazione contributiva per esposizione all'amianto. 3. Avverso tale sentenza ricorre per cassazione l'Inps affidandosi ad un unico motivo. 4. L'intimato non ha svolto attivita' difensiva. 5.  Si  denuncia violazione della L. n. 533 del 1973, articolo  7,  nella parte  in  cui  la  Corte d'appello ha disposto la  decorrenza  degli accessori  dalla  data di presentazione della domanda amministrativa, anziche' dal centoventesimo giorno successivo alla predetta domanda. 6. Il ricorso e' qualificabile come manifestamente fondato. 7.  Questa Corte ha ripetutamente affermato che, poiche' il beneficio della   maggiorazione  del  periodo  contributivo   per   esposizione ultradecennale    all'amianto   presuppone   la   relativa    domanda dell'interessato,   in   tema   di   accessori   per   la   ritardata corresponsione  del  consequenziale incremento della  pensione  trova necessariamente applicazione la regola - valorizzata da  Corte  cost. n.  156 del 1991 sulla rivalutazione dei crediti previdenziali e  poi espressamente  recepita quanto agli interessi dalla  L.  n.  412  del 1991,  articolo  16,  comma 6, secondo cui gli accessori  previsti  dalla legge  per la ritardata erogazione delle prestazioni previdenziali  o assistenziali sono dovuti con computo solo a partire dal decorso  del termine   di  120  giorni  riconosciuto  all'organo  competente   per provvedere sulla domanda (c.d. spatium deliberandi), a norma della L. n.  533  del 1973, articolo 7 (cfr. ex plurimis Cass. n. 506/2009;  Cass. 8650/2012). 8.  Deve,  infine, farsi sicuramente applicazione, ratione  temporis, della  regola,  posta dal gia' richiamato della L. n. 412  del  1991, articolo  16,  comma  6, secondo cui per i crediti previdenziali  non  e' ammesso il cumulo di interessi e rivalutazione (cfr. da ultimo  Cass. n. 26583/2011). 9.  In  conclusione, il ricorso deve essere accolto  e,  non  essendo necessari  ulteriori  accertamenti di fatto,  la  causa  puo'  essere decisa nel merito cassando la sentenza impugnata nella parte relativa alla  condanna  dell'Inps agli interessi legali,  disponendo  che  le somme  dovute  e titolo di interessi legali sui ratei  arretrati  del trattamento  pensionistico decorrano dal 121 giorno successivo  alla data   di   presentazione   della  domanda  amministrativa,   domanda amministrativa, presentata all'Inps il 1 marzo 2006. 10.  Quanto  alle  spese dell'intero giudizio,  va  tenuto  fermo  il regolamento  di  quelle del doppio grado, mentre l'esito  complessivo del  giudizio  giustifica  la compensazione  delle  spese  di  questo giudizio di cassazione.

 

P.Q.M.

 

La  Corte  accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata nel  capo relativo alla condanna agli interessi legali e, decidendo nel merito, condanna  l'Inps a corrispondere gli accessori con computo solo  dopo il  decorso  di 120 giorni dalla domanda amministrativa del  1  marzo 2006; spese compensate del giudizio di legittimita'.

 

Cosi' deciso in Roma, il 9 marzo 2016.

 

Depositato in Cancelleria il 3 maggio 2016